Probabilmente non sono abituato al dolore, all'essere preso male. Ci sono le giornate no, così come ci sono le giornate ultramegaok e infine ci sono le giornate ibride, quelle in cui stai bene e stai male, queste non riesco tanto a concepirle e ultimamente le mie giornate sono spesso così.
In questi ultimi giorni mi sono ritrovato solo, tutti i miei amici sono partiti. Dato che c'erano un tot di cose che volevo fare, ho deciso che le avrei fatte comunque, anche da solo.
Ieri per la prima volta ho percorso le gole del torrente Raganello, il mio torrente, da solo. E' stato strano, ci ho portato tante di quelle persone che essere li, girarsi e non vedere nessuno era veramente strano. E' stato bello ed è stato brutto.
In tanti anni mi è capitato di vedere gente che andava in panico, si metteva a piangere. Persone a cui dovevi spostare i piedi usando le tue mani, perchè le loro gambe erano totalmente bloccate dalla paura. Una volta una ragazza se ne è uscita dicendo che lei non si muoveva e dovevamo chiamare l'elicottero...... peccato che è una zona in cui non c'è assolutamente campo ed ho seri dubbi che un elicottero possa riuscire ad effettuare un operazione di salvataggio senza schiantarsi. Puoi contare solo sui tuoi compagni e se sei solo puoi contare solo su te stesso.
Ieri ad un certo punto ho incominciato a prendermi male. Fisicamente ero stremato, con i muscoli al limite, ma non era l'escursione, la paura di farmi male o il non riuscire ad uscire dal canyon prima che facesse buio che mi aveva mandato in palla. Ero preso male per i cazzi miei...... è incredibile come certe paranoie siano capaci di seguirti anche nei posti più impensabili.
Sono stato preso male per un bel po' di tempo, ci pensavo e mi sembrava assurdo che in un posto così fossi con la testa totalmente altrove.
Ero alquanto arrabbiato: invece di godermi il presente ero da un'altra parte. Se sei ad una festa e ti scocci puoi prendere e andare via, io non potevo e comunque non volevo scappare dalla situazione. Se il dolore arriva vuol dire che ti vuole dire qualcosa, prima l'accetti, e ascolti cosa ha da dirti, e prima se ne va. Ho accettato il fatto che mi potessi prendere male, nonostante il fantastico luogo in cui mi trovavo, ho cercato di concentrarmi sui miei passi, sul dove mettevo i piedi, sulle traiettorie da seguire e sono andato avanti.
E' strano come dopo che ti sei rassegnato ad accettare la situazione, dopo che hai abbassato le mani e ti sei arreso, accade qualcosa di piccolo, quasi insignificante che magari cambia tutto.
Ero in questo punto dove la gola era alta e stretta, davanti a me c'era un dislivello di tre metri con un paio di scivoli d'acqua. Il vento caldo, perennemente presente, era in quel punto particolarmente forte. Una farfalla nera a macchie gialle svolazzava incerta, sballotolata in tutte le direzioni, eppure continuava a volare in quell'antro, disegnando nell'aria linee invisibili. Nonostante il vento, nonostante gli schizzi d'acqua, se ne andava a spasso dove voleva, senza curarsi minimamente della potenza avversa degli elementi di quel luogo. Una farfalla.
Sono rimasto a guardare quella farfalla per un paio di minuti..... mi ha fatto tornare il sorriso: era bellissima.
Il resto della giornata è stato ultramegaok.
Qualche volta penso ad un anno fa, penso alla mia vecchia vita, è incredibile quante cose possono cambiare. Per anni ho fatto di tutto per evitare il dolore (e chissà quante altre cose) con il solo risultato di non vivere completamente la realtà.
Un anno fa trovandomi in una situazione del genere, come quella di ieri al Raganello, avrei negato il dolore, avrei fatto di tutto per non ascoltarlo, per non prenderlo minimamente in considerazione, mi sarei concentrato solo sugli altri aspetti positivi cercando di esaltarli il più possibile.
Non è che per forza debba andare sempre tutto bene e credo sia importante riuscire a vedere quando le cose non vanno bene, quando c'è qualcosa che ti fa male. Voler vedere solo le cose belle (o solo le cose brutte) è un modo di approcciarsi alla vita che non ti permette di viverla veramente. Dopo un po' si è troppo impegnati a dimostrare a sé stesso (e magari anche agli altri) che va tutto bene, per vivere veramente ciò che ti accade. Dopo un po' ti trovi a vivere una vita finta, una vita in cui cerchi di convincerti che va tutto bene, quando in realtà non è così. Non va tutto bene e ce ne si rende conto solo quando è troppo tardi.
Qualche volta penso ad un anno fa ed agli anni prima, la mia vita era finta, tante cose non volevo vederle e non le vedevo. Oggi per fortuna è diverso, soffro di più ma in compenso vivo di più ogni momento...... chissà, magari è che devo imparare ad avere più a che fare con il dolore.