giovedì, 28 agosto 2008

23/08/2008 15:05


Prima di partire per il mare sapevo di aver molta voglia di esplorare posti nuovi e sapevo che non avevo nessuna intenzione di lasciarmi influenzare da scazzi di amici, conoscienti, parenti o chi chessia....

Ho incominciato (forzandomi un po') un anno fa ad andare ovunque da solo, e per ovunque intendo anche posti dove non puoi permetterti errori, quest anno mi sono spinto decisamente molto più in la. In quattordici giorni di ferie ho percorso 1200 km, di cui la metà da solo..... c'ho decisamente preso gusto.

Contro ogni aspettativa, ci sono stati momenti in cui ho apprezzato molto di più il viaggiare da solo che in compagnia. Sono tornato alla spiaggietta (che avevo scoperto un anno fa da solo) assieme ad un mio amico e mi sono reso conto che un posto così potevo trovarlo solo da solo.

Ci sono viaggi e viaggi.

I viaggi esplorativi o li fai da solo, oppure devi avere la fortuna di trovare un compagno di viaggio adatto. Esplorare vuol dire affidarsi tantissimo all'intuito..... e un'intuizione è qualcosa che difficilmente puoi spiegare a parole, quindi o hai accanto una persona che sta sulla tua stessa lunghezza d'onda ed è capace di comprendere certe intuizioni, oppure ti tocca perderti in lunghissime spiegazioni senza senso, che non fanno altro che farti perdere il momento.

Ricordo me stesso, un altro me stesso, anni fa. Ricordo innumerevoli discussioni, ricordo parole e parole che si infrangevano come onde sugli scogli e tornavano in dietro stravolte. Ricordo l'impegno, lo sforzo, per spiegarsi..... inutile.

Ho perso tanto tempo.

C'è chi è pronto ad ascoltare, imparare, e c'è chi pensa solo a stare sulla difensiva, proteggere quel piccolo mondo che si è creato e in cui si rifugia. Con le persone così è inutile.

Il mio errore è stato il non essere in grado di valutare chi avevo di fronte.

La vita è tempo e non esiste cosa più importante del non perdere tempo.... con ciò non intendo dire che bisogna fare tutto di corsa...... è augurabile essere il più cosciente possibile, vivere il presente.

Il mio tempo è importante, per questo motivo è determinante non perder tempo con chi non si mette veramente in gioco.

Ho smesso di sgolarmi, ho smesso di rincorrere persone, ho smesso di voler salvare questo o quello. Parlo una sola volta, dopo di che non sono più affari miei. Il tempo che ho intenzione di dedicare, il mio tempo che dono, è limitato.


Un anno fa scrivevo che la vita non si cambia con grandi gesti ma cambiando le piccole azioni di ogni giorno..... è vero.

giovedì, 24 luglio 2008
Penso che sia arrivato il momento di postare la soluzione al problemino esposto in questo post .

Nel suddetto post parlavo di problemi legati ai paradossi.
Ogni qualvolta ci si ritrova in una situazione senza uscite, una situazione che col passare del tempo non fa altro che peggiorare, siamo in presenza di un paradosso.

Il problema dei 9 punti (o come l'ho ribattezzato.... "delle 4 linee"):

Collegate con quattro linee rette, i nove punti della figura, senza sollevare la penna dal foglio.


Se può essere di consolazione, anch'io la prima volta mi sono dovuto arrendere e leggere la soluzione.
Pochissime persone riescono a risolverlo da soli.


Clicca qui per la soluzione


"La morale" del giochino qual'è? Bisogna uscire dagli schemi per trovare una soluzione?
Si, anche..... ma non solo. Non è interessante la soluzione, ma il perchè non ci si è arrivati.

Nel testo del problema non c'era scritto che bisognava stare all'interno dell'ipotetico quadrato formato dai 9 punti..... ma i miei sforzi nel trovare una soluzione, erano appunto limitati a questo ipotetico quadrato.
Sono stato io, la mia mente, ad assumere la regola di stare all'interno del quadrato, regola che nel problema non era contemplata. Basandomi su un presupposto totalmente infondato mi sono cacciato in un vicolo cieco.
Ma badate bene: ho fatto tutto io. La mia mente, che in teoria doveva essere il motore della soluzione, ha introdotto un errore, un ulteriore problema, un limite inesistente.

"I ponti che sorpassi senza camminarci sopra, sovrastano fiumi inesistenti"
anonimo writer -
su un treno delle FNM di tanti anni fa'

Un limite inesistente non può essere risolto in nessun modo, non c'è nessuna cosa che puoi fare per superarlo. L'unica cosa che puoi fare è renderti conto che non esiste.

