venerdì, 30 maggio 2008
Un regalino:


Paolo Benvegnù - Suggestionabili - 2004 Piccoli Fragilissimi Film

Io so la mia verità e voglio usare il cranio come un archibugio
Per sparare la mia verità
che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia.
La mia verità
è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini.
La mia verità,
linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano


Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili, siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, siamo troppo suggestionabili


io so la mia verità.
Sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie,
ma è la mia verità.

E spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa.
La mia verità
è nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a capirmi.
La mia verità
è rinnegare i padri le madri le bocche e gli stomaci


Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili, siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, siamo troppo suggestionabili


Io so la mia verità
e voglio andare in fondo a tutto quello che so

Io voglio assaporare ogni secondo che avrò.

Perché
Io sono un uomo.
Io sono insicuro.
Io sono il padre la madre il figlio
Io sono il vertice.
Io sono l’assoluto.
Io sono il genio.
Io sono il mio assassino.

Ma sono l’ultima cosa che mi rimane
sono l’ultima cosa che mi rimane
sono l’ultima cosa che mi rimane
Io sono l’ultima cosa che ho.
Sarò la prima cosa che avrò
Se sono l’ultima cosa che mi rimane.
Sarò la prima cosa che mi rimane.
Siamo troppo suggestionabili.
Siamo troppo suggestionabili.
Siamo troppo suggestionabili.
Siamo troppo suggestionabili.....
mercoledì, 28 maggio 2008
Non ti viene l'ansia così, a caso. Non incominci a sentire quella fitta alla pancia così, a caso. Non è un caso.
L'ansia, il dolore, non piacciono a nessuno, ma se vengono un motivo c'è.... da qualche parte stai sbagliando qualcosa e l'unico modo per bloccare l'emorragia è curare la ferita che l'ha generata. L'unico modo e ripercorrere la scia di dolore, l'ansia, ascoltarle e vedere dove ti portano, continuare fino in fondo, fino alla fine.

La manipolazione è un aspetto che va a braccetto con l'ossessione del controllo. Tutti elementi di cui la dipendenza (affettiva e non) è caratterizzata. Esistono persone che cercano di manipolare le altre persone, ma cosa succede quando una persona oltre a cercare di manipolare le altre persone manipola anche sé stessa?
Avviene una dissociazione tra mente e corpo, la mano destra non sa più cosa fa la mano sinistra, i conti incominciano a non tornare e l'ansia prende piede.
Manipolare sé stessi vuol dire creare e indossare una maschera; vuol dire non ascoltarsi; vuol dire non ammettere a sé stessi ciò che si prova, ciò che si sente; vuol dire non vivere ma continuare a recitare, anche fuori dal palco; vuol dire essere scollegato; vuol dire mentire a sé stesso e (di conseguenza) alle altre persone; vuol dire negare sé stesso, vergognarsi di sé, non accettarsi.
Manipolare sé stesso vuol dire che nella tua vita avrai due certezze:
la morte e il dolore che ti infliggerai.
mercoledì, 28 maggio 2008
Alla fine è andato tutto bene.
Come immaginavo, durante l'operazione, ho avuto molta paura.... sentivo chiaramente battere il cuore all'impazzata.
Non sono abituato ad affidarmi a qualcun altro senza poter fare nulla. Ho difficoltà ad affidarmi coscientemente, ma in modo passivo, ad un'altra persona. L'idea di non poter agire mi spaventa, mi fa sentire inerme.
Durante l'intervento ho sentito chiaramente arrivare un attacco di panico, tra me e me ho pensato:"ecco questa è una situazione a cui non avevi pensato". Ormai pensavo di essere totalmente immune a gli attacchi di panico, se non hai paura che ti vengano non ti vengono.
Potevo solo scegliere tra due soluzioni:
- non oppormi e lasciare che l'attacco scoppiasse, accoglierlo e farmi attraversare il più velocemente possibile;
- stringere i denti, non ascoltare il mio corpo e concentrarmi sulla voce del dottore

Nella vita di ogni giorno la prima soluzione è quella giusta e naturale, magari per tante persone non è spontaneo comportarsi così, ma è l'unica soluzione che non lascia danni permanenti.
La seconda soluzione è quella per certi momenti straordinari, quando farsi prendere dal panico è deleterio. Questa soluzione se utilizzata troppo spesso porta a somatizzare l'ansia e il dolore con effetti sul corpo terribili.... intolleranze, allergie ed infine depressione.

In quella situazione non potevo accettare un attacco quindi ho scelto di stringere i denti. Di fatto sono stato capace di gestire la situazione senza perdere di vista la cosa più importante:
il mio benessere.
martedì, 06 maggio 2008
Op
12:52.
Tutto è pronto, trenta minuti e si parte.
Incredibile, ma questa volta un po' di paura ce l'ho.
Di operazioni ne ho fatte tante, e questa non è di certo la più rischiosa.....
è ironico come certe situazioni ti mettono paura, mentre altre (decisamente più rischiose) no.

Mi sono sbattuto mica poco per terminare tutte le cose in sospeso entro oggi. Mi spaventa l'idea di passare di colpo da giornate così piene, a giornate di degenza.... in cui, se sono fortunato, dormirò il più possibile.

Spero vada tutto bene..... spero.
By Iraz scritto alle ore 13:09 | Permalink | commenti
categoria:vita, emozioni, paura, sole, stati danimo, iraz, rabbia di vivere