mercoledì, 26 dicembre 2007
Nell'ultimo anno le giornate si sono allungate a dismisura, contemporaneamente la mia memoria ha incominciato a funzionare come non aveva mai fatto. Mi bastano un paio di righe di appunti, per ricordare cosa ho fatto in un qualsiasi giorno di questo anno passato...... incredibile, eppure è così.
Se penso a tutti gli anni vuoti.... dove i giorni erano pressoché simili, tutti caratterizzati da questo color grigio..... le cose attorno a me avvenivano, ero io che non le facevo entrare.
Ossessione del controllo vuol dire selezionare cosa fare entrare e cosa no. La selezione si basa su ciò che uno può gestire....... avete presente la canzone di Caterina Caselli "Nessuno mi può giudicare"? Quando ad un certo punto dice: "la verità ti fa male lo so".
Ok, perché la verità fa male? Quand'è che fa male?
Normalmente mi capita di "sbattere" la verità in faccia a qualcuno in due casi:
1. Desidero sotterrare la persona che ho davanti. Basta una sola frase, quella giusta, per uccidere qualsiasi persona.
2. Vorrei evitare ad una persona che amo, il farsi del male.
Indipendentemente dal motivo che mi spinge ad azzerare le normali precauzioni, i risultati sono solitamente due:
A. La persona finisce con il muso nella merda (la propria), rifiutando in blocco le mie parole e la mia persona..... ma in tanto la bomba è stata sganciata e gli effetti (al momento) si vedono..... col tempo poi cercherà di dimenticare ciò che gli ho detto.
B. La persona ascolta stando zitta e ragiona.
Il modo di reagire della persona, dipende dalla persona. Sbattere la verità, in faccia a qualcuno che non vuole vedere la verità, equivale a fare un grosso torto. Sbattere la verità, in faccia a chi vuole conoscere "la verità", equivale ad aiutare l'altra persona nel modo più grande.
Chi è ossessionato dal controllo non vuole conoscere la realtà, perché crede di non essere in grado di gestirla. Chi è ossessionato dal controllo non vuole rendersi conto di chi è veramente, non vuole conoscere la verità su di sé..... e tanto meno vuole che gli altri la conoscano.
Chi è ossessionato dal controllo ha paura che arrivi qualcosa o qualcuno capace di mettergli davanti uno specchio, capace di incrinare il piccolo mondo di cartapesta costruito in tanti anni di faticosa menzogna.
Tornato da Bologna, potevo anche fare finta di non avere accusato il minimo colpo. Potevo anche provare a mentire..... e dirmi che era per qualcos'altro, che la mia ex non c'entrava....
..... mi sono mentito per 27 anni, ora mi interessa capire, comprendermi, non devo difendere più nessun mondo di cartapesta.... il mio s'è rotto il giorno che ho toccato il fondo e non ho nessuna intenzione di sostituirlo, preferisco la realtà...... e la realtà, a volte, è tremendamente dura, ma ha molto da insegnare ed io ho molto da imparare.
La realtà è anche rendersi conto che io non ho mai amato nessuna delle persone che pensavo, e dicevo, di amare. La verità è che la loro presenza leniva il dolore e il vuoto che portavo dentro, il mio era un attaccamento uguale a quello dell'alcolizzato con la bottiglia. La verità è che io ho usato, se pur incosapevolmente, le persone che credevo di amare. Quello che provavo io era l'euforia della sbornia, non era amore.
A questo ci sono arrivato da solo e se qualcuno mi avesse sbattuto in faccia queste parole, probabilmente lo avrei ringraziato. Di certo non lo avrei fatto subito, ma non mi sarei girato dall'altra parte, facendo finta di niente e continuando a non cambiare nulla nella mia vita.
Non ho avuto la fortuna di incontrare qualcuno che riuscisse a leggermi dentro. Non sono stato così fortunato.... io....

