Spesso si parla di emozioni, ma quante persone si sono prese la briga di approfondire l'argomento?
Mi sono ritrovato ad interessarmi di emozioni perché stavo vivendo un periodo in cui ero particolarmente emotivo. Quattro mesi fa, in un post, dicevo che volevo un ammortizzatore emotivo..... ricordo perfettamente il momento in cui scrissi quelle parole: era l'alba ed ero in treno.... lo ricordo come se fosse ieri, anzi come se fossero passati due minuti. Ci sono momenti che rimangono indelebili.....
.... purtroppo.
Emotività, emozioni, ad un certo punto è arrivato il momento di approfondire l'argomento. Non avevo mai letto un libro di neuro-biologia..... come si dice: c'è sempre la prima volta.
Tutti parlano di emozioni, io stesso molte volte le ho citate, eppure, spiegare, comprendere cosa siano le emozioni, capire il loro funzionamento e la loro funzione, non è cosa semplice. Attualmente l'unica emozione che è stata potuta studiare in modo approfondito è la paura (vedi "Il cervello emotivo: alle radici delle emozioni " by Joseph LeDoux - Baldini e Castoldi).
L'emozioni sono reazioni fisiche e psichiche, a cavallo tra la parte conscia e inconscia del cervello, che avvengono a velocità massima. Sono le reazioni più immediate, più intense, sono talmente rapide e complesse che è impossibile bloccarle. Le emozioni sono il tramite, il filo, il mezzo che ci collega alla realtà in modo attivo.
La realtà viene percepita attraverso i sensi, per fare un esempio: grazie alla vista noi possiamo distinguere forme, colori, dimensioni, profondità, distanza, etc, etc; se davanti a noi si presenta una figura di colore giallo a strisce nere, ciò che ci fa distinguere quella figura come una tigre è la vista, ma ciò che fa scattare una reazione su di noi (che sia un sussulto al cuore, un nascondersi, oppure una clamorosa fuga a rotta di collo) è l'emozione provata.
Senza l'emozioni, tutto ciò che c'è attorno, tutto ciò che ci accade, avrebbe una tonalità neutra. Il viso di una bambino avrebbe un certo colore, una certa forma, una certa consistenza, ma non sarebbe ne bello, ne brutto.
La funzione dell'emozioni è quella di valutare la realtà allo scopo di garantire la sopravvivenza dell'individuo. Ad esempio comprendere se ci si ritrova in una situazione pericolosa e "spingere" l'individuo ad avere una reazione in modo da preservarsi.
L'emozioni hanno radici che affondano nell'inconscio e rami che si propagano nella parte conscia del nostro cervello. Ripensate ad un momento nella vostra vita in cui avete avuto veramente paura....... è facile ricordarsi un momento così, ed è facile ricordare come ci si sentiva...... quell'intensità, quel sentire la paura in tutto il corpo, quel sentirsi risuonare qualcosa dentro in modo così totale, è qualcosa che arriva a profondità che vanno ben oltre il semplice ambito del conscio.
L'emozioni pescano nell'inconscio ed è per questo che riescono ad avere un'intensità ed una velocità così forte, ma si propagano anche nella parte conscia. Grazie all'esperienze cognitive costruttive, si può modificare il modo di reagire a certe emozioni.
Una persona che continua a rimanere in uno stato di dipendenza, è una persona che non ha imparato abbastanza da poter gestire in modo positivo le proprie emozioni. E dato che l'emozioni servono a valutare la realtà in modo corretto, non gestire le emozioni in modo positivo ha come conseguenza il non essere capace di valutare la realtà.
Che cos'è l'equilibrio, cosa vuol dire condurre una vita equilibrata?
E' un po' come con l'alimentazione, abbiamo bisogno di tutta una serie di sostanze: vitamine, minerali, proteine, grassi etc. Ci servono tutte, con una certa quantità, tutti i giorni o comunque costantemente secondo determinati cicli.
Non si vive di solo cibo, abbiamo bisogno anche di emozioni, abbiamo bisogno delle sostanze che vengono prodotte quando un'emozione viene generata. Abbiamo bisogno di tutte le emozioni e infatti le ricerchiamo.... perfino la paura e la tristezza, non ci sarebbe gioia senza tristezza. Ne abbiamo bisogno perchè definiscono i limiti del nostro sentire.
