venerdì, 30 maggio 2008
Un regalino:


Paolo Benvegnù - Suggestionabili - 2004 Piccoli Fragilissimi Film

Io so la mia verità e voglio usare il cranio come un archibugio
Per sparare la mia verità
che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia.
La mia verità
è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini.
La mia verità,
linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano


Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili, siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, siamo troppo suggestionabili


io so la mia verità.
Sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie,
ma è la mia verità.

E spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa.
La mia verità
è nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a capirmi.
La mia verità
è rinnegare i padri le madri le bocche e gli stomaci


Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili, siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, siamo troppo suggestionabili


Io so la mia verità
e voglio andare in fondo a tutto quello che so

Io voglio assaporare ogni secondo che avrò.

Perché
Io sono un uomo.
Io sono insicuro.
Io sono il padre la madre il figlio
Io sono il vertice.
Io sono l’assoluto.
Io sono il genio.
Io sono il mio assassino.

Ma sono l’ultima cosa che mi rimane
sono l’ultima cosa che mi rimane
sono l’ultima cosa che mi rimane
Io sono l’ultima cosa che ho.
Sarò la prima cosa che avrò
Se sono l’ultima cosa che mi rimane.
Sarò la prima cosa che mi rimane.
Siamo troppo suggestionabili.
Siamo troppo suggestionabili.
Siamo troppo suggestionabili.
Siamo troppo suggestionabili.....
domenica, 27 aprile 2008
5/3/2008 17:53

Bei colori, gli alberi con i primi fiori, la luce che cade sulle nuvole in un modTralicci verso il cieloo diverso.

L'aria.
Ha un altro odore l'aria. Un'altra consistenza.
Difficile non accorgersi che l'inverno è finito, o comunque è ormai a gli sgoccioli.
Non è necessaria una grande sensibilità, per accorgersi che c'è più vita in tutto, basta guardare, anzi basta vedere ciò che c'è attorno.
Albero







Credo che ogni persona sia capace di vedere solo ciò che può reggere, il resto viene escluso.
Dato che nulla può esistere, se non esiste anche il suo opposto, per godere il più possibile di cosa c'è di buono e piacevole, è necessario imparare anche ad accettare cosa c'è di brutto e doloroso.

Nel momento in cui non c'è più bisogno di interporre filtri, barriere, difese, allora si è arrivati al massimo della sensibilità e puoi vivere nel modo più completo qualsiasi cosa ti accada, bella o brutta che sia.
Essere completi vuol dire: essere capaci di vedere la realtà completamente.

mercoledì, 19 marzo 2008
To Build A Home - Cinematic Orchestra - 2007 Ma Fleur


There is a house built out of stone
Wooden floors, walls and window sills
Tables and chairs worn by all of the dust
This is a place where I don’t feel alone
This is a place where I feel at home

Cause, I built a home
for you .. for me

Until it disappeared
from me .. from you

And now it’s time to leave and turn to dust

Out in the garden where we planted the seeds
There is a tree as old as me
Branches were sewn by the color of green
Ground had arose and passed it’s knees

By the cracks of the skin I climbed to the top
I climbed the tree to see the world
When the gusts came around to blow me down
I held on as tightly as you held onto me
I held on as tightly as you held onto me

Cause, I built a home
for you .. for me

Until it disappeared
from me .. from you

And now, it’s time to leave and turn to dust

Di cose belle ce ne sono in giro.... basta "avere gli occhi per vederle".
By Iraz scritto alle ore 20:56 | Permalink | commenti
categoria:musica, vita, emozioni, bellezza, stati danimo, rivolta, iraz, rabbia di vivere
sabato, 15 marzo 2008
non so, ho concluso qualcosa che avevo incominciato un anno fa.
Già solo averlo concluso, è stato un ottimo risultato..... dicono che sono stato bravo.
Ho calcato il palco, mi è piaciuto.... molto. I miei amici mi hanno detto che non recitavo.... ero io, ero esattamente io, normale. Per chi come me, fa teatro per non nascondersi dietro un personaggio, ma per cercare di essere un po' più sé stesso, è il migliore dei complimenti.
Io non mi sono visto, non riesco ad immaginarmi da fuori, quindi non so e in fin dei conti mi importa poco.... quel che è fatto, è fatto. Non cerco la perfezione, ma solo l'onestà..... cercare di capire un pezzettino in più di me, cercare di comprendere un po' di più il modo in cui vedo la realtà.
Strana sensazione quella di oggi..... già conosciuta: nessun timore, nessun ansia, 100% concentrazione, totalmente teso, accordato al momento...... come il giorno della discussione di laurea. Quello che deve accadere accade, dopo di che ecco la tensione sciogliersi e l'euforia salire.
Situazione già conosciuta, in tanti altri contesti..... io odio quest'euforia, ne ho la nausea..... perchè è finta. E' il risultato di un costrutto mentale..... l'euforia del vincitore, la sbornia...... non è vera. Non c'è nessuna vittoria in questo tipo di euforia, perchè non c'è niente da vincere.
Lo stesso tipo di euforia dei periodi maniacali..... qualcosa è rimasto, come l'alone che rimane dopo che hai lavato la macchia  d'unto.
Non c'è stato solo questo sta sera, tutto il resto è andato bene, anzi tutto il resto è stato sano. Ora capisco come mai per alcuni recitare è una necessità.... ho provato (io) lo stesso effetto che si prova verso qualcosa o qualcuno con cui hai un rapporto di dipendenza, come se fosse una droga..... non era ancora finito l'effetto e già ne volevo ancora.

In queste settimane di silenzio forzato, per mancanza di tempo, si sono accumulate molte riflessioni. La politica di ascoltare il dolore, guardare in faccia le cose che ti fanno più paura, vedere il neo, non è fine a sé stessa, non è una forma di masochismo...... segue una logica ben precisa.
Il mio, non è pessimismo, ma neanche il contrario........ il bicchiere c'è e non è, ne mezzo pieno, ne mezzo vuoto, il bicchiere contiene una determinata quantità e quella è.
domenica, 10 febbraio 2008
Post etilico & post shot.
Serata strano forte... o più che altro serata reale, quando la realtà supera la fantasia.
Di situazioni assurde te ne possono accadere.... ma così tante in una sera..... pensare che a momenti me ne stavo a casa perché mi sentivo stanco.
Come al solito non cado nei particolari della mia vita, perché la mia vita, così come ho appena scritto è la mia, indi per cui non servirebbe a niente stare a raccontare nel particolare cosa è successo.
Bella serata, assurda... o forse no.
Alcune cose possono sembrare assurde fin tanto che non le comprendi, dopo di che sono semplicemente quello che sono.... e la realtà è tremendamente complessa, ma non poi così tanto da non poter essere compresa. Diciamo che in sè per sè la realtà è comprensibile, in teoria. In pratica succede che chi ha le capacità per comprenderla lo fa in modo inconscio (quindi non ne è consapevole), chi non ha le capacità la suddivide in scompartimenti, dove non esiste legame tra uno scompartimento e l'altro..... e questo non è reale.
Serata strano forte..... lo so che non ho scritto niente di comprensibile...... dovrei raccontare troppe cose, troppe per l'appunto....
...... non ho mai vissuto in questo modo. Tutto quello che è successo sta sera (per un osservatore esterno) potrebbe passare per folle, eppure per me non c'era nulla di anormale.
Non ho mai vissuto in questo modo.