giovedì, 24 settembre 2009
Leggo questa frase:

"La nostra è una società composta da individui notoriamente infelici:
isolati, ansiosi, in preda a stati depressivi e a inpulsi distruttivi,
incapaci di indipendenza, in una parola
esseri umani ben lieti di poter ammazzare il tempo che con tanto accanimento cercano di risparmiare."


(Erich Fromm - Avere o essere? - 1976)

E mi tornano in mente alcune frasi di una canzone:


[...] abbiamo perso l'euforia primigenia che provammo un giorno nel sentirci vivi
...
Pensiamo a consumarci nel farci dar retta alle nostre ricchezze,
le nostre miserie.
Anni di duro lavoro... che cosa c'è di male?
fanno tutti così,
ed io non sono diverso... non poi così diverso.

E' come quando
 non c'è più niente da fare, se non aspettare, che arrivi un altro giorno
Un altro giorno..

Abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo
Recitiamo la speranza cosicchè qualcuno un giorno o l'altro si ricordi di noi.
....
E come sciocche comparse in un melodramma in TV giochiamo a mosca cieca con la vita,
 di cui non ci importa niente.

Di cui non ci importa niente.
(L'impero delle tenebre - il teatro degli orrori - 2007)


.... e penso che l'unica cosa che veramente interessa alle persone è anestetizzarsi, non provare dolore, non pensare al fatto che la propria vita non stia andando come la si era immaginata.
Personalmente ciò che mi interessa è uscire da questo meccanismo (di cui anch'io mi sento parte).... trovare l'uscita.
martedì, 02 dicembre 2008
"Cosa sai di te stesso, se non ti sei mai battuto?"
(Fight Club)

Il recupero, quel processo di cambiamento-rinascita, non è una vacanza, una parentesi.
E' un differente modo di vedere le cose. Un differente modo di prendere le cose.
Il recupero è qualcosa che va ben al di là, del non avere più rapporti sentimentali con teste di cazzo.
E' una presa di coscienza della realtà per quello che è..... e la realtà è anche sapere che c'è un'unica certezza nella vita.... e non è una cosa a cui piace tanto pensare...
La realtà, spesso, inevitabilmente, fa molto male.
.....ci si può anche girare attorno a questa cosa, ma "il nuovo televisore al plasma"* comperato con i soldi guadagnati dal tuo lavoro renumerativo, ma emotivamente inappagante, non ti ha aiutato ad esprimere ciò che sei come persona...... è solo l'ennessimo granellino sotto cui seppelisci il tuo desiderio di vivere veramente.


* al posto del televisore al plasma comperato.....(etc, etc) ci si poteva mettere qualsiasi cosa dietro cui ci si rifugia. Rapporti tra persone compresi.
martedì, 15 luglio 2008
E' un periodo che purtroppo ho poco tempo per scrivere qua sul blog. Sul mio quadernino ci scrivo di continuo, ma pochi "pezzi" finiscono anche sul blog.
E' passato un anno dalla ricaduta, due quadernini.... Un anno in cui non ci sono state ricadute e di fatto ho imparato molte cose. Certe cose le impari solo affrontando la solitudine, solo da solo.... poche storie: è così.
Tempo fa durante una riunione in Co.DA. ho detto che mi mancava il toccare il fondo.... qualcuno è rimasto congelato dall'affermazione. Mi manca la lucidità, la determinazione, quella forza mischiata a pura disperazione che ti mette nella condizione di provare il tutto e per tutto..... quello smettere di cazzeggiare.
In questo anno ho imparato molte cose, ma soprattutto ho imparato che c'è qualcos'altro di totalmente diverso da imparare. Era da un po' che avevo l'impressione di girare a vuoto, cosa di cui non mi sarei accorto tanto facilmente se non avessi letto "Change", in seguito a determinati eventi è risultato più che evidente che da un po' sto girando a vuoto (diciamo pure che sto in parte cazzeggiando).
Ho passato questi ultimi giorni a rimettere in ordine le idee, stabilire una gerarchia di priorità e quindi mi sono posto un paio di domandine fondamentali:
che cos'è veramente importante? .... e perchè?