Wearing the inside out - Pink Floyd - 1994 The division bell





  From morning to night I stayed out of sight
Didn't recognise I'd become
No more than alive I'd barely survive
In a word . . . overrun

Won't hear a sound (He's curled into the corner)
From my mouth (But still the screen is flickering)
I've spent too long (With an endless stream of garbage to)
On the inside out ( ... curse the place)
My skin is cold (In a sea of random images)
To the human touch (The self-destructing animal)
This bleeding heart's (Waiting for the waves to break)
Not beating much

I murmured a vow of silence and now
I don't even hear when I think aloud
Extinguished by light I turn on the night
Wear its darkness with an empty smile

I'm creeping back to life
My nervous system all awry
I'm wearing the inside out


Look at him now
He's paler somehow
But he's coming round
He's starting to choke
It's been so long since he spoke
Well he can have the words right from my mouth


And with these words I can see
Clear through the clouds that covered me
Just give it time then speak my name
Now we can hear ourselves again
I'm holding out (He's standing on the threshold)
For the day (Caught in fiery anger)
When all the clouds (And hurled into the furnace he'll)
Have blown away ( . . . curse the place)
I'm with you now (He's torn in all directions)
Can speak your name (And still the screen is flickering)
Now we can hear (Waiting for the flames to break)
Ourselves again

 Da mattina a sera stavo nascosto
Non m'ero accorto d'esser diventato
Poco più che vitale sopravvivevo a stento
In una parola... sopraffatto

Non sentirete un suono (Si torceva in un angolo)
Dalle mie labbra (Ma tuttavia la difesa vacillava)
Ho passato troppo tempo (Con un infinito getto di rifiuti a )
Rovesciato (... maledire il posto)
La mia pelle è fredda ( In un mare di immagini a caso)
Al tocco umano (L'autodistruzione animale)
Questo cuore è sanguinante (Aspettando l'infrangersi delle onde)
Non batte granchè

Ho mormorato un voto di silenzio e adesso
Non sento neanche più quel che penso ad alta voce
Estinto dalla luce accendo la notte
Indosso la sua oscurità con un sorriso vuoto

Torno strisciando alla vita
Il sistema nervoso di traverso
Vestito capovolto


Guardatelo adesso
E' in qualche modo più pallido
Ma sta arrivando
Comincia a tossire
E' passato tanto tempo dalla sua ultima parola
Bene può avere le parole direttamente dalla mia bocca


E con quelle parole posso vedere
Chiaro attraverso le nubi che mi coprivano
Date tempo poi dite il mio nome
Ora riusciamo di nuovo a sentirci
Ora resisto (Lui stà in piedi sulla soglia)
Per la giornata (Preso da un'ardente collera)
Ora che le nubi (E gettandosi nella fornace lui)
Si sono dissolte ( . . . maledirà il posto)
Ora sono con te (Straziato in tutte le direzioni)
Riesco a dire il tuo nome (E tuttavia la difesa vacillava)
Ora possiamo(Aspettando che le fiamme si esauriscano)
Di nuovo sentirci


venerdì, 16 febbraio 2007
Oggi torno a scrivere sul Blog.
Questo è uno dei Post previsti, per la precisione il penultimo, l'argomento del "giorno" è:

