domenica, 27 aprile 2008
"Guardare e vedere derivano, ambedue,
da una percezione sensoriale,
ma proprio qui termina la similitudine.

Quando "guardo" il mondo e
classifico i suoi fenomeni,
compio delle scelte immediate,
una valutazione istantanea,
vale a dire, apprezzo o non apprezzo,
accetto o rifiuto ciò che vedo,
basandomi sulla sua utilità rispetto al mio "io".

Lo scopo del "guardare" è quello di sopravvivere,
di cooperare e di manipolare [...]
questo è ciò che ci viene insegnato fin dal primo giorno.

Ma quando "vedo",
improvvisamente sono tutt'occhi,
dimentico il mio "io",
mi libero e
mi tuffo nella realtà che mi sta di fronte."


Frederick Franck - The zen of seeing. 1973
domenica, 27 aprile 2008
5/3/2008 17:53

Bei colori, gli alberi con i primi fiori, la luce che cade sulle nuvole in un modTralicci verso il cieloo diverso.

L'aria.
Ha un altro odore l'aria. Un'altra consistenza.
Difficile non accorgersi che l'inverno è finito, o comunque è ormai a gli sgoccioli.
Non è necessaria una grande sensibilità, per accorgersi che c'è più vita in tutto, basta guardare, anzi basta vedere ciò che c'è attorno.
Albero







Credo che ogni persona sia capace di vedere solo ciò che può reggere, il resto viene escluso.
Dato che nulla può esistere, se non esiste anche il suo opposto, per godere il più possibile di cosa c'è di buono e piacevole, è necessario imparare anche ad accettare cosa c'è di brutto e doloroso.

Nel momento in cui non c'è più bisogno di interporre filtri, barriere, difese, allora si è arrivati al massimo della sensibilità e puoi vivere nel modo più completo qualsiasi cosa ti accada, bella o brutta che sia.
Essere completi vuol dire: essere capaci di vedere la realtà completamente.

domenica, 13 aprile 2008
Mi ritrovo al cinema a vedere un film di cui non sapevo assolutamente nulla.... mi hanno chiesto: andiamo al cinema?
Perché no.
Film centrato sul rapporto uomo/conoscenza della realtà. Affrontato usando la chiave della matematica.... le due principali correnti (matematiche) di pensiero a confronto: da una parte l'approccio logico-deduttivo, dall'altra la teoria del caos.
Ammiro il coraggio del produttore di questo film.
Produrre un film, la cui comprensione dipende da una conoscenza della matematica che va molto, molto, oltre il liceo scientifico, è un impresa a dir poco folle.

Abbastanza strano trovarsi, per caso, a vedere un film centrato sull'argomento su cui, da mesi, ho centrato le mie attenzioni. Ancora più strano quando vengono tirati in ballo buona parte degli argomenti affrontati nella mia tesi di laurea...... argomenti che conosco molto bene, ma che avevo studiato in tutt'altro ambito..... non avevo mai  pensato di applicarli al rapporto uomo/conoscenza della realtà....... e (tra parentesi) funziona.
Come film thriller/giallo faceva veramente pena, decisamente più interessante in chiave filosofica/psicologica/matematica.


Buona notte. Me ne vado a nanna canticchiando una canzone, questa:
  Imaginaria - Almamegretta - 2001 Imaginaria
By Iraz scritto alle ore 05:06 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, realtà, razionalità, iraz
martedì, 08 aprile 2008
Ci mentiamo tutti. E' una forma di difesa.
Quando non riesci ad accettare la realtà.... la cambi..... cambi la realtà che registri dentro di te.
La Realtà, quella vera, in quanto tale, non può essere cambiata.
Le menzogne che ognuno si racconta, sono direttamente proporzionali alla distorsione tra la Realtà vera e quella che ognuno registra dentro di sè.
Più si è incapaci di accettare la realtà e più è necessario raccontarsi bugie per tenersi a galla.

Sono esattamente nove mesi che mi sono messo all'opera per demolire le mie bugie.... vederle, riconoscerle, individuarle.... le mie e quelle degli altri.....
E' stata una necessità, come la necessità di sentire il calore del sole dopo mesi di pioggia, qualcosa di assolutamente prioritario.
Mi è capitato di conoscere una persona eccezionale, il modo in cui vedeva il mondo era eccezzionale.
Aveva un'eccezionale capacità di deformare la realtà e raccontarsela a modo suo. Non posso quantificare quanto ci fosse di vero e quanto ci fosse di menzogne, ma il piatto della bilancia pendeva nettamente verso la seconda..... cosa, quanto, ci sia stato di vero in quel rapporto, sinceramente non lo so.
Ci sono domande a cui non si può rispondere.
Ci sono domande che preferisco lasciare lì, sapere che ci sono, ma senza essere ossessionato dal trovar una risposta...... tanto prima o poi le risposte arrivano, basta non bloccarsi e continuare (come diceva anche D.Silvestri).
E' ironico notare come anche in questo fosse simile a me. Non sono mai stato particolarmente capace di accetare le cose senza cercare di cambiarle..... non è una novità, ne avevo già parlato all'inizio di questo blog, ma mi era sfuggito il perchè e le conseguenze.

Il giochino di deformare la realtà, è un gioco che forse ho spinto un po' troppo oltre..... ed un giorno mi sono bloccato, affondando fino ad arenarmi sul fondo.
C'è chi ci mette sessantanni, c'è chi ha bisogno di andare a convivere, sposarsi, divorziare, risposarsi, mettere al mondo delle altre creature..... per poi comunque arrivare sul fondo.
Tutto sommato posso ritenermi fortunato, non ho combinato danni inreparabili e c'ho messo solo 27 anni.... il mio essere così estremo è tornato utile....

Non ti ritrovi in certe dinamiche per caso.
Non ti ritrovi ad essere incapace di accettare parte della realtà, a mentirti (e di conseguenza mentire), ad avere problemi di dipendenza, ad arrivare inesorabilmente ad avere a che fare con la depressione, per caso.
Non avviene per CASO.

Ultimamente sto un po' friggendo, perchè riconosco al volo certe dinamiche in tante persone che ho vicino, in particolare quelli del gruppo, non potendo però dir loro nulla.... E a pensarci bene anche se potessi, non servirebbe a nulla. Ognuno ci deve arrivare da solo.
Per quel che riguarda me, le mie bugie, le mie dinamiche penso che non sto ricadendo nei soliti errori, ma non ho per nulla la certezza (tanto meno la convinzione) di avere imboccatto la strada giusta...... vado a tentativi, mi cimento nelle cose in cui sono scarso, tutte quelle cose che ho sempre evitato.
Alcune volte mi trovo in situazioni in cui inciampo e cado come un bambino di due anni, alcune volte mi sento veramente pirla. Anche se credo sia molto meglio sentirsi pirla ed imparare qualcosa, che magari poi si rivelerà fondamentale, piuttosto che non imparare nulla per la paura di sentirsi pirla.