mercoledì, 28 maggio 2008
Alla fine è andato tutto bene.
Come immaginavo, durante l'operazione, ho avuto molta paura.... sentivo chiaramente battere il cuore all'impazzata.
Non sono abituato ad affidarmi a qualcun altro senza poter fare nulla. Ho difficoltà ad affidarmi coscientemente, ma in modo passivo, ad un'altra persona. L'idea di non poter agire mi spaventa, mi fa sentire inerme.
Durante l'intervento ho sentito chiaramente arrivare un attacco di panico, tra me e me ho pensato:"ecco questa è una situazione a cui non avevi pensato". Ormai pensavo di essere totalmente immune a gli attacchi di panico, se non hai paura che ti vengano non ti vengono.
Potevo solo scegliere tra due soluzioni:
- non oppormi e lasciare che l'attacco scoppiasse, accoglierlo e farmi attraversare il più velocemente possibile;
- stringere i denti, non ascoltare il mio corpo e concentrarmi sulla voce del dottore

Nella vita di ogni giorno la prima soluzione è quella giusta e naturale, magari per tante persone non è spontaneo comportarsi così, ma è l'unica soluzione che non lascia danni permanenti.
La seconda soluzione è quella per certi momenti straordinari, quando farsi prendere dal panico è deleterio. Questa soluzione se utilizzata troppo spesso porta a somatizzare l'ansia e il dolore con effetti sul corpo terribili.... intolleranze, allergie ed infine depressione.

In quella situazione non potevo accettare un attacco quindi ho scelto di stringere i denti. Di fatto sono stato capace di gestire la situazione senza perdere di vista la cosa più importante:
il mio benessere.
martedì, 05 febbraio 2008
Ho poco tempo, adesso e in generale. Quindi mi sbrigo.
Dicevo che.....
I periodi di inquietudine, se presi male, possono dilungarsi anche per anni.... ti possono affondare.... possono innescare processi fisici inimmaginabili ed inspiegabili..... e di tutto questo ne so qualcosa, perché io l'ho vissuto sulla mia pelle.
Ho scoperto che i periodi di inquietudine vanno presi in un certo modo..... è inutile lottarci contro, fare finta che non stia accadendo nulla..... è inutile rifiutare la situazione, in qualsiasi forma venga espresso il rifiuto.
A volte capita di avere un'illuminazione, in qualche modo si innesca un meccanismo che supera la propria logica..... avviene uno scatto, un salto. La poesia H²O l'ho scritta nel '97, eppure posso dire di averla realmente compresa solo da qualche settimana.
I periodi di inquietudine vanno vissuti fino in fondo, vanno ascoltati e compresi..... perché c'è qualcosa da capire.  Il problema è che spesso non ci si vuole rendere conto di quel qualcosa.
In fondo, in fondo, tutto si riduce all'incapacità di accettare in toto ciò che avviene.
Prima non si accetta l'inquietudine, il dolore, la rabbia..... come se tutte queste cose non fossero umane, come se non fossero degne di essere provate, come se non servissero a qualcosa. Poi non si accetta ciò che hanno da dirci..... perché il messaggio che hanno da trasmetterci va contro ciò in cui crediamo, ciò che riteniamo normale, ciò che crediamo di essere.
Più si cerca di scappare e più si viene perseguitati.... e in questo gioco ognuno fa la parte della vittima e del carnefice contemporaneamente.
E' come la leggenda dei fantasmi: sono la cosa che fa più paura, l'ultima cosa con cui uno vorrebbe avere a che fare, e fin quando non li si ascolta, continuano a perseguitarti.
L'unico essere che ti può raggiungere ovunque: sei tu. L'unica costante nella propria vita: sei tu.
Certe conclusioni sono difficili da digerire, perché mettono in discussione il proprio concetto di normalità..... e se da quando sei nato fino all'altro ieri, hai creduto in certe cose, hai dato per buone e giuste certe cose... non è una cosa semplice mandare giù che per una vita ti sei sbagliato.....
..... ma soprattutto, non è una cosa semplice ammettere che ora..... non sai.

Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Ma soprattutto: perché e come influenza la tua vita?
Più o meno tutti seguono il proprio concetto di normalità, il proprio buon senso. Ma (tanto per fare un esempio) se nonostante tutti gli sforzi e l'impegno la tua vita non va..... a che cosa è servito il tuo buon senso?
sabato, 13 gennaio 2007
In teoria dovrei andare a dormire sono le due, ma sono di ritorno da una serata particolare. Non è tanto per il Johnny Walker che non bevevo da una vita ed era esattamente come me lo ricordavo...... quanto per il racconto di alcuni avvenimenti accaduti ad un mio caro amico, che non fanno altro che confermare una mia pazza tesi: il caso non è casuale.