Il vuoto

Uno dei più grossi problemi di quando si chiude una relazione sentimentale, di dipendenza o non, è l'avere a che fare con una sensazione di vuoto assoluto.
La dimensione del vuoto è direttamente proporzionale a quanto ti sei annullato nel rapporto, più ti sei annullato e maggiore sarà il vuoto.... inutile dire che le dimensioni di tale vuoto, possono essere veramente mastodontiche.
Così passi, da un momento all'altro, dall'avere la tua vita più o meno piena...... all'essere risucchiato da questa depressione, assenza di stimoli, gigante. In un attimo ti ritrovi a  dover escogitare modi per riempire le giornate.... perché aver del tempo libero vuol dire pensare...... pensare a quello che non c'è più: la tua vita.
Pensare vuol dire infliggersi del dolore, quindi ci sono varie reazioni: c'è chi si butta a capo fitto in qualsiasi cosa gli passi per le mani, c'è chi si fa', c'è chi rimane impietrito, c'è chi contempla il vuoto chiedendosi da dove cavolo è uscito fuori..... da dove nasce il vuoto? Come fa' a crearsi così tanto vuoto in così poco tempo? Come ci si arriva un giorno a chiedersi: e mo' che faccio?
Non è stato tanto facile riuscire ad accettare il vuoto, la prima reazione è stata quella di negarlo, cercare di riempirlo......  i l    v u o t o    n o n    c' è.
Il problema è che non lo puoi nascondere sotto il tappeto.... non funziona così.
Un giorno ho compreso che il vuoto non si crea da un giorno all'altro, il vuoto c'era anche prima.... era semplicemente nascosto, riempito di cazzate e dipinto dai caldi colori dell'amore. Il vuoto c'era anche prima, solo che prima non lo vedevo. Nessuno è cieco come chi non vuol vedere, nessuno è cieco come chi ama.
Quando la luce dell'amore finisce ecco che gli occhi, a poco, a poco si riabituano alla penombra e ricominciano a vedere ciò che prima non volevano vedere......
C'è chi dice che la religione è l'oppio dei popoli, ne siamo tanto sicuri? Forse una volta era così, ma adesso il mercato offre una vasta scelta di tipi di oppio..... qualsiasi cosa può diventare oppio, anche ciò che viene chiamato amore.
Si tratta di un meccanismo: credere che basti un'unica cosa per essere apposto.
Ognuno al suo oppio personale: c'è chi ha bisogno di avere una persona vicina, c'è chi ha bisogno di mostrare i suoi beni, c'è chi è invaghito dal potere, etc, etc.
E' che per un motivo o per un altro, si tende a voler spegnere il proprio cervello..... e il modo più semplice è concentrare le proprie attenzioni su un'unica cosa, vedi quella - non vedi il resto.
Anni fa' feci un viaggio in un paese del terzo mondo. La domenica le persone si ubriacavano, tutti. I primi erano gli insegnanti delle scuole, dato che guadagnavano meglio avevano più soldi da spendere.
Parlando con un padre missionario mi spiegò che le persone non volevano prendere decisioni, non volevano avere responsabilità, se non decidevano niente non erano colpevoli di niente.... l'ideale era essere comandati.
Anche se con una sua logica, mi sembrava una cosa assurda.
Magari nei paesi del "primo" mondo non ci si ubriaca in massa la domenica con l'alcool, ma fino a che punto si può dire che qui non si faccia di tutto per spegnersi il cervello? La domenica pomeriggio basta accendere la TV e fare un giro tra i canali..... la TV è sicuramente un oppio a buon mercato.
Qualsiasi cosa può diventare "l'oppio dei popoli". Ora l'importante è darci un taglio, chiudere con questo meccanismo diabolico.
Il vuoto non si crea da un momento all'altro, nella mia precedente vita quante cose facevo perché effettivamente sentivo che erano necessarie? Poche, molte poche. Perché? Perché avevo anch'io il mio oppio.... avevo il mio amore.
Il vuoto c'era anche prima.

Empty spaces + What Shall We Do Now  - Pink Floyd - 1979-83 The Wall


Empty Spaces + What Shall We Do Now
Spazi vuoti + Cosa dovremmo fare ora?

What shall we use
to fill the empty spaces
Where waves of hunger gnaw / roar
Shall we set out across this sea of faces
In search of more and more applause


Shall we buy a new guitar?
Shall we drive a more powerful car?
Shall we work straight through the night?
Shall we get into fights?
Leave the lights on?
Drop bombs?
Do tours of the east?
contract diseases?
Bury bones?
Break up homes?
Send flowers by phone?
Take to drink?
Go to shrinks?
Give up meat?
Rarely sleep?
Keep people as pets?
Train dogs?
Race rats?
Fill the attic with cash?
Bury treasure?
Store up leisure?
But never relax at all
With our backs to the wall.


Cosa dovremmo usare
Per riempire gli spazi vuoti
Dove onde di famelici ruggiscono
dovremmo emergere attraverso questo mare di facce
In cerca ancora di ulteriori nuovi applausi

Dobbiamo comprare una nuova chitarra?
Dobbiamo guidare una macchina più potente?
Lavorare duro tutta la notte?
Dobbiamo fare a botte?
Lasciare accese le luci?
Gettare bombe?
Fare tournée nell’Est?
Contrarre malattie?
Sotterrare ossa?
Sfasciare case?
Inviare fiori per telefono?
Ubriacarci?
Andare in analisi?
Rinunciare alla carne?
Mai dormire?
Tenere la gente come gli animali?
Ammaestrare cani?
Far correre i topi?
Riempire l’attico di contanti?
Sotterrare tesori?
Accumulare piaceri?
Tutto ciò senza mai riposarci
Con le nostre spalle al muro.