E' un periodo che sono molto inquieto, cosa che ha i suoi pro e i suoi contro.... l'inquietudine, l'ansia, ti può annichilire così come ti può spingere dove normalmente non metteresti naso.
Credo che il nostro inconscio usi molti "canali" per comprendere la realtà, molti di più del conscio che ha determinate "rivelazioni", ci arriva sempre con un certo ritardo.  Capita di sentirsi improvvisamente inquieti, senza sapere il perché, poi quando si scopre il perchè l'inquietudine, l'ansia, si scioglie via.
L'inquietudine è un segno, c'è qualcosa che il mio inconscio ha compreso, qualcosa di cui non sono ancora conscio.
Ma il punto è che questa volta è veramente grande. Il primo istinto sarebbe di scappare (perchè detto fra noi fa pure un po' male), ma so che sarebbe un errore..... mi torna in mente la sera del saggio di teatro, quando entrando in scena ho guardato negli occhi tutte le persone del pubblico..... e a pensarci bene ho fatto la stessa cosa anche con i prof della commissione di laurea il giorno della discussione......
...... in fin dei conti anche l'inquietudine va gustata, anch'essa fa parte della vita.

Questo post era giusto una piccola parentesi, ci sono un tot di cose di cui devo scrivere, ma ora la priorità è tornare sui miei passi e riordinare le idee..... ho perso di vista le cose importanti.
lunedì, 16 giugno 2008
E' arrivato il momento di incominciare ad illustrare le "nuove rivelazioni", come ho già scritto sono una camionata, quindi mi scuso in anticipo per la forma, ma ora mi preme scrivere tutto il più presto possibile.

Corpo ÷ Mente

Una notte stavo tornando a casa un bel po' provato (...) e sentivo.... sentivo il tatto della mia mano sul cambio, guardavo avanti e vedevo strade, case, senza l'interferenza del pensiero.
Il rumore dei pensieri razionali era ovattato ed io ero vuoto.
A poco, a poco, mi sono riempito di ciò che vedevo e sentivo, come fosse acqua calda che poco alla volta mi trasmetteva un senso di calore e comunione col mondo.
Si era "accesa" la parte destra del cervello*.

(*= Non ho il tempo di parlarne in modo approfondito ma, a mio parere, ci sono delle strettissime correlazioni tra parte sx e dx del cervello, Yin e Yang, e i due livelli di coscienza individuati da Alexander Lowen)

Il cervello è diviso in due parti: sinistra (sx) e destra (dx), a cui corrispondono due diverse modalità di pensiero (qui è spiegato in modo più dettagliato).
Per farla molto breve:
la modalità sx è quella astratta-teorica, la mente;
la modalità dx è quella fisica-sensoriale, il corpo.

L'uomo ha bisogno di stimoli per vivere. Gli stimoli arrivano al cervello attraverso il corpo. Se c'è poca coscienza del proprio corpo, se non si è in contatto con il proprio corpo, con il proprio sentire, vedere, entrano meno stimoli.

Un giorno ero in compagnia del mio nipote microbo: Claudio, 4 mesi e mezzo. Ad una certa attacca a piangere, essendo già apposto con pappa e cacca, lo porto a fare un giro. Di solito i bambini li prendi in braccio girati verso di te, con il loro petto appoggiato al tuo petto, con Claudio no.
Schiena verso di me, occhi sgranati ad osservare qualsiasi cosa, l'orecchio di fianco alla mia bocca, teso ad ascoltare la mia cronaca del giro...... Con lui funziona così, o gli mostri qualcosa, oppure metti su della musica...... ha bisogno di ricevere stimoli se no sclera, diventa inquieto.

La sensazione provata quella sera, quel senso di calore e comunione col mondo è qualcosa che conosco molto bene.
Tu che stai leggendo, cosa senti quando stai bene?
Io sento un calore riempirmi, la stessa sensazione di quella sera mentre tornavo a casa percorrendo una strada che conosco a memoria...... in quella situazione "anomala" mi sono sentito bene, sereno, in pace, senza che fosse accaduto nulla di rilevante.
L'unica differenza era che ero riuscito a chetare quella vocina che non smette mai di parlare..... i pensieri, la mente, per un breve periodo hanno lasciato posto al sentire, al vedere, al corpo.

