mercoledì, 17 giugno 2009
Qualsiasi cosa fai, stai prendendo una scelta.
Non ci sono infinite possibilità.... inoltre ogni scelta è una rinuncia.
Per quanto possa sembrare banale: si sceglie in base alle possibilità che si hanno;
si sceglie tra ciò che si ha a disposizione, tra ciò che "vedi".
E' molto difficile prendere una strada che non si vede, di cui non si è a conoscenza...

.... ed è qui che sta il punto:
quanto conosci di te stesso, delle tue possibilità?
si impara errando..... ma per errare ci vuole coraggio, bisogna esser pronti ad accettare il fallimento.

L'ho scritto un anno fa e lo penso ancora: ognuno vede ciò che può reggere, tutto il resto gli fa male.
Come la luce improvvisa, per chi ha vissuto al buio per anni, rischia di farti diventare cieco.
Non puoi pretendere di capire tutto subito. Non puoi pretendere di cambiare in un attimo.
Ci vuole tempo e costanza.

Meno conosci di te stesso e meno possibilità hai, di conseguenza la rosa delle scelte si riduce....
.... e con essa si riduce anche la probabilità di sentirsi realizzato.

In fin dei conti, come disse tanti anni fa un mio amico:
ognuno fa le sue scelte.
giovedì, 28 agosto 2008

26/98/2008 21:07


Solito posto ma con una grossa differenza: sono rimasto solo io, tutti i miei amici sono partiti.

Ho davanti nove giorni, qui in questo posto che dal punto di vista degli svaghi non è proprio il massimo.... se poi ci levi anche le persone, rimane solo il sole, il mare e la spiaggia..... che poi il problema non è il giorno, ma la sera.... di sera non c'è più nulla e nessuno.

Mi sa che mi tocca cambiare lo stile delle giornate spostando il baricentro verso la mattina.

Non è che non sapessi che sarebbe andata a finire così, lo sapevo e come..... e non è che non posso tornare su a Milano quando mi pare..... ci sono molte cose che potrei fare per evitare sti nove giorni in questo posto, ma penso che sono solo nove giorni e se riesco a cavare fuori qualcosa di buono qui, posso riuscirci quasi-ovunque. Inoltre tornare su al nord vuol dire riprendere le solite cose e in fin dei conti ho tutto l'anno per farlo.... qui ci sono quelle quattro cose che su non ci sono:

sole, spiaggia, mare e soprattutto niente da fare.

Un po' di “sano vuoto” ci vuole, quando mi ricapita una situazione in cui ho così tanto tempo per riflettere, leggere, osservare al tramonto i colori delle nuvole fondersi con quelli del mare?

E' una buona occasione per raccogliersi, ascoltarsi.... riprendere progetti che richiedono una quantità e qualità del tempo che difficilmente riesco a recuperare durante l'anno.

Il vuoto, l'assenza di agenti esterni (persone, impegni, preoccupazioni, etc), è una condizione che spesso provoca paura, senso di smarrimento, ma è l'unica possibilità per prendere contatto con sé stessi ed imparare cose che se no non impareresti.

Per il momento ho, addirittura, deciso di riposarmi un po' e non intraprendere ulteriori viaggi esplorativi, voglio godermi al massimo questa situazione di vuoto. Di giorni a disposizione ne ho ancora un bel po', se mi tornerà la voglia mi rimetterò al volante nei primi giorni di settembre, quando in giro non dovrei trovare più nessuno ed i parcheggi costeranno di meno.... ;-)

giovedì, 28 agosto 2008

23/08/2008 15:05


Prima di partire per il mare sapevo di aver molta voglia di esplorare posti nuovi e sapevo che non avevo nessuna intenzione di lasciarmi influenzare da scazzi di amici, conoscienti, parenti o chi chessia....

Ho incominciato (forzandomi un po') un anno fa ad andare ovunque da solo, e per ovunque intendo anche posti dove non puoi permetterti errori, quest anno mi sono spinto decisamente molto più in la. In quattordici giorni di ferie ho percorso 1200 km, di cui la metà da solo..... c'ho decisamente preso gusto.

Contro ogni aspettativa, ci sono stati momenti in cui ho apprezzato molto di più il viaggiare da solo che in compagnia. Sono tornato alla spiaggietta (che avevo scoperto un anno fa da solo) assieme ad un mio amico e mi sono reso conto che un posto così potevo trovarlo solo da solo.

Ci sono viaggi e viaggi.

I viaggi esplorativi o li fai da solo, oppure devi avere la fortuna di trovare un compagno di viaggio adatto. Esplorare vuol dire affidarsi tantissimo all'intuito..... e un'intuizione è qualcosa che difficilmente puoi spiegare a parole, quindi o hai accanto una persona che sta sulla tua stessa lunghezza d'onda ed è capace di comprendere certe intuizioni, oppure ti tocca perderti in lunghissime spiegazioni senza senso, che non fanno altro che farti perdere il momento.

Ricordo me stesso, un altro me stesso, anni fa. Ricordo innumerevoli discussioni, ricordo parole e parole che si infrangevano come onde sugli scogli e tornavano in dietro stravolte. Ricordo l'impegno, lo sforzo, per spiegarsi..... inutile.

Ho perso tanto tempo.

C'è chi è pronto ad ascoltare, imparare, e c'è chi pensa solo a stare sulla difensiva, proteggere quel piccolo mondo che si è creato e in cui si rifugia. Con le persone così è inutile.

Il mio errore è stato il non essere in grado di valutare chi avevo di fronte.