Questo è uno degli argomenti che dovevo trattare ed è una teoria, su cui ci sto riflettendo da un mese e mezzo, per quanto possa sembrare assurda incomincia sempre di più a diventare reale.
Prima di tutto devo definire il background che mi ha portato a certe conclusioni:
-1 Il libro "L'alchimista" di Paulo Coelho.
-2 Il serial televisivo "My name is Earl" e il Karma.
-3 Il concetto nella psicologia di vero sé e falso sè.
-4 Riflessioni su alcune "coincidenze" della mia vita un po' troppo estreme.
-5 Riflessioni su alcuni eventi apparentemente poco rilevanti ma che hanno generato delle conseguenze notevoli.


-1 Per quanto riguarda il libro "L'alchimista" l'unico consiglio che sento di dare è: leggetelo, ne vale la pena. C'è chi, senza averlo letto, l'ha etichettato adolescenziale..... e anche se fosse? L'importante è che ti trasmetti qualcosa, chi se ne frega se l'adolescenza è finita da un pezzo.... magari ci si accorgerà che c'è qualcosa di più....

-2 My name is Earl è un serial TV (la cui trama è magistralmente spiegata al link indicato) in cui si parla del  Karma.
  • "Il Karma è una legge cosmica secondo la quale un'azione virtuosa (che non produce sofferenza) genera benefici nelle vite successive, mentre un'azione non virtuosa (che produce sofferenza) genera fastidi e disagi nelle vite successive. Il Karma, dunque, vincola tutti gli esseri senzienti al ciclo del SaṃsÄra poiché tutto ciò che l'essere farà, si ripercuoterà sulle sue vite future."
L'interpretazione che io e Earl (!) abbiamo assunto è che un'azione virtuosa genera benefici nell'attuale vita e al contrario, un'azione non virtuosa ti "ritornerà" contro (sempre nell'attuale vita).

-3 Per una spiegazione dettagliata sul "Vero sé e Falso sé" andate al link indicato.
Ciò che ha attirato la mia attenzione è stato il sentire, due parti di me in lotta tra loro per avere il controllo...  il mio "Vero sè" contro il mio "Falso Sè", una battaglia combattuta, sofferta, sul mio corpo, che si è manifestata (e si manifesta) con la crisi. L'apice è stata appunto quell'ultima fase di depressione acuta intorno ai primi giorni di dicembre.
Per come l'ho interpretata io, il falso sè aveva il controllo (da anni) e col passare del tempo io mi allontanavo sempre di più dal mio vero sè, fino a quando la distanza è diventata troppo grande.... un meccanismo automatico (di sopravvivenza?) è scattato: il vero sè ha imbracciato il lancia fiamme ed ha fatto un rogo di quella falsa immagine di me..... provocandomi un certo dolore.
Questa è la spiegazione più chiara che riesco a dare, spero sia abbastanza chiara.
L'aspetto interessante che ho notato è che il vero sè, lento e costante ha continuato a lavorare, come un onda tenace, come la brace che sembra spenta ma in realtà.... continua a bruciare, fino a quando non ha ottenuto il controllo. E' solo una questione di tempo, è inevitabile.
In definitiva il vero sè ha la sua bussola che gli da la Direzione. Il falso sé può puntare solo verso la crisi, nel momento in cui riesci a ristabilire un contatto con il tuo vero sè e riesci ad ascoltarlo le cose incominciano magicamente a funzionare.

-4 Nella mia vita nel campo sentimentale ci sono state delle "coincidenze" un po' troppo particolari per essere casuali.
Coincidenza 1: eczema
    Un giorno di ottobre del 99, una settimana dopo essere stato piantato dal mio primo amore, mi alzo con le labbra spaccate. Dopo sei mesi, io (non i dottori) capisco che si trattava di un'allergia ai vegetali (limone e olive esclusi). La suddetta allergia si manifestava con un eczema atopico che da prima aveva interessato solo le labbra, poi anche le dita. Tanto per fare capire l'entità del problema faccio alcuni esempi: non puoi ridere, starnutire, sbadigliare, se non con le labbra contratte, altrimenti  si strappano.... e fa un male cane; non puoi piegare le dita altrimenti la pelle, sulle giunture, si strappa..... provate a guidare l'auto senza piegare le dita..... i primi cinque minuti continui a prendere la leva delle frecce e quella delle luci, poi capita che devi stringere il volante.... adesso al posto delle normali pieghe delle giunture ho cicatrici.
Questo tipo di eczema, quest'allergia non è una cosa così diffusa, non è una cosa tanto comune.
    Due anni prima avevo avuto una storia parallela a quella "seria", con un'altra ragazza per cui ero preso ma non mi sentivo innamorato. Con questa ragazza avevo messo le carte in chiaro da subito, sapeva tutto..... eppure si innamorò.
Forse avrei dovuto interrompere subito, forse sono stato un po' cieco.... non sò. La conclusione fu che lei ci andò sotto di brutto, ma molto di brutto... e tutto questo lo scoprii dopo un anno. Le venne un eczema atopico sul collo e sul cuoio capelluto......
    L'eczema, in posti diversi, ma in forma acuta venne prima a lei e dopo un paio di anni a me: una coincidenza?
Coincidenza 2: indifferenza
    Ponte dei morti del 98, le campane lontane suonano, una panchina in un parchetto, il tramonto, il mio primo amore di fianco a me ed io mi sento indifferente..... verso tutto.
    Otto anni dopo, 28 novembre 06, è il mio secondo amore che si sente indifferente.... anche verso di me.
    Un'altra coincidenza?

