In teoria dovrei andare a dormire sono le due, ma sono di ritorno da una serata particolare. Non è tanto per il Johnny Walker che non bevevo da una vita ed era esattamente come me lo ricordavo...... quanto per il racconto di alcuni avvenimenti accaduti ad un mio caro amico, che non fanno altro che confermare una mia pazza tesi:
il caso non è casuale.
Questo è uno degli argomenti che dovevo trattare ed è una teoria, su cui ci sto riflettendo da un mese e mezzo, per quanto possa sembrare assurda incomincia sempre di più a diventare reale.
Prima di tutto devo definire il background che mi ha portato a certe conclusioni:
-1 Il libro "L'alchimista" di Paulo Coelho.
-2 Il serial televisivo "
My name is Earl" e il
Karma.
-3 Il concetto nella psicologia di
vero sé e falso sè.
-4 Riflessioni su alcune "coincidenze" della mia vita un po' troppo estreme.
-5 Riflessioni su alcuni eventi apparentemente poco rilevanti ma che hanno generato delle conseguenze notevoli.
-1 Per quanto riguarda il libro
"L'alchimista" l'unico consiglio che sento di dare è: leggetelo, ne vale la pena. C'è chi, senza averlo letto, l'ha etichettato adolescenziale..... e anche se fosse? L'importante è che ti trasmetti qualcosa, chi se ne frega se l'adolescenza è finita da un pezzo.... magari ci si accorgerà che c'è qualcosa di più....
-2
My name is Earl è un serial TV (la cui trama è magistralmente spiegata al link indicato) in cui si parla del
Karma.
- "Il Karma è una legge cosmica secondo la quale un'azione virtuosa (che non produce sofferenza) genera benefici nelle vite successive, mentre un'azione non virtuosa (che produce sofferenza) genera fastidi e disagi nelle vite successive. Il Karma, dunque, vincola tutti gli esseri senzienti al ciclo del SaṃsÄra poiché tutto ciò che l'essere farà, si ripercuoterà sulle sue vite future."
L'interpretazione che io e Earl (!) abbiamo assunto è che un'azione virtuosa genera benefici nell'
attuale vita e al contrario, un'azione non virtuosa ti "ritornerà" contro (sempre nell'attuale vita).
-3 Per una spiegazione dettagliata sul
"Vero sé e Falso sé" andate al link indicato.
Ciò che ha attirato la mia attenzione è stato il
sentire, due parti di me in lotta tra loro per avere il controllo... il mio "Vero sè" contro il mio "Falso Sè", una battaglia combattuta, sofferta, sul mio corpo, che si è manifestata (e si manifesta) con la crisi. L'apice è stata appunto quell'ultima fase di depressione acuta intorno ai primi giorni di dicembre.
Per come l'ho interpretata io, il falso sè aveva il controllo (da anni) e col passare del tempo io mi allontanavo sempre di più dal mio vero sè, fino a quando la distanza è diventata troppo grande.... un meccanismo automatico (di sopravvivenza?) è scattato: il vero sè ha imbracciato il lancia fiamme ed ha fatto un rogo di quella falsa immagine di me..... provocandomi un certo dolore.
Questa è la spiegazione più chiara che riesco a dare, spero sia abbastanza chiara.
L'aspetto interessante che ho notato è che il vero sè, lento e costante ha continuato a lavorare, come un onda tenace, come la brace che sembra spenta ma in realtà.... continua a bruciare, fino a quando non ha ottenuto il controllo. E' solo una questione di tempo, è inevitabile.
In definitiva il vero sè ha la sua bussola che gli da la Direzione. Il falso sé può puntare solo verso la crisi, nel momento in cui riesci a ristabilire un contatto con il tuo vero sè e riesci ad ascoltarlo le cose incominciano magicamente a funzionare.
-4 Nella mia vita nel campo sentimentale ci sono state delle "
coincidenze" un po' troppo particolari per essere casuali.
Coincidenza 1: eczema
Un giorno di ottobre del 99, una settimana dopo essere stato piantato dal mio primo amore, mi alzo con le labbra spaccate. Dopo sei mesi, io (non i dottori) capisco che si trattava di un'allergia ai vegetali (limone e olive esclusi). La suddetta allergia si manifestava con un
eczema atopico che da prima aveva interessato solo le labbra, poi anche le dita. Tanto per fare capire l'entità del problema faccio alcuni esempi: non puoi ridere, starnutire, sbadigliare, se non con le labbra contratte, altrimenti si strappano.... e fa un male cane; non puoi piegare le dita altrimenti la pelle, sulle giunture, si strappa..... provate a guidare l'auto senza piegare le dita..... i primi cinque minuti continui a prendere la leva delle frecce e quella delle luci, poi capita che devi stringere il volante.... adesso al posto delle normali pieghe delle giunture ho cicatrici.
Questo tipo di eczema, quest'allergia non è una cosa così diffusa, non è una cosa tanto comune.
Due anni prima avevo avuto una storia parallela a quella "seria", con un'altra ragazza per cui ero preso ma non mi sentivo innamorato. Con questa ragazza avevo messo le carte in chiaro da subito, sapeva tutto..... eppure si innamorò.