Bye
venerdì, 05 gennaio 2007
Post outsider.
Prima di uscire ci tenevo a postare un altro video, una delle mie scene preferite del film The Wall:

Is there anybody out there? - Pink Floyd - 1979/82 The Wall


Bye
By Iraz scritto alle ore 22:20 | Permalink | commenti
categoria:musica, video, pink floyd, stati danimo, iraz
lunedì, 01 gennaio 2007
Primo gennaio 2007.
Si festeggia l'anno nuovo ma non solo: oggi sono due settimane che sto bene, la magia continua a durare, nonostante la "settimana fantastica" e soprattutto nonostante il mio compleanno; inoltre sono due giorni che non ho incubi.... niente di che, piccole vittorie.... ma sono le MIE piccole vittorie.

Essere gli eroi di noi stessi.... come si fa?
Sicuramente ci saranno più modi e probabilmente quelli che mi son venuti in mente sono i MIEI modi. Probabilmente funzionano solo su di me o magari no......
Sintetizzando ciò che ho pensato, la mia conclusione è: stupirsi, riuscire ad andare oltre i propri limiti, riuscire a fare qualcosa in cui non penseresti di riuscire, mettersi in gioco, affrontare le proprie paure.

" Il viaggio ci toglie ogni rifugio.
    Lontano dai parenti, dalla lingua,
    strappati a tutti i nostri  sostegni,
    privi delle nostre maschere,
    siamo completamente alla superficie di noi stessi.
 Ma sentendoci male nell'anima,
   restituiamo ad ogni essere, o oggetto,
   il suo valore di miracolo.
 Una donna che balla senza pensare,
   una bottiglia sul tavolo intravista
   dietro una tendina: ogni immagine
   diventa simbolo. Sembra che vi si
   rifletta la vita intera nella misura in cui,
   in quel momento,
   vi si riassume la nostra vita. "


(Albert Camus - Il rovescio e il diritto )

Potrei raccontare cosa ho fatto il pomeriggio della prima domenica di dicembre che c'era il sole, o quale viaggio ho intrapreso nell'agosto del 2000, ma che importanza ha? Ognuno deve guardare dentro di sé e vedere di che cosa ha bisogno, cosa l'opprime, quale paura blocca i suoi desideri. Dopo di che: fare quello che normalmente non farebbe.

E' importante essere gli eroi di noi stessi, per ritornare alla superficie di noi stessi.
Il punto è riuscire ad essere sé stessi. Se non ti metti in gioco, dopo un po' ti dimentichi chi sei.... appiccichi la fotocopia sbiadita di te sulla tua faccia e giorno dopo giorno, ti dimentichi chi c'è sotto la maschera..... fino all'inevitabile crisi.
Non credo ci sia molto da aggiungere, questo è quello che serve per ritrovare il contatto con sé, poi bisogna riuscire a rimanerci..... è questa credo sia la parte veramente difficile.

Mi è tornata in mente una canzone, sarà che pensavo oggi al film The Wall:

One of my turns - Pink Floyd - 1979/82 The Wall


One of My Turns Una delle mie crisi

"Oh my God! What a fabulous room!
Are all these your guitars?
[
Film in background: "I'm sorry sir,
I didn't mean to startle you!]
"This place is bigger than our apartment!
[Film: "Let me know when you're entering a room"
"Yes sir!"]
"erm, Can I get a drink of water?
[Film: "I was wondering about ..."]
"You want some, huh?"
[Film: "Yes"]
"Oh wow, look at this tub? Do you wanna take baaaath?"
[Film: "I'll have to find out from Mrs. Bancroft what time she wants to meet us, for her main ..."]
"What are watching?"
[Film: "If you'll just let me know as soon as you can ...
Mrs Bancroft"
"Mrs Bancroft ..."]
"Hello?"
[Film: "I don't understand ..."]
"Are you feeling okay?..."

Day after day, love turns grey
Like the skin of a dying man.
Night after night, we pretend its all right
But I have grown older and
You have grown colder and
Nothing is very much fun any more.
And I can feel one of my turns coming on.
I feel cold as a razor blade,
Tight as a tourniquet,
Dry as a funeral drum.

Run to the bedroom,
In the suitcase on the left
You'll find my favorite axe.*
Don't look so frightened
This is just a passing phase,
One of my bad days.*
Would you like to watch T.V.?
Or get between the sheets?
Or contemplate the silent freeway?
Would you like something to eat?
Would you like to learn to fly?
Would'ya?
Would you like to see me try?