Ad intuito mi viene da dire che quando si è scollegati con il corpo, la mente ha più "spazio" e tende ad andare su di giri (paranoia, inquietudine, ossessione....). Quando invece è il corpo ad avere più spazio la mente tende ad essere "sotto di giri", assente.

Penso che mente e corpo debbano essere equilibrati e con le proprie scelte si cerca, inconsciamente, di ristabilire questo equilibrio..... anche in modi molto contorti.

In che occasioni è successo di riuscire a calmare la vocina dentro, mettere da parte i pensieri del passato, del futuro e vivere il presente?

Alcune volte si cerca di abbassare il peso della mente stordendosi con l'alcool e la cannabis.
Altre volte si cerca di innalzare il peso del corpo, aumentando l'intensità degli stimoli fisici, vedi: sport estremi, situazioni adrenaliniche, sesso, cocaina.
mercoledì, 11 giugno 2008
Ci tengo ad essere particolarmente esplicito, questa volta mi tocca.... anche perché è molto probabile che questi saranno gli ultimi post.
Quando parlo di "deviare il corso di un fiume", mi riferisco al "correggere" la traiettoria della tua vita; mi riferisco al risolvere i propri problemi.
Erich Fromm sosteneva che per risolvere i propri problemi, era necessario risolvere l'intero sistema di problemi.....
E' come se la propria vita fosse un albero cresciuto in condizioni sfavorevoli, che per ricevere la luce di cui aveva bisogno, per sopravvivere, s'era stortato crescendo in modo contorto e squilibrato.
I rami sono storti, ma anche il tronco lo è..... forzare i rami e il tronco significa rischiare di spezzare l'albero.
Ciò che può far la differenza è cambiare quelle condizioni che hanno determinato la crescita malforme. In condizioni favorevoli l'albero di certo non si raddrizza come per magia, ma da quel momento in poi cresce diritto. Senza forzature.

Da qualche parte c'è un origine dei propri problemi. Ciò che è successo nel passato non può essere cambiato, va accettato e compreso.
Non si fanno certi errori per caso..... in tutto quello che si fa c'è un desiderio più o meno conscio di cercare lo star bene. Perfino la vendetta nasce da questo desiderio...... E' che a volte si scelgono soluzioni contorte, soluzioni apparenti....
Quante volte vi è capitato di impegnarvi totalmente nella soluzione di un problema senza ottenere un risultato positivo?
A me molte volte.
Su un problema ci sono rimasto per otto anni. Otto anni per l'impegno e il coraggio che c'ho messo sono veramente tanti.
Un giorno (il 18-12-2006) mi sono sbloccato di colpo.... non è che prima ero stupido e tutto d'un tratto ho smesso di esserlo. Di tentativi ne avevo fatti tanti, molto tempo a riflettere, parlare, cercare, eppure niente..... più cercavo di cambiare la situazione e più il panorama rimaneva fondamentalmente invariato.
Le mie soluzioni erano solo apparenti, di fatto non cambiavano la sostanza del problema.
Se hai freddo ti copri di più, se hai caldo ti copri di meno, ma se sei nel deserto di giorno scoprirsi è peggio. La soluzione che conoscevi, a proposito del troppo caldo, in questo caso non funziona.
Alcuni problemi vanno affrontati seguendo un altro approccio, un approccio che non conosci, se tu lo conoscessi il problema non esiterebbe più....... detto così potrebbe sembrare un paradosso..... e infatti lo è.
I problemi che non si riesce a risolvere sono legati a situazioni paradossali create da sé stessi.

Ok, qualcuno tra sé e sé starà pensando: ".... e meno male che ci teneva ad essere esplicito..."
è difficile da comprendere perché è semplicemente un concetto difficile. Per aiutare chi legge a comprendere l'argomento lascio un giochino da risolvere:

Problema delle 4 linee

Collegate con quattro linee rette, i nove punti della figura, senza sollevare la penna dal foglio.



Mi raccomando: non imbrogliate!