Nella vita di tutti i giorni meccanismi di questo tipo accadono spessimo, e sono l'origine dei problemi apparentemente inrisolvibili..... diciamo: assurdi.

Ho iniziato questo blog dopo quel 18 dicembre 2006, giorno in cui venni a conoscienza dell'esistenza della dipendenza affettiva, giorno in cui di colpo mi sbloccai dopo una crisi che durava da otto anni.
Quel giorno ho scoperto che ciò che io pensavo fosse amore, in realtà era una malattia, una disfunzione comportamentale. La mia idea di amore era totalmente sbagliata.
Per anni avevo sospettato che nel mio costrutto mentale c'era qualcosa di sbagliato, ma non sapevo cosa.....
Per una vita mi ero basato su un concetto di amore che in realtà non era amore, quel giorno si è aperto uno squarcio, il velo che mi seperava dalla realtà ha incominciato a far trapelare della luce.... e quel giorno è stato solo l'inizio.... ma è bastato solo rendersi conto che mi ero basato su una cosa sbagliata, per capire che l'errore era inevitabile.
I miei presupposti, le mie basi, erano minate dal principio... era solo una questione di tempo, prima o poi la bomba si sarebbe innescata.

Quel giorno ho scoperto che i presupposti da cui ero partito, le regole di vita applicate, le regole che m'hanno insegnato, in buona parte erano sbagliate..... per la prima volta mi sono accorto che ero soggetto a limiti inesistenti, perchè fondati su errori, perchè basati su regole-principi sbagliati.
Il primo passo era verificare e correggere tutte le regole....... finalmente riuscivo a vedere qual'era il vero problema.
martedì, 15 luglio 2008
E' un periodo che purtroppo ho poco tempo per scrivere qua sul blog. Sul mio quadernino ci scrivo di continuo, ma pochi "pezzi" finiscono anche sul blog.
E' passato un anno dalla ricaduta, due quadernini.... Un anno in cui non ci sono state ricadute e di fatto ho imparato molte cose. Certe cose le impari solo affrontando la solitudine, solo da solo.... poche storie: è così.
Tempo fa durante una riunione in Co.DA. ho detto che mi mancava il toccare il fondo.... qualcuno è rimasto congelato dall'affermazione. Mi manca la lucidità, la determinazione, quella forza mischiata a pura disperazione che ti mette nella condizione di provare il tutto e per tutto..... quello smettere di cazzeggiare.
In questo anno ho imparato molte cose, ma soprattutto ho imparato che c'è qualcos'altro di totalmente diverso da imparare. Era da un po' che avevo l'impressione di girare a vuoto, cosa di cui non mi sarei accorto tanto facilmente se non avessi letto "Change", in seguito a determinati eventi è risultato più che evidente che da un po' sto girando a vuoto (diciamo pure che sto in parte cazzeggiando).
Ho passato questi ultimi giorni a rimettere in ordine le idee, stabilire una gerarchia di priorità e quindi mi sono posto un paio di domandine fondamentali:
che cos'è veramente importante? .... e perchè?

E' un periodo che sono molto inquieto, cosa che ha i suoi pro e i suoi contro.... l'inquietudine, l'ansia, ti può annichilire così come ti può spingere dove normalmente non metteresti naso.
Credo che il nostro inconscio usi molti "canali" per comprendere la realtà, molti di più del conscio che ha determinate "rivelazioni", ci arriva sempre con un certo ritardo.  Capita di sentirsi improvvisamente inquieti, senza sapere il perché, poi quando si scopre il perchè l'inquietudine, l'ansia, si scioglie via.
L'inquietudine è un segno, c'è qualcosa che il mio inconscio ha compreso, qualcosa di cui non sono ancora conscio.
Ma il punto è che questa volta è veramente grande. Il primo istinto sarebbe di scappare (perchè detto fra noi fa pure un po' male), ma so che sarebbe un errore..... mi torna in mente la sera del saggio di teatro, quando entrando in scena ho guardato negli occhi tutte le persone del pubblico..... e a pensarci bene ho fatto la stessa cosa anche con i prof della commissione di laurea il giorno della discussione......
...... in fin dei conti anche l'inquietudine va gustata, anch'essa fa parte della vita.