Forse avrei dovuto interrompere subito, forse sono stato un po' cieco.... non sò. La conclusione fu che lei ci andò sotto di brutto, ma molto di brutto... e tutto questo lo scoprii dopo un anno. Le venne un eczema atopico sul collo e sul cuoio capelluto......
L'eczema, in posti diversi, ma in forma acuta venne prima a lei e dopo un paio di anni a me: una coincidenza?
Coincidenza 2: indifferenza
Ponte dei morti del 98, le campane lontane suonano, una panchina in un parchetto, il tramonto, il mio primo amore di fianco a me ed io mi sento indifferente..... verso tutto.
Otto anni dopo, 28 novembre 06, è il mio secondo amore che si sente indifferente.... anche verso di me.
Un'altra coincidenza?
Dopo questa seconda coincidenza ho incominciato a credere seriamente che il karma esiste. Ora spero di avere pagato abbastanza.....
-5 Ci sono stati molti
eventi apparentemente poco rilevanti che però hanno generato delle conseguenze notevoli, mi basta citarne uno solo: il sabato sera + lungo della mia vita.
Causa festa di laurea di due mie compagne di università mi ritrovo in un locale, che per quanto mi avevano detto era un po' fighetto. Ok, entro nel locale, mi guardo attorno e penso:"ma questo è un ristorante" osservo meglio e noto sul soffitto delle luci tipo pista da ballo...... uhm? C'è qualcosa che non mi torna.... avendo tempo, faccio un giro di perlustrazione e scopro che nella sala attigua c'è una piscina.... ed incomincio a pensare: "ma dove cazzo sono finito? Cos'è il tempio del
kitchs?"
La mia idea di festa di laurea è fiumi di alcool... gente allegra che festeggia: parla, canta, balla, ride ..... stare seduto ad un tavolo da ristorante in un locale che non è un ristorante, e sparte non è un po' fighetto, è un locale da riccone-volgare...... mi mette molta ansia.
La prima tentazione è stata quella di scappare via subito, ma non potevo farlo a loro due, le conosco da anni..... ho fatto uno sforzo, nonostante avessi dimenticato di prendere la mia dose di ansiolitico....
Premetto che mi mimetizzavo benissimo, normalmente non vesto elegante... ma quando sfoggio il mio completo gessato, originale degli anni 70, a zampa, sto da Dio e sono totalmente a mio agio. Il problema non era il mio aspetto, il problema era che quel posto trasudava volgarità da tutti i pori, le persone che c'erano (e non mi riferisco agli invitati della festa) erano allucinanti.
Sono arrivato alle 21:30 ed ho resistito fino alle 2:30, sono riuscito ad intrattenere conversazioni decentemente interessanti, ma appena mi è sembrato il caso di tagliare la corda.... via!
Tornando a casa, in auto, stavo male, qualcosa mi aveva turbato profondamente; ho passato i tre quarti d'ora di viaggio a chiedermi che senso aveva quella serata.... a parte prendermi male non era uscito nulla di buono.
Arrivo nel mio paese e con poca convinzione provo a chiamare un mio amico, erano le 3:30, il telefono squilla, mi risponde... era da Piero.... non credevo alle mie orecchie: erano da Piero! Per la gioia quasi faccio inversione tirando il freno a mano...... li raggiungo, un manipolo di nottambuli che duri fino alla fine, erano fuori dal locale (faceva piuttosto freddo quella sera) mentre S.Piero finiva di pulire dentro.
Prima di scendere dall'auto non mi rendevo conto bene di come stavo..... non avevo bevuto nulla, ero estremamente lucido (alla festa mi ero spacciato per astemio), scendo dall'auto e saluto velocemente tutti, entro dentro (il bar era ufficialmente chiuso per i non intimi) recupero una moretti e incomincio a raccontare a Piero la mia serata...... stavo saturo, ho incominciato a parlare a raffica.
Piero non mi aveva mai visto così ed io non l'avevo mai visto così bello.... Sarà un buco dalle pareti di un blu acceso che non c'entrano niente, sarà un posto sempre troppo pieno e sempre troppo rumoroso, sarà un posto frequentato da personaggi al limite del grottesco, ma mai prima di quella sera mi ero reso conto di quanto sentissi quel posto come una seconda casa.
Mollato Piero sono uscito fuori con gli altri ed ho incominciato a sparare a zero, anche con chi conoscevo appena e da quel giorno non mi sono fermato più. Il giorno dopo ho incominciato questo blog.
In realtà la serata è durata ancora un bel po'..... storie di semafori centrati, the presi alle 5:30 del mattino come se fossero le 5:30 del pomeriggio..... alle 7 del mattino me ne sono tornato a casa dopo aver lasciato la madre del mio amico al mercato.... doveva prendere il pesce, ormai era la vigilia di Natale.... insomma una serata strana forte.
Ripensando alla domanda che mi ero posto in auto, ora è abbastanza chiaro il senso di quella serata, di quel soffrire in quel posto allucinante....
Conclusioni
Non c'è una teoria razionale, precisa..... ci sono degli indizi..... è un qualcosa che sento e che vedo.... lo so è una teoria assurda:
il caso non è casuale..... e credo di avere appena grattato la superficie...... notte.