sabato, 03 febbraio 2007
Post di riordino.
E' arrivato il momento di riordinare un po' le idee. Dal primo post sulla dipendenza affettiva è passato molto tempo, o forse è semplicemente che ho letto e vissuto abbastanza, per rendermi conto che la situazione è molto più complessa e articolata.
Esistono molti modi di essere dipendente affettivo, moltissimi tipi di profili, la gamma è veramente ampia. L'articolo riportato nel post sopracitato, descriveva molto bene un profilo: il mio.
L'aderenza al profilo non era totale, in certe cose non mi ritrovavo, ma del resto si tratta di un profilo, non ci deve essere per forza una corrispondenza al cento per cento.
Tentare di dare un'idea della gamma di profili esistente è un lavoro che va oltre le mie capacità, posso solo rimandare ai libri utili che ho letto.

Innanzi tutto c'è da premettere che la depressione è un sintomo di altri problemi, che possono essere: l'alcolismo, la tossicodipendenza, la dipendenza affettiva, etc etc. Chi ha problemi di dipendenza affettiva, prima o poi, si ritroverà ad avere problemi di depressione.
Nella scelta dei libri da leggere ho seguito un certo piano di azione:
-1 Apprendere il più possibile su depressione e dipendenza affettiva
-2 Cercare di comprendere il più possibile sui meccanismi alla base della depressione e dipendenza affettiva
-3 Passare al contrattacco, ossia individuare strumenti e strategie utili per comprendere la natura dei miei problemi.
-4 Individuare la radice dei miei problemi e trovare il modo di correggere il problema alla radice

Elenco dei libri - attenzione l'ordine non è casuale:

- "Volersi bene" di Pietro Lombardo - Casa ed. Vita Nuova.
Questo è un libro utile quando si è depressi. E' scritto in modo molto semplice e dolce. Quando stai veramente male, può aiutarti a far ripartire un minimo il proprio cervello.
- "E liberaci dal male oscuro : che cos'è la depressione e come se ne esce" di Serena Zoli - Casa ed. Tea.
E' il libro adatto se vuoi farti un quadro preciso sulla depressione intesa come malattia. E' molto utile per chi non è depresso (ad esempio i familiari di un depresso) e per chi ne è uscito e vuole comprendere meglio cosa ha avuto.
- "Quando l'amore diventa una schiavitù"  di Nicola Ghezzani - Casa ed. Franco Angeli.
Affronta il problema della dipendenza affettiva in modo abbastanza chiaro, soffermandosi pure sulle origini storiche di questo problema. Questo libro è utile perché ti introduce nella logica della malattia.
Per chi vuole capire cos'è la dipendenza affettiva questo è il libro di partenza, la base.
- "Pazzi d'amore" di Frank Tallis - Casa ed. il saggiatore.
Libro sull'amore in generale e sulla sua concezione. E' un libro esageratamente prolisso ma c'è una parte molto interessante (cap 9) in cui si parla delle sostanze chimiche prodotte dal cervello.
Viene messa in risalto la stretta correlazione tra le sostanze prodotte nelle varie fasi della prima infanzia (rapporto madre figlio), le sostanze prodotte quando si è innamorati e le sostanze prodotte quando si ha una tossicodipendenza.
Torna utile per comprendere meglio le dinamiche del cervello.
- "Autoterapia" di Nicola Ghezzani - Casa ed. Franco Angeli.
E' il libro del contrattacco. Fornisce gli strumenti e le tecniche utili per affrontare in prima persona i propri problemi.
Diciamo che dopo aver studiato affondo il nemico, questo è il manuale che ti permette di tirare fuori il Rambo che c'è dentro di te.
E' il libro più utile che ho letto fin'ora.
- "Parlare d'amore sull'orlo dell'abisso" di Boris Cyrulnik - Casa ed. Frassinelli.
Libro molto interessante, ma anche molto disordinato. Richiede un grosso sforzo di rielaborazione. L'autore usa termini propri per descrivere processi di analisi, nonché parla un bel po' di rapporti, tranquillamente, riconducibili alla dipendenza affettiva senza citarla. Se non si è letto nient'altro prima, rischia di essere poco utile. E' ricco di contenuti ma la forma lascia molto a desiderare. Nella parte finale del libro viene posto l'accento maggiormente sul rapporto tra i genitori e figlio nella fascia di età che va dalla nascita fino ai cinque anni, fase estremamente delicata per la formazione della personalità e problemi del figlio.
Il libro l'ho finito di leggere questa notte, personalmente ritengo che sia arrivato al momento giusto, tratta esattamente quello su cui si stavano concentrando le mie riflessioni.... ma se non si ha già una certa conoscenza di base, sconsiglio fortemente di partire da questo libro; c'è il rischio che rimanga poco ed è un peccato perché è un libro veramente ricco di contenuti.

