venerdì, 20 aprile 2007
Dentro Marylin - Afterhours - 1996 Germi


Lei è qua, falsità come, radioattività
Che mentre c'è da osare
Uccide lo spettacolo carnale
E l'anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo

Che io m'accorga che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

Forse se, forse se, porta ad esitare
Io vengo dall'errore, uno solo
Del tutto inadatto al volo
E anche se vedo il buio, così chiaramente
Io penso la bugia affascinante

E non mi accorgo che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

Lei è qua, lei è qua come, radioattività
Che mentre c'è da osare,
Uccide lo spettacolo carnale
Cinque pianeti, tutti nel tuo segno
Il fallimento è un grembo e io ti attendo

Mentre ti scordi che puoi respirare
Che sono il sovversivo
Tuo sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione
By Iraz scritto alle ore 20:44 | Permalink | commenti
categoria:musica, respiro, afterhours, stati danimo, razionalitĂ , rivolta
mercoledì, 27 dicembre 2006
E' quello che sai che ti uccide
O è quello che non sai
A mentire alle mani
Al cuore, ai reni

Lasciandoti fottere forte
Per spingerti presagi
Via dal cuore e su in testa
Sopprimerli

Non sai, non sai che l'amore
E' una patologia
Saprò come estirparla via

Torneremo a scorrere
Torneremo a scorrere

Eroe del mio inferno privato
Sei un giro di routine
Indossi il vuoto con classe
Ma è tutto ciò che avrai

Perché quando il dolore è più grande
Poi non senti più
E per sentirmi vivo
Ti ucciderò

Vedrai, vedrai se il mio amore
E' una patologia
Saprò come estirparla via

Torneremo a scorrere
Torneremo a scorrere

Lo so, lo so che il mio amore
E' una patologia
Vorrei che mi uccidesse ora

(Afterhours - 2005 Ballate per piccole iene)
By Iraz scritto alle ore 16:23 | Permalink | commenti
categoria:musica, afterhours, dipendenza affettiva, iraz
martedì, 26 dicembre 2006
Oggi è Natale, ricorrenza che ho sempre temuto. Il giorno di Natale è il primo giorno della settimana che temo di più in tutto l'anno: Natale il 25, il mio compleanno il 28, capodanno il 31-1. La settimana più lunga per chi come me nel corso di molti anni l'ha associata alla solitudine e al dolore.
Oggi però non è più semplicemente Natale, oggi festeggio la prima settimana della mia nuova vita.... e come ho scritto nel primo post: niente sarà più come prima.... compresa la "fantastica settimana".

La mia nuova vita inizia in un giorno ben preciso: Lunedì 18 dicembre, verso le 17:30.
Alle 14:30 avevo terminato il primo colloquio con quella che dovrebbe essere la mia psicologa di riferimento. Chiacchierata che mi aveva fatto sfogare un po', ma c'eravamo lasciati fissando il prossimo appuntamento per l'8 di gennaio: tre settimane dopo......con in mezzo la "fantastica settimana"..... quello era uno di quei "giorni no" in cui ti chiedi veramente fino a che punto puoi reggere prima di tagliare la corda....
Sono tornato a casa pensando che non potevo aspettare tre settimane senza far nulla, così ho deciso di prenotare un po' di libri sulla mia malattia, la depressione, ho fatto un po' di ricerche in internet.... cerca di qua, cerca di la, mi imbatto in un argomento: amare troppo.

Normalmente "l'amore che strappa i capelli" non capita a tutti. Quelli a cui capita pensano di essere i detentori dell'amore vero, sono quelli che amano "veramente" con tutto il cuore. Io faccio parte della categoria ma non ne vado così fiero, per mia natura sono diffidente e per quanto troppo spesso sopravvaluti le mie capacità di ragionare, riesco comunque a mettere in dubbio le mie conclusioni.
Quando un amore finisce in un rogo, quello che rimane è solo terra bruciata..... una situazione in cui mi sono trovato per ben due volte. La prima volta otto anni fa, la seconda volta quattro settimane fa.
Quando ti ritrovi con un rapporto finito dove senti di avere dato all'altro tutto te stesso, oltre che svariati anni della tua vita (rispettivamente tre anni la prima volta e quattro la seconda), e ti senti letteralmente buttato via come il pìù inutile degli oggetti, dalla stessa persona che fino a poche settimane prima diceva di amarti..... è abbastanza difficile non andare fuori di testa.
Non voglio scendere nei particolari di quella che è stata la mia ultima storia d'amore, non è importante convincere chi legge che il mio amore fosse più o meno puro, o cose del genere. L'importante è dare un'idea di cosa può accadere a chi si trova in una situazione del genere.