La vita è tempo e non esiste cosa più importante del non perdere tempo.... con ciò non intendo dire che bisogna fare tutto di corsa...... è augurabile essere il più cosciente possibile, vivere il presente.

Il mio tempo è importante, per questo motivo è determinante non perder tempo con chi non si mette veramente in gioco.

Ho smesso di sgolarmi, ho smesso di rincorrere persone, ho smesso di voler salvare questo o quello. Parlo una sola volta, dopo di che non sono più affari miei. Il tempo che ho intenzione di dedicare, il mio tempo che dono, è limitato.


Un anno fa scrivevo che la vita non si cambia con grandi gesti ma cambiando le piccole azioni di ogni giorno..... è vero.

giovedì, 28 agosto 2008

20:45 16/08/2008

Mi ritrovo dopo un anno nello stesso posto in cui ho dato avvio al processo di ripacificazione con la solitudine..... e osservo le differenze, osservo quanto sono cambiato.

Stare solo è servito per prendere maggiormente coscienza di me, ritrovarsi nel silenzio, chiudere con tutti gli infiniti modi di fuggire. Trovare il coraggio di ascoltarsi, di conoscersi, di vedere i propri limiti, i propri errori. Scoprire che la propria felicità dipende da quanto si è capaci di prendersi cura di sé..... e se non ti conosci è pressochè impossibile farlo.

Dopo un anno sono cambiato: migliorato? Peggiorato?

Credo di essere un po' più completo, più capace di prendermi cura di me stesso.... ma dopo un anno incomincio ad osservare gli effetti collaterali: il mio modo di interpretare ciò che mi accade è cambiato, io sono cambiato, i rapporti con le altre persone sono cambiati ed alcuni non hanno più motivo di esistere. Tanti rapporti, alcuni molto lunghi, altri molto importanti, ora non hanno più senso.


Un giorno tocchi il fondo, da quel momento trovi l'energia per iniziare un processo di recupero-salvezza-rinnovamento-crescità. Processo che ti da tutta una serie di frutti e mai penseresti che questo processo un giorno ti sotrarrà qualcosa, di quel poco rimasto della tua vecchia vita.


Più il tempo passa e più mi tocca lasciare andare via cose della mia vecchia vita.

C'è una regola che muove tutto quello che uno fa.

Io sono cambiato, di conseguenza la mia regola è cambiata, è tante cose costruite secondo la vecchia regola, ora, non hanno più senso.


Durante quest'anno ho dovuto lasciare andare via due persone da cui non avrei mai voluto fare a meno....

le ho viste allontanarsi, affondare, sempre di più, inghiottite da quel nemico comune che come un gorgo le ha risucchiate giù. Sparite.

Dover lasciarle andare, con l'unica consolazione di sapere che la risoluzione dei loro problemi non dipendeva da me.


Lasciare andare queste due persone è stato il passo più difficile che ho mai fatto.

martedì, 15 luglio 2008
E' un periodo che purtroppo ho poco tempo per scrivere qua sul blog. Sul mio quadernino ci scrivo di continuo, ma pochi "pezzi" finiscono anche sul blog.
E' passato un anno dalla ricaduta, due quadernini.... Un anno in cui non ci sono state ricadute e di fatto ho imparato molte cose. Certe cose le impari solo affrontando la solitudine, solo da solo.... poche storie: è così.
Tempo fa durante una riunione in Co.DA. ho detto che mi mancava il toccare il fondo.... qualcuno è rimasto congelato dall'affermazione. Mi manca la lucidità, la determinazione, quella forza mischiata a pura disperazione che ti mette nella condizione di provare il tutto e per tutto..... quello smettere di cazzeggiare.
In questo anno ho imparato molte cose, ma soprattutto ho imparato che c'è qualcos'altro di totalmente diverso da imparare. Era da un po' che avevo l'impressione di girare a vuoto, cosa di cui non mi sarei accorto tanto facilmente se non avessi letto "Change", in seguito a determinati eventi è risultato più che evidente che da un po' sto girando a vuoto (diciamo pure che sto in parte cazzeggiando).
Ho passato questi ultimi giorni a rimettere in ordine le idee, stabilire una gerarchia di priorità e quindi mi sono posto un paio di domandine fondamentali:
che cos'è veramente importante? .... e perchè?

E' un periodo che sono molto inquieto, cosa che ha i suoi pro e i suoi contro.... l'inquietudine, l'ansia, ti può annichilire così come ti può spingere dove normalmente non metteresti naso.
Credo che il nostro inconscio usi molti "canali" per comprendere la realtà, molti di più del conscio che ha determinate "rivelazioni", ci arriva sempre con un certo ritardo.  Capita di sentirsi improvvisamente inquieti, senza sapere il perché, poi quando si scopre il perchè l'inquietudine, l'ansia, si scioglie via.
L'inquietudine è un segno, c'è qualcosa che il mio inconscio ha compreso, qualcosa di cui non sono ancora conscio.
Ma il punto è che questa volta è veramente grande. Il primo istinto sarebbe di scappare (perchè detto fra noi fa pure un po' male), ma so che sarebbe un errore..... mi torna in mente la sera del saggio di teatro, quando entrando in scena ho guardato negli occhi tutte le persone del pubblico..... e a pensarci bene ho fatto la stessa cosa anche con i prof della commissione di laurea il giorno della discussione......
...... in fin dei conti anche l'inquietudine va gustata, anch'essa fa parte della vita.

Questo post era giusto una piccola parentesi, ci sono un tot di cose di cui devo scrivere, ma ora la priorità è tornare sui miei passi e riordinare le idee..... ho perso di vista le cose importanti.