Dopo questa seconda coincidenza ho incominciato a credere seriamente che il karma esiste. Ora spero di avere pagato abbastanza.....


-5 Ci sono stati molti eventi apparentemente poco rilevanti che però hanno generato delle conseguenze notevoli, mi basta citarne uno solo: il sabato sera + lungo della mia vita.
Causa festa di laurea di due mie compagne di università mi ritrovo in un locale, che per quanto mi avevano detto era un po' fighetto. Ok, entro nel locale, mi guardo attorno e penso:"ma questo è un ristorante" osservo meglio e noto sul soffitto delle luci tipo pista da ballo...... uhm? C'è qualcosa che non mi torna.... avendo tempo, faccio un giro di perlustrazione e scopro che nella sala attigua c'è una piscina.... ed incomincio a pensare: "ma dove cazzo sono finito? Cos'è il tempio del kitchs?"
La mia idea di festa di laurea è fiumi di alcool... gente allegra che festeggia: parla, canta, balla, ride ..... stare seduto ad un tavolo da ristorante in un locale che non è un ristorante, e sparte non è un po' fighetto, è un locale da riccone-volgare...... mi mette molta ansia.
La prima tentazione è stata quella di scappare via subito, ma non potevo farlo a loro due, le conosco da anni..... ho fatto uno sforzo, nonostante avessi dimenticato di prendere la mia dose di ansiolitico....
Premetto che mi mimetizzavo benissimo, normalmente non vesto elegante... ma quando sfoggio il mio completo gessato, originale degli anni 70, a zampa, sto da Dio e sono totalmente a mio agio. Il problema non era il mio aspetto, il problema era che quel posto trasudava volgarità da tutti i pori, le persone che c'erano (e non mi riferisco agli invitati della festa) erano allucinanti.
Sono arrivato alle 21:30 ed ho resistito fino alle 2:30, sono riuscito ad intrattenere conversazioni decentemente interessanti, ma appena mi è sembrato il caso di tagliare la corda.... via!
Tornando a casa, in auto, stavo male, qualcosa mi aveva turbato profondamente; ho passato i tre quarti d'ora di viaggio a chiedermi che senso aveva quella serata.... a parte prendermi male non era uscito nulla di buono.
Arrivo nel mio paese e con poca convinzione provo a chiamare un mio amico, erano le 3:30, il telefono squilla, mi risponde... era da Piero.... non credevo alle mie orecchie: erano da Piero! Per la gioia quasi faccio inversione tirando il freno a mano...... li raggiungo, un manipolo di nottambuli che duri fino alla fine, erano fuori dal locale (faceva piuttosto freddo quella sera) mentre S.Piero finiva di pulire dentro.
Prima di scendere dall'auto non mi rendevo conto bene di come stavo..... non avevo bevuto nulla, ero estremamente lucido (alla festa mi ero spacciato per astemio), scendo dall'auto e saluto velocemente tutti, entro dentro (il bar era ufficialmente chiuso per i non intimi) recupero una moretti e incomincio a raccontare a Piero la mia serata...... stavo saturo, ho incominciato a parlare a raffica.
Piero non mi aveva mai visto così ed io non l'avevo mai visto così bello.... Sarà un buco dalle pareti di un blu acceso che non c'entrano niente, sarà un posto sempre troppo pieno e sempre troppo rumoroso, sarà un posto frequentato da personaggi al limite del grottesco, ma mai prima di quella sera mi ero reso conto di quanto sentissi quel posto come una seconda casa.
Mollato Piero sono uscito fuori con gli altri ed ho incominciato a sparare a zero, anche con chi conoscevo appena e da quel giorno non mi sono fermato più. Il giorno dopo ho incominciato questo blog.

In realtà la serata è durata ancora un bel po'..... storie di semafori centrati, the presi alle 5:30 del mattino come se fossero le 5:30 del pomeriggio..... alle 7 del mattino me ne sono tornato a casa dopo aver lasciato la madre del mio amico al mercato.... doveva prendere il pesce, ormai era la vigilia di Natale.... insomma una serata strana forte.

Ripensando alla domanda che mi ero posto in auto, ora è abbastanza chiaro il senso di quella serata, di quel soffrire in quel posto allucinante....

Conclusioni
Non c'è una teoria razionale, precisa..... ci sono degli indizi..... è un qualcosa che sento e che vedo.... lo so è una teoria assurda: il caso non è casuale..... e credo di avere appena grattato la superficie...... notte.