martedì, 02 dicembre 2008
"Cosa sai di te stesso, se non ti sei mai battuto?"
(Fight Club)

Il recupero, quel processo di cambiamento-rinascita, non è una vacanza, una parentesi.
E' un differente modo di vedere le cose. Un differente modo di prendere le cose.
Il recupero è qualcosa che va ben al di là, del non avere più rapporti sentimentali con teste di cazzo.
E' una presa di coscienza della realtà per quello che è..... e la realtà è anche sapere che c'è un'unica certezza nella vita.... e non è una cosa a cui piace tanto pensare...
La realtà, spesso, inevitabilmente, fa molto male.
.....ci si può anche girare attorno a questa cosa, ma "il nuovo televisore al plasma"* comperato con i soldi guadagnati dal tuo lavoro renumerativo, ma emotivamente inappagante, non ti ha aiutato ad esprimere ciò che sei come persona...... è solo l'ennessimo granellino sotto cui seppelisci il tuo desiderio di vivere veramente.


* al posto del televisore al plasma comperato.....(etc, etc) ci si poteva mettere qualsiasi cosa dietro cui ci si rifugia. Rapporti tra persone compresi.
martedì, 01 gennaio 2008
Post  etilico. Ogni tanto ci vuole.....
.....2008..... quasi, quasi, mi commuovo.
.....ovviamente sto scherzando....
Era un po' che non tornavo a casa storto (per la precisione: un po' storto). Quando ti ritrovi a conoscere persone che hanno seriamente problemi di alcool, o droga, ci pensi due volte prima di eccedere.
Serata tranquilla, tra amici, tanta musica suonata in acustica.... tutto sommato un giorno come un altro di vacanze. L'unica cosa che mi ha infastidito è che la biblioteca era chiusa..... ieri notte sono rimasto fino alle 5:30 a leggere (ho il fuso leggermente spostato..... colpa dei geni da parte di mia madre) ed ho finito di leggere un libro che, incredibile ma vero, non era di psicologia.
Tecnicamente in questo blog mi sono dato un tot di regole. Il tutto è partito per parlare della mia "malattia", ma a distanza di un anno la situazione s'è rivelata un tantino più complessa. Se dovessi stare a rispettare le regole che mi sono dato, avrei dovuto chiudere il blog...... in fin dei conti le regole servono a disciplinare la vita, non a limitarla....
...... ma forse mi sto dilungando nei discorsi....... effetti dell'alcool, perdo di vista la sintesi.
Dicevo: ho finito sta notte di leggere un libro, decisamente particolare... un libro assurdo, in quanto parte da un punto di vista, da una tesi, assurda. Il libro narra le vicende di una nazione che si trova in una situazione eccezionale: dal primo giorno dell'anno nuovo, in questo stato, "nissuna" persona passa più a "miglior vita".... con tutte le conseguenze del caso.
"Le intermittenze della morte" il libro è particolare, non sto ne ad esprimere il mio parere, ne a cercare di fare un riassunto. M'ha colpito, soprattutto, per il modo di ragionare "al contrario".  E' un perfetto esempio di esercizio della riflessione, partendo da una tesi assurda.
Da un punto di vista letterario ha le sue pecche e i suoi pregi, che in definitiva dipendeno dal "gusto" del lettore...... quindi altamente soggettive..... ma, sento di poter dire, che è obbiettivamente un libro brillante, in cui l'ironia è stata sapientemente utilizzata su un argomento delicato quale è la morte.
Ora, giusto per finirla con il mio divagare etilico, concludo questo post inveendo contro la biblioteca che era chiusa...... ovviamente sto scherzando, con tutto il lavoro che genero  solamente io, dovrebbero farli "santi" i bibliotecari.
Il giorno che riaprirà (la biblioteca) ci sono due libri, assurdi, che aspettano solo il mio ritiro.....
........2008...... anno assurdo?
Intanto per me, oggi, è semplicemente martedì....... il giorno più bello della settimana.

Notte.
By Iraz scritto alle ore 05:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica, vita, morte, stati danimo, iraz
venerdì, 07 settembre 2007


"In alcuni momenti il tempo sembra fermarsi.
Una certa musica, una certa luce.

Rimanere imbambolato a guardare le ombre di un muro.
Annusare l'aria, osservare e pensare:
sono vivo... ora... ma
un giorno non lo sarò più.

Rapito in una tranquillità sotto la quale si cela
un'inquietudine senza fine."