Would you like to call the cops?
Do you think it's time I stopped?
Why are you running away?

Oh mio Dio! Che stanza favolosa!
Sono tutte tue queste chitarre
?

[Film in sottofondo: "Mi dispiace signore,
Non intendevo allarmarla!]
"Questo posto è più grande del nostro appartamento!
[Film: "Avvertimi prima di entrare in stanza"
"Sissignore!"]
"hem.., Posso bere un sorso d’acqua?
[Film: "Ero sorpreso riguardo ..."]
"Ne vuoi un po’, eh?"
[Film: "Si"]
"Oh wow, guarda questa vasca? Vuoi fare il bagnoooo?"
[Film: "devo scoprire da Mrs. Bancroft quando intende incontrarci, nel suo interesse ..."]
"Cosa guardi?"
[Film: "se mi fa capire il prima possibile ...
Signora Bancroft"
"Signora Bancroft ..."]
"Hello?"
[Film: "Non capisco ..."]
"Ti senti bene?..."

Giorno dopo giorno, l’amore diventa grigio
Come la pelle di un moribondo.
E notte dopo notte, fingiamo che sia tutto a posto
Ma io sono invecchiato
E tu sei diventata più fredda
Niente è più veramente divertente oramai.
Ed io sento che una delle mie crisi sta arrivando.
Mi sento gelido come la lama di un rasoio,
Stretto come un laccio emostatico,
Secco come un tamburo funebre.

Corri in camera da letto,
Nella valigia a sinistra
potrai trovare la mia ascia preferita.
Non spaventarti
è solo una fase passeggera,
Uno dei miei giorni storti.
Vuoi vedere la TV?
O scivolare tra le lenzuola?
O contemplare l’autostrada silenziosa?
Vuoi mangiare qualcosa?
Vuoi imparare a volare?
Vuoi?
Vuoi che provi io?

Vuoi chiamare gli sbirri?
Pensi che sia ora che la smetta?
Perché stai scappando viaaaaaaaa…..?

   



sabato, 30 dicembre 2006
Ogni volta che rivedo il video di Oceans mi vengono i brividi.... Anche questo è un post outsider, ho poco tempo e domani parto per festeggiare il capodanno in montagna, quindi colgo l'occasione per fare gli auguri.
Spero veramente che il 2007 sia un anno migliore rispetto al 2006 e dedico a tutti High Hopes dei Pink Floyd:

Caso mai il video non fosse più disponibile cliccare qui.
High Hopes Grandi speranze

Beyond the horizon of the place we lived
when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun

Along the Long Road and on down the Causeway
Do they still meet there by the Cut

There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures
trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay

The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder

Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide

At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed of world

Encumbered forever by desire and ambition
There's a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we've been so many times

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

Forever and ever

Oltre l'orizzonte dei luoghi in cui vivevamo
quando eravamo giovani
In un mondo di magneti e miracoli
I nostri pensieri si smarrivano con sconfinata costanza
La campana della divisione già suonava

Per la Lunga Strada e giù per il Sentiero
Si incontrano ancora vicino al Canale?

C'era una banda cenciosa che seguiva i nostri passi
Correndo prima che il tempo ci portasse via i nostri sogni
Lasciando la miriade di piccole creature
a provare a legarci al suolo
A una vita consumata da una lenta decadenza

L'erba era più verde
La luce era più brillante
Circondati da amici
Le notti di meraviglia

Guardando oltre le braci dei ponti che bruciavano dietro di noi
Fino ad un'apparizione fugace del verde sull'altra sponda
Passi avanti ma da sonnambuli tornati all'indietro
Trascinati dalla forza di qualche marea interiore

Ad un'altezza maggiore a bandiere spiegate
Raggiungevamo le folli vette di quel mondo sognato

Oppressi per sempre da desiderio e ambizione
C'è una fame ancora non soddisfatta
I nostri occhi vuoti ancora vagano all'orizzonte
Sebbene per questa strada siamo scesi tante volte.

L'erba era più verde
La luce più brillante
Il gusto più dolce
Circondati da amici
Le notti di meraviglia
La rugiada lucente
L'acqua corrente
Il fiume senza fine

Per sempre e sempre


Pink Floyd - 1994 The division Bell

Bye

By Iraz scritto alle ore 20:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, video, pink floyd, iraz