Ne abbiamo bisogno per testare continuamente il nostro sentire, ne abbiamo bisogno per sentirci vivi.
Il problema con le emozioni nasce quando si prova solo certe emozioni per un lungo periodo senza provare le altre: o ci si assuefa, o si somatizza, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso.
Tanto per fare un esempio: il tipo di psicofarmaco più venduto è l'ansiolitico, ossia un farmaco che serve a limitare gli stati d'ansia. L'ansia è un emozione secondaria (ossia è la risultante della combinazione di due emozioni primarie).
Una persona "funziona bene" quando prova tutte le emozioni, con un intensità accettabile e con una frequenza corretta.
Quante volte, in un momento in cui si è tranquilli, ci si ritrova a pensare a qualcosa che ci fa soffrire, o arrabbiare, qualcosa che magari è lontana nel tempo..... dobbiamo provare tutte le emozioni (tristezza compresa), per sentirci vivi, per sentirci capaci di sentire.
Abbiamo tutti bisogno di provare emozioni, di provare tutte le emozioni, sono il nostro collegamento con la realtà, sono ciò che ci fa sentire vivi, sono ciò che ci fa riconoscere il bello, il brutto, il male e il bene. Sono ciò che ci fa sentire parte di un mondo, di un entità più grande, ma contemporaneamente soli e unici. Chi consciamente, chi inconsciamente, cerchiamo tutti di provare emozioni, impostiamo la nostra vita in modo da trovarci in situazioni in cui provare emozioni..... e così si va a teatro, allo stadio, ci si invischia in una relazione extraconiugale, ci si invischia in una tossicodipendenza, ci si tuffa da un ponte alto 150 metri, si fa i figli..... a volte si fanno tante cose belle, a volte si combina solo stronzate.
L'equilibrio lo raggiungi quando il tuo modo di vivere riesce a farti provare tutte le emozioni, con un'intensità accettabile e con una frequenza corretta, senza fare del male ne a te, ne a nessun altra creatura.
Mi sono ritrovato ad interessarmi di emozioni perché stavo vivendo un periodo in cui ero particolarmente emotivo. Quattro mesi fa, in un post, dicevo che volevo un ammortizzatore emotivo..... ricordo perfettamente il momento in cui scrissi quelle parole: era l'alba ed ero in treno.... lo ricordo come se fosse ieri, anzi come se fossero passati due minuti. Ci sono momenti che rimangono indelebili.....
.... purtroppo.
Emotività, emozioni, ad un certo punto è arrivato il momento di approfondire l'argomento. Non avevo mai letto un libro di neuro-biologia..... come si dice: c'è sempre la prima volta.
Tutti parlano di emozioni, io stesso molte volte le ho citate, eppure, spiegare, comprendere cosa siano le emozioni, capire il loro funzionamento e la loro funzione, non è cosa semplice. Attualmente l'unica emozione che è stata potuta studiare in modo approfondito è la paura (vedi "Il cervello emotivo: alle radici delle emozioni " by Joseph LeDoux - Baldini e Castoldi).
L'emozioni sono reazioni fisiche e psichiche, a cavallo tra la parte conscia e inconscia del cervello, che avvengono a velocità massima. Sono le reazioni più immediate, più intense, sono talmente rapide e complesse che è impossibile bloccarle. Le emozioni sono il tramite, il filo, il mezzo che ci collega alla realtà in modo attivo.
La realtà viene percepita attraverso i sensi, per fare un esempio: grazie alla vista noi possiamo distinguere forme, colori, dimensioni, profondità, distanza, etc, etc; se davanti a noi si presenta una figura di colore giallo a strisce nere, ciò che ci fa distinguere quella figura come una tigre è la vista, ma ciò che fa scattare una reazione su di noi (che sia un sussulto al cuore, un nascondersi, oppure una clamorosa fuga a rotta di collo) è l'emozione provata.
Senza l'emozioni, tutto ciò che c'è attorno, tutto ciò che ci accade, avrebbe una tonalità neutra. Il viso di una bambino avrebbe un certo colore, una certa forma, una certa consistenza, ma non sarebbe ne bello, ne brutto.
La funzione dell'emozioni è quella di valutare la realtà allo scopo di garantire la sopravvivenza dell'individuo. Ad esempio comprendere se ci si ritrova in una situazione pericolosa e "spingere" l'individuo ad avere una reazione in modo da preservarsi.
