Ero sotto le coperte. Questa è una di quelle notti in cui il cervello non ne vuole proprio sapere di calmarsi..... a questo punto, tanto vale scrivere.
La mia nuova vita è incominciata il giorno in cui mi sono reso conto che non sapevo cosa fosse l'amore. E' passato poco più di un anno e non so ancora cosa sia l'amore..... ora, però, ho un'idea ben precisa di cosa non sia l'amore (....e tutto sommato è già un passo avanti).
Col passare del tempo mi sto rendendo sempre più conto che ci sono tante altre cose che non so. Ad esempio non so vivere in modo sano, non so assolutamente chi sono.... insomma, cose di poco conto!
Più passa il tempo e più comprendo.... eppure mi sembra che le risposte che cerco, continuino ad allontanarsi da me, sempre più irraggiungibili. A questo punto credo sia lecito mettere in dubbio le domande da cui sono partito, forse non sono determinanti..... forse non serve a niente porsi certe domande.
Cos'è l'amore?
Forse sarebbe meglio chiedersi perché gli si da così tanto peso? Che cosa ci si aspetta?
Chi sono io?
E' possibile dare una risposta di senso compiuto, completa?
Secondo me, no. Non c'è definizione che tenga.... è una battaglia persa in partenza.... eppure si passa una vita cercando di rispondere a questa domanda. Si cerca di rispondere con le parole, con le azioni di tutti i giorni.... io sono questo, questo e quest'altro. Ok, quindi? Facendo finta che esista una risposta completa, qual'è l'utilità del dare una risposta?
Credo che ci si tormenti con questa domanda, per poter dare una risposta positiva (secondo i propri canoni) e potersi mettere l'anima in pace, pensando tra sé e sé: io sono ok.
Esiste un "modo di essere" corretto? Magari non solo uno, magari una ventina..... esistono un "tot" di modi che possono essere definiti corretti? Giusti?
E' possibile ridurre la complessità della realtà ad un certo numero di soluzioni?
Non credo. Non credo esista un unica verità. Non credo esista un modo "giusto" di essere. Ma credo che esistano un certo numero di modi sbagliati di essere..... così come esistono un certo numero di modi sbagliati di amare...... e li riconosci perché sono scenari già conosciuti, soluzioni che si ripetono all'infinito e lasciano la propria realtà invariata.
Non credo ci voglia una laurea in filosofia per rendersi conto che la realtà cambia di continuo e che non esiste un attimo uguale ad un altro. La realtà vera non può non variare.
Se lo scenario continua ad essere lo stesso, vuol dire che non si sta vivendo più in un campo reale, bensì si è all'interno di uno schema. E all'interno di questo schema ognuno recita la propria parte..... di fatto si smette di vivere realmente.
Camus nel "Il mito di Sisifo" sostiene che c'è un unica domanda a cui è veramente necessario rispondere: vale la pena di vivere o meno la propria vita?
Trovo che questa non sia la domanda corretta. Personalmente ritengo più utile, più essenziale, chiedersi:
Cosa sto facendo per imparare a godere il più possibile della mia vita?
La mia nuova vita è incominciata il giorno in cui mi sono reso conto che non sapevo cosa fosse l'amore. E' passato poco più di un anno e non so ancora cosa sia l'amore..... ora, però, ho un'idea ben precisa di cosa non sia l'amore (....e tutto sommato è già un passo avanti).
Col passare del tempo mi sto rendendo sempre più conto che ci sono tante altre cose che non so. Ad esempio non so vivere in modo sano, non so assolutamente chi sono.... insomma, cose di poco conto!
Più passa il tempo e più comprendo.... eppure mi sembra che le risposte che cerco, continuino ad allontanarsi da me, sempre più irraggiungibili. A questo punto credo sia lecito mettere in dubbio le domande da cui sono partito, forse non sono determinanti..... forse non serve a niente porsi certe domande.
Cos'è l'amore?
Forse sarebbe meglio chiedersi perché gli si da così tanto peso? Che cosa ci si aspetta?
Chi sono io?
E' possibile dare una risposta di senso compiuto, completa?
Secondo me, no. Non c'è definizione che tenga.... è una battaglia persa in partenza.... eppure si passa una vita cercando di rispondere a questa domanda. Si cerca di rispondere con le parole, con le azioni di tutti i giorni.... io sono questo, questo e quest'altro. Ok, quindi? Facendo finta che esista una risposta completa, qual'è l'utilità del dare una risposta?
Credo che ci si tormenti con questa domanda, per poter dare una risposta positiva (secondo i propri canoni) e potersi mettere l'anima in pace, pensando tra sé e sé: io sono ok.
Esiste un "modo di essere" corretto? Magari non solo uno, magari una ventina..... esistono un "tot" di modi che possono essere definiti corretti? Giusti?
E' possibile ridurre la complessità della realtà ad un certo numero di soluzioni?
Non credo. Non credo esista un unica verità. Non credo esista un modo "giusto" di essere. Ma credo che esistano un certo numero di modi sbagliati di essere..... così come esistono un certo numero di modi sbagliati di amare...... e li riconosci perché sono scenari già conosciuti, soluzioni che si ripetono all'infinito e lasciano la propria realtà invariata.
Non credo ci voglia una laurea in filosofia per rendersi conto che la realtà cambia di continuo e che non esiste un attimo uguale ad un altro. La realtà vera non può non variare.
Se lo scenario continua ad essere lo stesso, vuol dire che non si sta vivendo più in un campo reale, bensì si è all'interno di uno schema. E all'interno di questo schema ognuno recita la propria parte..... di fatto si smette di vivere realmente.
Camus nel "Il mito di Sisifo" sostiene che c'è un unica domanda a cui è veramente necessario rispondere: vale la pena di vivere o meno la propria vita?
Trovo che questa non sia la domanda corretta. Personalmente ritengo più utile, più essenziale, chiedersi:
Cosa sto facendo per imparare a godere il più possibile della mia vita?
By Iraz scritto alle ore 03:32 | Permalink | commenti
categoria:citazione, riflessioni, vita, camus, razionalità , iraz, amare veramente, vero sé, autoterapia
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