Questo post era giusto una piccola parentesi, ci sono un tot di cose di cui devo scrivere, ma ora la priorità è tornare sui miei passi e riordinare le idee..... ho perso di vista le cose importanti.
giovedì, 12 giugno 2008
I due post precedenti non si basano esclusivamente su mie teorie personali. Non è totalmente farina del mio sacco. Non sono un genio che c'è arrivato da solo.
Per chi volesse approfondire consiglio:
Piccola nota:
Di libri nella mia vita ne ho letti tanti, da un anno e mezzo sono approdato alla psicologia (prima non ne sapevo nulla) ed ho letto moltissimi libri. Non tutti i libri sono uguali e non c'è bisogno di leggere centinaia di libri, basta beccare quelli giusti.
I tre libri elencati sono giusti.


I primi due servono ad allenare la mente per trovare i perchè. Servono a prendere coscienza, ad essere consapevoli di sé..... ma non ti aiutano nel cambiare/migliorare le cose.
Il terzo serve ad allenare la mente nel riconoscere le gabbie che continuamente ci creiamo, riconoscerle e capire come uscirne.
Questo libro cambia totalmente il modo di vedere le cose..... ti apre gli occhi.


Io credo sia importante prendere coscienza di sé, ma conoscere solo i perché non basta.
Da un punto di vista pratico l'analisi da sola non serve a niente.
Però, l'utilizzo esclusivo dell'approccio cognitivo comportamentale non mi convince. Cambiare in meglio la propria vita sarà utile, ma senza consapevolezza rischia di rimanere limitato all'intervento del terapeuta... col rischio di doverci tornare ogni qualvolta esca un problema nuovo.
Per come l'ho ricostruita serve, sia il perché, sia il come; e servono contemporaneamente.
mercoledì, 11 giugno 2008
Ci tengo ad essere particolarmente esplicito, questa volta mi tocca.... anche perché è molto probabile che questi saranno gli ultimi post.
Quando parlo di "deviare il corso di un fiume", mi riferisco al "correggere" la traiettoria della tua vita; mi riferisco al risolvere i propri problemi.
Erich Fromm sosteneva che per risolvere i propri problemi, era necessario risolvere l'intero sistema di problemi.....
E' come se la propria vita fosse un albero cresciuto in condizioni sfavorevoli, che per ricevere la luce di cui aveva bisogno, per sopravvivere, s'era stortato crescendo in modo contorto e squilibrato.
I rami sono storti, ma anche il tronco lo è..... forzare i rami e il tronco significa rischiare di spezzare l'albero.
Ciò che può far la differenza è cambiare quelle condizioni che hanno determinato la crescita malforme. In condizioni favorevoli l'albero di certo non si raddrizza come per magia, ma da quel momento in poi cresce diritto. Senza forzature.

Da qualche parte c'è un origine dei propri problemi. Ciò che è successo nel passato non può essere cambiato, va accettato e compreso.
Non si fanno certi errori per caso..... in tutto quello che si fa c'è un desiderio più o meno conscio di cercare lo star bene. Perfino la vendetta nasce da questo desiderio...... E' che a volte si scelgono soluzioni contorte, soluzioni apparenti....
Quante volte vi è capitato di impegnarvi totalmente nella soluzione di un problema senza ottenere un risultato positivo?
A me molte volte.
Su un problema ci sono rimasto per otto anni. Otto anni per l'impegno e il coraggio che c'ho messo sono veramente tanti.
Un giorno (il 18-12-2006) mi sono sbloccato di colpo.... non è che prima ero stupido e tutto d'un tratto ho smesso di esserlo. Di tentativi ne avevo fatti tanti, molto tempo a riflettere, parlare, cercare, eppure niente..... più cercavo di cambiare la situazione e più il panorama rimaneva fondamentalmente invariato.
Le mie soluzioni erano solo apparenti, di fatto non cambiavano la sostanza del problema.
Se hai freddo ti copri di più, se hai caldo ti copri di meno, ma se sei nel deserto di giorno scoprirsi è peggio. La soluzione che conoscevi, a proposito del troppo caldo, in questo caso non funziona.
Alcuni problemi vanno affrontati seguendo un altro approccio, un approccio che non conosci, se tu lo conoscessi il problema non esiterebbe più....... detto così potrebbe sembrare un paradosso..... e infatti lo è.
I problemi che non si riesce a risolvere sono legati a situazioni paradossali create da sé stessi.

Ok, qualcuno tra sé e sé starà pensando: ".... e meno male che ci teneva ad essere esplicito..."
è difficile da comprendere perché è semplicemente un concetto difficile. Per aiutare chi legge a comprendere l'argomento lascio un giochino da risolvere:

Problema delle 4 linee

Collegate con quattro linee rette, i nove punti della figura, senza sollevare la penna dal foglio.



Mi raccomando: non imbrogliate!