L'emozioni hanno radici che affondano nell'inconscio e rami che si propagano nella parte conscia del nostro cervello. Ripensate ad un momento nella vostra vita in cui avete avuto veramente paura....... è facile ricordarsi un momento così, ed è facile ricordare come ci si sentiva...... quell'intensità, quel sentire la paura in tutto il corpo, quel sentirsi risuonare qualcosa dentro in modo così totale, è qualcosa che arriva a profondità che vanno ben oltre il semplice ambito del conscio.
L'emozioni pescano nell'inconscio ed è per questo che riescono ad avere un'intensità ed una velocità così forte, ma si propagano anche nella parte conscia. Grazie all'esperienze cognitive costruttive, si può modificare il modo di reagire a certe emozioni.
Una persona che continua a rimanere in uno stato di dipendenza, è una persona che non ha imparato abbastanza da poter gestire in modo positivo le proprie emozioni. E dato che l'emozioni servono a valutare la realtà in modo corretto, non gestire le emozioni in modo positivo ha come conseguenza il non essere capace di valutare la realtà.
Che cos'è l'equilibrio, cosa vuol dire condurre una vita equilibrata?
E' un po' come con l'alimentazione, abbiamo bisogno di tutta una serie di sostanze: vitamine, minerali, proteine, grassi etc. Ci servono tutte, con una certa quantità, tutti i giorni o comunque costantemente secondo determinati cicli.
Non si vive di solo cibo, abbiamo bisogno anche di emozioni, abbiamo bisogno delle sostanze che vengono prodotte quando un'emozione viene generata. Abbiamo bisogno di tutte le emozioni e infatti le ricerchiamo.... perfino la paura e la tristezza, non ci sarebbe gioia senza tristezza. Ne abbiamo bisogno perchè definiscono i limiti del nostro sentire.
Ne abbiamo bisogno per testare continuamente il nostro sentire, ne abbiamo bisogno per sentirci vivi.
Il problema con le emozioni nasce quando si prova solo certe emozioni per un lungo periodo senza provare le altre: o ci si assuefa, o si somatizza, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso.
Tanto per fare un esempio: il tipo di psicofarmaco più venduto è l'ansiolitico, ossia un farmaco che serve a limitare gli stati d'ansia. L'ansia è un emozione secondaria (ossia è la risultante della combinazione di due emozioni primarie).
Una persona "funziona bene" quando prova tutte le emozioni, con un intensità accettabile e con una frequenza corretta.
Quante volte, in un momento in cui si è tranquilli, ci si ritrova a pensare a qualcosa che ci fa soffrire, o arrabbiare, qualcosa che magari è lontana nel tempo..... dobbiamo provare tutte le emozioni (tristezza compresa), per sentirci vivi, per sentirci capaci di sentire.
Abbiamo tutti bisogno di provare emozioni, di provare tutte le emozioni, sono il nostro collegamento con la realtà, sono ciò che ci fa sentire vivi, sono ciò che ci fa riconoscere il bello, il brutto, il male e il bene. Sono ciò che ci fa sentire parte di un mondo, di un entità più grande, ma contemporaneamente soli e unici. Chi consciamente, chi inconsciamente, cerchiamo tutti di provare emozioni, impostiamo la nostra vita in modo da trovarci in situazioni in cui provare emozioni..... e così si va a teatro, allo stadio, ci si invischia in una relazione extraconiugale, ci si invischia in una tossicodipendenza, ci si tuffa da un ponte alto 150 metri, si fa i figli..... a volte si fanno tante cose belle, a volte si combina solo stronzate.
L'equilibrio lo raggiungi quando il tuo modo di vivere riesce a farti provare tutte le emozioni, con un'intensità accettabile e con una frequenza corretta, senza fare del male ne a te, ne a nessun altra creatura.
By Iraz scritto alle ore 21:32 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, vita, psicologia, emozioni, solitudine, realtà , dipendenza, psicofarmaci, ansia, razionalità , assuefazione, rivolta, ansiolitici, iraz, rabbia di vivere, essere sé stesso, amare veramente, vero sé, autoterapia
categoria:riflessioni, vita, psicologia, emozioni, solitudine, realtà , dipendenza, psicofarmaci, ansia, razionalità , assuefazione, rivolta, ansiolitici, iraz, rabbia di vivere, essere sé stesso, amare veramente, vero sé, autoterapia




