lunedì, 14 dicembre 2009
Premetto che questo è un post di premessa.

Ultimamente scrivo ovunque. Mi capita così, all'improvviso.
Mi corico nel letto e va a finire che se non scrivo, non mi addormento. E' un po' come quando fai indigestione: all'inizio cerchi di far finta di niente, ti dici che sei solo un po' più pieno del solito..... poi arriva il momento in cui cedi all'evidenza e vai ad alleggerirti...
Nell'ultimo anno ho scritto poco.
E' stato un anno decisamente stressante, mi son ritrovato per molti mesi incastrato a fare un lavoro che non mi piaceva, sopportando dei ritmi disumani.... e nel frattempo studiavo anche. Ne sono uscito profondamente consumato, svuotato..... così stanco che quando avevo del tempo  ero talmente fuso da riuscire solo a cazzeggiare.
Dal punto di vista del recupero è stato un anno quieto. Niente scossoni, niente illuminazioni. Con i miei "nuovi occhi" mi son ritrovato stupito nell'osservare quanto la codipendenza sia un problema diffuso.... in certi contesti viene addirittura ritenuta una qualità.
Con i miei "nuovi occhi" guardavo gli "altri": i teatranti della vita, gli sfruttati e gli sfruttatori..... guardandomi bene dal farmi risucchiare in certe dinamiche di potere. E' stato un anno utile per capire cosa non volevo diventare.
E' stato un anno in cui molto spesso mi sono chiesto dove fosse la via di uscita.... se c'era un'uscita...
La cosa che più mi preoccupava era il mio recupero.
A giugno del 2008 avevo avuto un exploit esagerato, in un lasso di tempo relativamente breve, avevo messo a fuoco concetti fondamentali, particolarmente complessi, con una lucidità e una chiarezza estrema. Avevo anche intuito quale fosse il mio punto debole, la zona d'ombra su cui dovevo lavorare.
Da allora è passato un anno e mezzo. Un anno e mezzo in cui quell'intuizione è rimasta così com'era.
Nei fiumi, le zone in cui la corrente non si muove (in realtà si muove verso monte) vengono chiamate "morte".
Beh, sono rimasto in morta per un anno e mezzo, le cose attorno a me si muovevano, il mio recupero no...... Ora, in seguito ad una serie di eventi, si è riacceso il motore.
Mi sa che in questo anno e mezzo devo aver incubato un bel po'...... e non è tanto per la quantità di cose da dire, quanto per la complessità di ciò che ora sta uscendo fuori.

E' probabile che riuscirò ad essere chiaro nella forma, ma credo che il contenuto sarà una pillola veramente dura da mandare giù...... e con ciò non mi riferisco al "peso" degli argomenti (che per questo blog non è una novità ;-), quanto al senso di inquietudine e paura che potrebbe produrre.


In bocca al lupo.
lunedì, 13 luglio 2009
"Grido che a nulla credo e che tutto è assurdo,
ma non posso dubitare del mio grido
e devo almeno credere alla mia protesta"


A.Camus - L'uomo in rivolta - Introduzione
By Iraz scritto alle ore 02:21 | Permalink | commenti
categoria:citazione, riflessioni, insonnia, camus, rivolta, iraz, rabbia di vivere
mercoledì, 17 giugno 2009
Qualsiasi cosa fai, stai prendendo una scelta.
Non ci sono infinite possibilità.... inoltre ogni scelta è una rinuncia.
Per quanto possa sembrare banale: si sceglie in base alle possibilità che si hanno;
si sceglie tra ciò che si ha a disposizione, tra ciò che "vedi".
E' molto difficile prendere una strada che non si vede, di cui non si è a conoscenza...

.... ed è qui che sta il punto:
quanto conosci di te stesso, delle tue possibilità?
si impara errando..... ma per errare ci vuole coraggio, bisogna esser pronti ad accettare il fallimento.

L'ho scritto un anno fa e lo penso ancora: ognuno vede ciò che può reggere, tutto il resto gli fa male.
Come la luce improvvisa, per chi ha vissuto al buio per anni, rischia di farti diventare cieco.
Non puoi pretendere di capire tutto subito. Non puoi pretendere di cambiare in un attimo.
Ci vuole tempo e costanza.

Meno conosci di te stesso e meno possibilità hai, di conseguenza la rosa delle scelte si riduce....
.... e con essa si riduce anche la probabilità di sentirsi realizzato.

In fin dei conti, come disse tanti anni fa un mio amico:
ognuno fa le sue scelte.
domenica, 05 aprile 2009
....in realtà ci sarebbero ancora tante cose di cui parlare. Il punto è che hanno poca attinenza con la dipendenza affettiva, o sulla dipendenza in generale... o forse sono attinenti ma in un modo "diverso", in un modo che a prima vista non vedevo correlato.
E' che parlare della dipendenza non è semplice. L'immagine che normalmente si ha è quella del tossico.... quella di qualcuno che ha bisogno di un qualcosa in un modo così netto e immediatamente deleterio..... un bisogno palesemente malsano.... la cosa è un tantino più complessa e variegata, ci sono infinite sfumature sull'argomento.
Ad esempio il fattore tempo. E' facile individuare da una necessità immediata (in-com-pulsiva) una dipendenza, ma più questa necessità viene "diluita" nel tempo e più è difficile riconoscerla.
Un esempio semplice e pratico con l'alcool: c'è la megasbronza dopo un evento no, e c'è il cronico bicchierino giornaliero.
Indubbiamente, trai due, per "sfogare" è meglio il secondo modo, rimane comunque la questione che indipendentemente dal modo di sfogarsi, c'è qualcosa da smaltire.
Su cosa si vuole agire, cosa curare: l'effetto o la causa?

martedì, 02 dicembre 2008
"Cosa sai di te stesso, se non ti sei mai battuto?"
(Fight Club)

Il recupero, quel processo di cambiamento-rinascita, non è una vacanza, una parentesi.
E' un differente modo di vedere le cose. Un differente modo di prendere le cose.
Il recupero è qualcosa che va ben al di là, del non avere più rapporti sentimentali con teste di cazzo.
E' una presa di coscienza della realtà per quello che è..... e la realtà è anche sapere che c'è un'unica certezza nella vita.... e non è una cosa a cui piace tanto pensare...
La realtà, spesso, inevitabilmente, fa molto male.
.....ci si può anche girare attorno a questa cosa, ma "il nuovo televisore al plasma"* comperato con i soldi guadagnati dal tuo lavoro renumerativo, ma emotivamente inappagante, non ti ha aiutato ad esprimere ciò che sei come persona...... è solo l'ennessimo granellino sotto cui seppelisci il tuo desiderio di vivere veramente.


* al posto del televisore al plasma comperato.....(etc, etc) ci si poteva mettere qualsiasi cosa dietro cui ci si rifugia. Rapporti tra persone compresi.