Yo la tengo - The story of
By Iraz scritto alle ore 14:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, vita, sole, bellezza, morte, stati danimo, rivolta, iraz
lunedì, 28 maggio 2007
Post etilico.
Non che fossi uscito con l'idea di tornare brillo, sono più o meno quattro mesi che non ci do' dentro con l'alcool, ma è capitato.
Serata a due, io e il mio amico socio. Di domenica tutto è chiuso, a parte quel posto.... quello che per tanti anni (dieci credo) è stata la nostra roccaforte, dove succedeva che brindavo al mio compleanno, io che l'ho sempre odiato....
Abbiamo provato a fare l'eco..... nel locale c'erano due soli clienti, noi.... per l'appunto. Strano ritrovarsi in quel locale a fare discorsi come quando eravamo sbarbi (giovani). Strano ritrovarsi dopo dieci anni e rendersi conto che in fin dei conti non è cambiato sto granché..... io faccio le solite domande del cazzo tipo: se potessi tornare in dietro a che età andresti e cosa cambieresti? Ci fosse uno che risponde che non cambierebbe nulla...... se ci penso, avendo il senno di adesso cambierei un miliardo di cose, solo che non si può.
I tavoli del locale sono stati rivestiti da uno strato di un finto legno del cazzo (tipo trucciolato o multistrato) per coprire i solchi, i segni, lasciati li nel corso di qualcosa tipo trentanni di apertura. Qualcuno dovrebbe, spiegare alla nuova gestione, che ogni segno sul tavolo ha un pezzo di storia e voler appiattire tutto vuol dire voler cancellare la storia........ è un po' come se un giorno arrivasse qualcuno a cancellare le nostre cicatrici, cosa ci rimarrebbe? Cosa prenderemmo come riferimento per non commettere certi errori?
E' strano ritrovarsi in quel locale, vuoto (una volta non accadeva mai che fosse vuoto) e rendersi conto che quando la serata butta bene, cosa che accade raramente ormai, capita di trovarsi a parlare di cosa uno vorrebbe fare "da grande"...... dopo un po' non te lo chiedi più, e questo è un problema.
Ieri riflettevo che tutti vorrebbero stare meglio ma pochi hanno le palle di prendere e cambiare. Appena si raggiunge qualcosa si fa' di tutto per non lasciarlo scappare via, fa niente se in tanto ti passa di fianco ciò che desideravi da una vita.... l'uomo è vigliacco o forse sono io che mi tiro troppe storie..... chissà magari quando sarò "grande" ( a novantanni forse?) c'avrò capito qualcosa, o forse in fin dei conti non c'è nulla da capire.
Domani piove, anzi tra qualche ora piove ed io sono contento......

"I giorni corrono come cavalli sopra le colline"
Charles Bukowski

Personalmente credo che il passato è passato ed il futuro lo puoi cambiare solo oggi....
martedì, 22 maggio 2007
Tutto muta continuamente, le situazioni cambiano: la vita è movimento, la vita è cambiamento.
Il problema c'è quando non riesci a cambiare, quando non vedi la strada per andare avanti. Il bicchiere non è mezzo pieno, non è neanche mezzo vuoto, il bicchiere non c'è.... o quanto meno tu non riesci a vederlo, e così continui a versare tutta l'acqua che hai a disposizione per terra.
Quando non riesci a cambiare, quando diventi immobile, succede che rimani nella stessa situazione e non riesci ad andare oltre..... per quanto possa essere bella la situazione iniziale, l'ossigeno prima o poi si consumerà tutto e alla fine non rimarrà più nulla.
La vita è cambiamento e quando incominci a non cambiare vuol dire che ti sei avviato verso la morte, perché non si muore solo col corpo, anche l'anima può morire.

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l`incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in sé stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l`ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.



Il punto è mettersi nella condizione di essere aperti al cambiamento. Cambiamento che può riguardare anche gli aspetti più profondi di sé.
L'immobilità è la condizione che blocca la vita ed è strettamente correlata alla compulsione. Essere immobili vuol dire stare in una condizione in cui non si è capaci di scegliere strade diverse. Vuol dire essere bloccati.
Che cos'è che blocca di più se non la paura?
In particolare vorrei fare notare che sono soprattutto le paure più grosse quelle che si cerca sempre di evitare in tutti i modi, le paure più radicate.
Se non mangi dopo quaranta giorni muori, se non bevi ci vuole una settimana. Alcune questioni di vitale importanza seguono regole molto semplici...... sono arrivato alla conclusione che per sentirsi bene, per rimanere in contatto con sé stessi, basta seguire una semplice regola: affrontare le proprie paure.
Cosa che si deve realizzare a fatti, non a parole. Ci sono parole che possono sbloccarti, ma quello che conta è cambiare il proprio modo di approcciarsi alla vita, se no non serve a niente avere la soluzione sotto il naso, non serve a niente conoscere da anni una poesia come: lentamente muore.
Le parole come i miti, vanno incarnate.