giovedì, 24 settembre 2009
Leggo questa frase:

"La nostra è una società composta da individui notoriamente infelici:
isolati, ansiosi, in preda a stati depressivi e a inpulsi distruttivi,
incapaci di indipendenza, in una parola
esseri umani ben lieti di poter ammazzare il tempo che con tanto accanimento cercano di risparmiare."


(Erich Fromm - Avere o essere? - 1976)

E mi tornano in mente alcune frasi di una canzone:


[...] abbiamo perso l'euforia primigenia che provammo un giorno nel sentirci vivi
...
Pensiamo a consumarci nel farci dar retta alle nostre ricchezze,
le nostre miserie.
Anni di duro lavoro... che cosa c'è di male?
fanno tutti così,
ed io non sono diverso... non poi così diverso.

E' come quando
 non c'è più niente da fare, se non aspettare, che arrivi un altro giorno
Un altro giorno..

Abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo
Recitiamo la speranza cosicchè qualcuno un giorno o l'altro si ricordi di noi.
....
E come sciocche comparse in un melodramma in TV giochiamo a mosca cieca con la vita,
 di cui non ci importa niente.

Di cui non ci importa niente.
(L'impero delle tenebre - il teatro degli orrori - 2007)


.... e penso che l'unica cosa che veramente interessa alle persone è anestetizzarsi, non provare dolore, non pensare al fatto che la propria vita non stia andando come la si era immaginata.
Personalmente ciò che mi interessa è uscire da questo meccanismo (di cui anch'io mi sento parte).... trovare l'uscita.
lunedì, 13 luglio 2009
"Grido che a nulla credo e che tutto è assurdo,
ma non posso dubitare del mio grido
e devo almeno credere alla mia protesta"


A.Camus - L'uomo in rivolta - Introduzione
By Iraz scritto alle ore 02:21 | Permalink | commenti
categoria:citazione, riflessioni, insonnia, camus, rivolta, iraz, rabbia di vivere
mercoledì, 17 giugno 2009
Qualsiasi cosa fai, stai prendendo una scelta.
Non ci sono infinite possibilità.... inoltre ogni scelta è una rinuncia.
Per quanto possa sembrare banale: si sceglie in base alle possibilità che si hanno;
si sceglie tra ciò che si ha a disposizione, tra ciò che "vedi".
E' molto difficile prendere una strada che non si vede, di cui non si è a conoscenza...

.... ed è qui che sta il punto:
quanto conosci di te stesso, delle tue possibilità?
si impara errando..... ma per errare ci vuole coraggio, bisogna esser pronti ad accettare il fallimento.

L'ho scritto un anno fa e lo penso ancora: ognuno vede ciò che può reggere, tutto il resto gli fa male.
Come la luce improvvisa, per chi ha vissuto al buio per anni, rischia di farti diventare cieco.
Non puoi pretendere di capire tutto subito. Non puoi pretendere di cambiare in un attimo.
Ci vuole tempo e costanza.

Meno conosci di te stesso e meno possibilità hai, di conseguenza la rosa delle scelte si riduce....
.... e con essa si riduce anche la probabilità di sentirsi realizzato.

In fin dei conti, come disse tanti anni fa un mio amico:
ognuno fa le sue scelte.
martedì, 31 marzo 2009
"Che danno ci farà un sistema
che ci stordisce di bisogni artificiali
per farci dimenticare i bisogni reali?
Come si possono misurare
le mutilazioni dell'anima umana?"


Eduardo Galeano

Citazione.... dalla citazione del film:
Puerto Escondido
1992 - G.Salvatores
By Iraz scritto alle ore 01:20 | Permalink | commenti
categoria:citazione, riflessioni, vita, stati danimo, iraz, essere sé stesso
mercoledì, 24 dicembre 2008
E' un bel po' che non scrivo.
Non avevo nulla di fondamentale da dire.

Esattamente due anni fa incominciavo questo blog, con l'intento di parlare, studiare, affrontare e sconfiggere il mio problema: la dipendenza affettiva.
Arriva un momento in cui ti rendi conto che tutto ciò che era inerente allo scopo iniziale, l'hai detto. Cos'altro aggiungere?

Ho iniziato questo blog dopo una sola settimana in cui ero venuto a conoscenza dell'esistenza della dipendenza affettiva. A mano, a mano che capivo qualcosa, lo annotavo in questo blog.
In questo spazio mi sono voluto concentrare sulla dipendenza affettiva e ho cercato di farlo in modo serio, onesto e rigoroso. Mettendoci il massimo di me stesso, senza riserve.
Impegnarsi totalmente in qualcosa è molto rischioso: se ti va male, non hai scuse..... non puoi dire che tanto non ti ci eri messo seriamente..... non puoi dire che stavi scherzando.
Il peso della sconfitta è totalmente tuo.
Dopo due anni, c'è che la dipendenza affettiva e la co-dipendenza, sono state sufficientemente superate. Ora come ora ho raggiunto il livello minimo per vivere in modo sano, senza farmi del male e riuscendo a prendermi cura di me. Nonostante questo è ancora vivo il ricordo di quando ebbi la prima ricaduta. Conosco il peso della sconfitta..... e non l'ho dimenticato.
Come c'è stata una prima ricaduta, ce ne potrebbe essere una seconda..... motivo per cui non mi sento "arrivato", non mi sento "apposto", non mi sento in diritto di riposarmi sugli allori.
C'è' ancora molto da fare..... ma esula dalla dipendenza affettiva e dalla co-dipendenza, quindi non ne parlerò in questo luogo.

Questo blog parla della lotta,
di quella rabbia di vivere che mi ha spinto a rialzarmi dopo l'innumerevoli cadute,
di quell'impegno messo per raggiungere un risultato tutt'altro che garantito....
per questi e per tanti altri motivi sono fiero di me stesso.


"Conoscere non è sufficiente, bisogna mettere in pratica.
Desiderare non è abbastanza, bisogna fare."

Buon natale, ed ecco un ultimo regalo


Christmas Steps - Mogwai (1999 Come on Die Young)