Dopo che finì il mio primo amore, nel giro di una settimana, mi venne un'allergia alimentare ai vegetali, tutti ad eccezione di olive e limone; ovviamente caddi in depressione ma, come la maggior parte delle persone affette da questa malattia, pensai semplicemente di essere giù e che il tempo avrebbe sistemato le cose.
Un problema connesso all'amare troppo è che invece di focalizzare la tua attenzione su te stesso, la focalizzi sul tuo partner con il risultato di annullarti sempre di più, fino al giorno in cui tu non sei più te stesso, sei un'altra persona, e il tuo partner ti scarica.
La cosa che mi mandò in crisi la prima volta, è che mi annullai talmente tanto da arrivare ad un punto in cui non ero più in grado di provare sentimenti, ero letteralmente indifferente.
Se nella vita hai contato sempre e solo su te stesso e un bel giorno non sai più cosa provi nei confronti di tutto, cosa fai? Io ho perso la fiducia in me.
Non ho mai capito perchè era successa una cosa del genere, ho passato anni a pensare, riflettere sul perchè..... arrivando a una serie di conclusioni, ma c'era sempre qualcosa che mi sfuggiva, mettendo assieme tutte le conclusioni qualcosa non tornava, il problema era capire cosa.

Quando è finito il secondo amore mi sono trovato nella situazione opposta, era lei che era diventata indifferente verso tutto, me compreso. Ironia della sorte ora ero io dall'altra parte. Purtroppo questa volta io non ero indifferente, anzi avevo appena preso un periodo di riflessione per riprendere contatto con me stesso, quindi ero al massimo della mia sensibilità. Non credo ci siano parole per definire come mi sono sentito...... prendete una persona dotata di una certa intelligenza, infliggetele un dolore tale da mandarlo in uno stato in cui il cervello non esiste più, la disperazione ha preso il sopravvento, l'uomo è regredito diventando un animale ferito a morte..... io.

Ho sopportato per anni un'allergia che a poco a poco a eroso il mio sistema immunitario, provate voi a non magiare per quattro anni ne frutta, ne verdura..... ho sopportato il fatto di non avere mai capito perchè ero andato in crisi, ho ricominciato a vivere sapendo di essere limitato e comunque ho avuto il coraggio di rischiare ancora per.... tornare allo stesso punto di partenza soffrendo ancora di più.
La prima volta può capitare, in un certo modo te ne fai una ragione, ma la seconda che scusa puoi darti?

Avevo già sofferto molto ma non pensavo fosse possibile stare così male..... ho capito subito che da solo non ce l'avrei fatta quindi ho fatto quello che non avevo mai fatto in tutta la mia vita: chiedere aiuto. A tutti, a chiunque: la mia famiglia, la mia dottoressa, i miei amici, la mia relatrice della tesi, compagne dell'università, lo psichiatra, lo psicologo..... gli psicofarmaci.
Penso che mi sarei fritto il cervello se non fosse stato per gli ansiolitici, e vi assicuro che ho ricevuto tanto aiuto dalle persone più impensabili, alcune volte basta chiedere...... c'ho messo 27 anni a capirlo..... meglio tardi che mai!
Comunque rimanevo un soggetto affetto da depressione, che vuol dire:
- dormire, se ti va bene, cinque ore al giorno
- perdere l'appetito
- avere seri problemi nel concentrarsi (e se non distrai la mente vai a pensare alla tua ex...... = dolore)
- continuare ad alternare giorni in cui stavi male a giorni in cui stavi decentemente
- piangere almeno una volta al giorno
- bere litri di camomilla
- stare a scervellarsi per trovare una qualsiasi strategia per soffrire di meno.... e quanto avrei voluto avere un pensiero superficiale
Tutto questo seguendo rigidamente la mia cura farmacologica, senza bere alcolici, senza fumare... insomma, da bravo bambino.

Questa era la situazione fino al primo giorno della mia nuova vita Lunedì 18 dicembre, quando verso le 17:30 ho scoperto qual'era il mio nemico: la dipendenza affettiva.