Terminata la parte bibliografica, volevo tornare al problema della gamma dei profili dei dipendenti affettivi.
Come ho già scritto è impossibile riuscire a definire tutti i profili possibili, inoltre la dipendenza affettiva può manifestarsi anche verso soggetti differenti dal proprio partner come ad esempio: i propri figli, i propri genitori, i propri amici....
Non è detto che chi ha dipendenza affettiva verso il partner abbia anche dipendenza verso gli amici o viceversa. Non è detto che chi ha dipendenza verso i figli abbia anche dipendenza verso il marito.....
In questo mare di combinazioni l'unico modo per capire se si è o meno dipendenti affettivi è porsi questa domanda:
senza l'oggetto della mia presunta dipendenza la mia vita avrebbe senso?
Se la risposta è no, sei un dipendente affettivo.
Potrà sembrare un metodo di giudizio un po' spartano e brutale, ma è l'unico che ritengo veramente probante.


Riporto anche i modelli di dipendenza dei CoDA (Codipendenti Anonimi è un’associazione di uomini e donne che hanno l’obiettivo comune di imparare a stabilire delle relazioni sane):

Negazione
      Ho difficoltà a riconoscere ciò che sento
      Minimizzo, altero o nego come mi sento veramente
      Mi percepisco come una persona completamente altruista, votata al bene degli altri.
Bassa autostima
      Ho difficoltà a prendere decisioni
      Giudico severamente e non considero mai abbastanza buoni i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni
      Sono imbarazzato quando ricevo riconoscimenti, lodi o regali
      Non chiedo agli altri di soddisfare i miei bisogni e desideri
      Considero più importante l’approvazione degli altri che quella che posso darmi da me, rispetto ai miei pensieri, sentimenti e comportamenti.
      Non mi percepisco come una persona amorevole o di valore. 
Compiacenza
      Accetto compromessi rispetto ai miei valori e alla mia integrità per evitare il rifiuto e la rabbia da parte degli altri
      Mi lascio influenzare dai sentimenti altrui fino a farli miei
      Spingo la lealtà all’estremo, restando in situazioni pericolose troppo a lungo
      Considero troppo importanti le opinioni e i sentimenti altrui e sono troppo timoroso per esprimere punti di vista e sentimenti in contrasto con essi
      Rinuncio ai miei interessi e ai miei hobby per fare ciò che vogliono gli altri
      Accetto sesso al posto dell’amore. 
Controllo
      Credo che quasi tutti gli altri siano incapaci di badare a se stessi
      Cerco di convincere gli altri su cosa “dovrebbero” pensare e come dovrebbero sentirsi “veramente”
      Mi risento se gli altri non si lasciano aiutare da me
      Offro guida e consigli non richiesti
      Faccio regali e favori importanti a coloro che mi stanno a cuore
      Uso il sesso per assicurarmi approvazione e accettazione
      Ho bisogno di sentirmi necessario per entrare in relazione con gli altri


Concludendo, ci si arriva per autodiagnosi a capire se si è o meno dipendenti affettivi.
Normalmente non è così semplice arrivare a capirlo da soli se non ci si è bruciati prima una parte considerevole di vita, ciò spiega com'è che l'età media di chi ha capito questo problema è molto alta (40 anni). Conoscere il problema può aiutare te a capire se hai o meno questo problema, oppure tu puoi aiutare chi ti sta vicino a capire quale potrebbe essere il suo problema. La cosa importante è conoscere e far conoscere questo problema.
By Iraz scritto alle ore 17:12 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1    16 Settembre 2008 - 20:11
 
molto interessante. Io sono affetta da dipendenza affettiva elo so bene ma...nemmeno una parola su come se ne esce?
utente anonimo

#2    17 Settembre 2008 - 02:33
 
In questo blog ci sono qualcosa tipo 190 post, di cui almeno il 95% parla di dipendenza affettiva o, codipendenza o, dipendenza (sono strettamente correlate).
Ne qui, ne altrove troverai una ricetta per uscire dalla tua dipendenza affettiva. Non esiste una soluzione che va bene per tutti. Non esiste.
Qui c'è un percorso possibile.... di spunti, suggerimenti, indicazioni, riflessioni che possono aiutare ce ne sono a palate..... basta solo mettersi d'impegno, mettersi in discussione, leggere e tentare di trovare la propria strada.

Di certo non se ne esce in sei mesi, anche perchè l'unico modo per uscirne e cambiarsi radicalmente.
Cambiarsi radicalmente (o per meglio definire il punto: raggiungere un certo livello di maturità affettiva) è un processo che richiede tanta fortuna, tanto impegno e soprattutto tanto tempo.
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#3    10 Novembre 2009 - 12:19
 
Mi piacerebbe molto condividere questo problema con chi ne soffre.
Non amo molto le etichette...però, se proprio servono, mi definisco anch'io una dipendente affettiva
utente anonimo

Commenti

categoria:riflessioni, vita, depressione, paura, dipendenza affettiva, iraz, essere sé stesso, amare troppo, autoterapia