Premetto che questo è un post di premessa.
Ultimamente scrivo ovunque. Mi capita così, all'improvviso.
Mi corico nel letto e va a finire che se non scrivo, non mi addormento. E' un po' come quando fai indigestione: all'inizio cerchi di far finta di niente, ti dici che sei solo un po' più pieno del solito..... poi arriva il momento in cui cedi all'evidenza e vai ad alleggerirti...
Nell'ultimo anno ho scritto poco.
E' stato un anno decisamente stressante, mi son ritrovato per molti mesi incastrato a fare un lavoro che non mi piaceva, sopportando dei ritmi disumani.... e nel frattempo studiavo anche. Ne sono uscito profondamente consumato, svuotato..... così stanco che quando avevo del tempo ero talmente fuso da riuscire solo a cazzeggiare.
Dal punto di vista del recupero è stato un anno quieto. Niente scossoni, niente illuminazioni. Con i miei "nuovi occhi" mi son ritrovato stupito nell'osservare quanto la codipendenza sia un problema diffuso.... in certi contesti viene addirittura ritenuta una qualità.
Con i miei "nuovi occhi" guardavo gli "altri": i teatranti della vita, gli sfruttati e gli sfruttatori..... guardandomi bene dal farmi risucchiare in certe dinamiche di potere. E' stato un anno utile per capire cosa non volevo diventare.
E' stato un anno in cui molto spesso mi sono chiesto dove fosse la via di uscita.... se c'era un'uscita...
La cosa che più mi preoccupava era il mio recupero.
A giugno del 2008 avevo avuto un exploit esagerato, in un lasso di tempo relativamente breve, avevo messo a fuoco concetti fondamentali, particolarmente complessi, con una lucidità e una chiarezza estrema. Avevo anche intuito quale fosse il mio punto debole, la zona d'ombra su cui dovevo lavorare.
Da allora è passato un anno e mezzo. Un anno e mezzo in cui quell'intuizione è rimasta così com'era.
Nei fiumi, le zone in cui la corrente non si muove (in realtà si muove verso monte) vengono chiamate "morte".
Beh, sono rimasto in morta per un anno e mezzo, le cose attorno a me si muovevano, il mio recupero no...... Ora, in seguito ad una serie di eventi, si è riacceso il motore.
Mi sa che in questo anno e mezzo devo aver incubato un bel po'...... e non è tanto per la quantità di cose da dire, quanto per la complessità di ciò che ora sta uscendo fuori.
E' probabile che riuscirò ad essere chiaro nella forma, ma credo che il contenuto sarà una pillola veramente dura da mandare giù...... e con ciò non mi riferisco al "peso" degli argomenti (che per questo blog non è una novità ;-), quanto al senso di inquietudine e paura che potrebbe produrre.
Ultimamente scrivo ovunque. Mi capita così, all'improvviso.
Mi corico nel letto e va a finire che se non scrivo, non mi addormento. E' un po' come quando fai indigestione: all'inizio cerchi di far finta di niente, ti dici che sei solo un po' più pieno del solito..... poi arriva il momento in cui cedi all'evidenza e vai ad alleggerirti...
Nell'ultimo anno ho scritto poco.
E' stato un anno decisamente stressante, mi son ritrovato per molti mesi incastrato a fare un lavoro che non mi piaceva, sopportando dei ritmi disumani.... e nel frattempo studiavo anche. Ne sono uscito profondamente consumato, svuotato..... così stanco che quando avevo del tempo ero talmente fuso da riuscire solo a cazzeggiare.
Dal punto di vista del recupero è stato un anno quieto. Niente scossoni, niente illuminazioni. Con i miei "nuovi occhi" mi son ritrovato stupito nell'osservare quanto la codipendenza sia un problema diffuso.... in certi contesti viene addirittura ritenuta una qualità.
Con i miei "nuovi occhi" guardavo gli "altri": i teatranti della vita, gli sfruttati e gli sfruttatori..... guardandomi bene dal farmi risucchiare in certe dinamiche di potere. E' stato un anno utile per capire cosa non volevo diventare.
E' stato un anno in cui molto spesso mi sono chiesto dove fosse la via di uscita.... se c'era un'uscita...
La cosa che più mi preoccupava era il mio recupero.
A giugno del 2008 avevo avuto un exploit esagerato, in un lasso di tempo relativamente breve, avevo messo a fuoco concetti fondamentali, particolarmente complessi, con una lucidità e una chiarezza estrema. Avevo anche intuito quale fosse il mio punto debole, la zona d'ombra su cui dovevo lavorare.
Da allora è passato un anno e mezzo. Un anno e mezzo in cui quell'intuizione è rimasta così com'era.
Nei fiumi, le zone in cui la corrente non si muove (in realtà si muove verso monte) vengono chiamate "morte".
Beh, sono rimasto in morta per un anno e mezzo, le cose attorno a me si muovevano, il mio recupero no...... Ora, in seguito ad una serie di eventi, si è riacceso il motore.
Mi sa che in questo anno e mezzo devo aver incubato un bel po'...... e non è tanto per la quantità di cose da dire, quanto per la complessità di ciò che ora sta uscendo fuori.
E' probabile che riuscirò ad essere chiaro nella forma, ma credo che il contenuto sarà una pillola veramente dura da mandare giù...... e con ciò non mi riferisco al "peso" degli argomenti (che per questo blog non è una novità ;-), quanto al senso di inquietudine e paura che potrebbe produrre.
In bocca al lupo.
By Iraz scritto alle ore 23:24 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, vita, tempo, paura, realtà , rivolta, iraz, rabbia di vivere, essere sé stesso, vero sé, autoterapia
categoria:riflessioni, vita, tempo, paura, realtà , rivolta, iraz, rabbia di vivere, essere sé stesso, vero sé, autoterapia




