venerdì, 28 dicembre 2007
Ultimamente sono piuttosto inquieto.
Qualcosa è scattato dentro e non ho ancora messo a fuoco di cosa si tratta. E' quel qualcosa che m'ha spinto a continuare il blog.
Dolore e rabbia sono più forti del solito.... in questi casi la cosa migliore è non opporsi, farsi guidare, respirare profondo e ascoltare che c'è. Questi periodi di inquietudine, se presi in malo modo, possono dilungarsi per anni....  ne so qualcosa. E' anche vero che spesso segnano i momenti di svolta, ti danno quell'ulteriore spinta per andare più in la..... e per fortuna qualcosa ha già incominciato a muoversi.
Questo non è il mio solito essere preso male dalla "fantastica settimana" 25-31 dicembre, tanto meno dipende dal mio compleanno (che è oggi)...... non so.
Una volta m'hanno detto che l'ascendente predomina dopo i trentanni. Il mio ascendente è leone..... rispetto al capricorno, che sono, è un bel cambiamento..... devo resistere altri due anni!
Stelle a parte , mi andava di postare una canzone. La voce è la stessa dell'album "Punk not diet" dei Giardini di Mirò, il genere è totalmente diverso, ma anche in questo caso sono stato totalmente rapito.
Buon ascolto.

  Cos'è La Libertà? - Amor Fou -  2007 La Stagione Del Cannibale

Cos'è La Libertà?
Chiedere un poco di più ci consola.... forse,
vivere sempre di più
ci farebbe superare queste poche ore

Sento la nostalgia
di quei riti privatissimi
che ora non celebri più
dentro me, contro me

Temo la compagnia
di quei fuochi debolissimi
che ora non scaldano più
solo me, solo me

Ma una scia di pura gioventù
che forse ho rovinato
Dove và? Dove cade?
io vorrei continuare, a pretendere
il meglio di questo tuo giovane cuore
ma non so, imparare ad evitare
il segnale di questo mio folle dolore

Ma una scia di pura gioventù
che forse ho rovinato

Ma una scia di pura gioventù
che non ho meritato
Dove và? Dove cade?
io vorrei continuare, a pretendere
il meglio di questo tuo giovane cuore
ma non so, imparare ad evitare
il segnale di questo mio folle dolore
mercoledì, 26 dicembre 2007
Nell'ultimo anno le giornate si sono allungate a dismisura, contemporaneamente la mia memoria ha incominciato a funzionare come non aveva mai fatto. Mi bastano un paio di righe di appunti, per ricordare cosa ho fatto in un qualsiasi giorno di questo anno passato...... incredibile, eppure è così.
Se penso a tutti gli anni vuoti.... dove i giorni erano pressoché simili, tutti caratterizzati da questo color grigio..... le cose attorno a me avvenivano, ero io che non le facevo entrare.
Ossessione del controllo vuol dire selezionare cosa fare entrare e cosa no. La selezione si basa su ciò che uno può gestire....... avete presente la canzone di Caterina Caselli "Nessuno mi può giudicare"? Quando ad un certo punto dice: "la verità ti fa male lo so".
Ok, perché la verità fa male? Quand'è che fa male?
Normalmente mi capita di "sbattere" la verità in faccia a qualcuno in due casi:
1. Desidero sotterrare la persona che ho davanti. Basta una sola frase, quella giusta, per uccidere qualsiasi persona.
2. Vorrei evitare ad una persona che amo, il farsi del male.
Indipendentemente dal motivo che mi spinge ad azzerare le normali precauzioni, i risultati sono solitamente due:
A. La persona finisce con il muso nella merda (la propria), rifiutando in blocco le mie parole e la mia persona..... ma in tanto la bomba è stata sganciata e gli effetti (al momento) si vedono..... col tempo poi cercherà di dimenticare ciò che gli ho detto.
B. La persona ascolta stando zitta e ragiona.
Il modo di reagire della persona, dipende dalla persona. Sbattere la verità, in faccia a qualcuno che non vuole vedere la verità, equivale a fare un grosso torto. Sbattere la verità, in faccia a chi vuole conoscere "la verità", equivale ad aiutare l'altra persona nel modo più grande.
Chi è ossessionato dal controllo non vuole conoscere la realtà, perché crede di non essere in grado di gestirla. Chi è ossessionato dal controllo non vuole rendersi conto di chi è veramente, non vuole conoscere la verità su di sé..... e tanto meno vuole che gli altri la conoscano.
Chi è ossessionato dal controllo ha paura che arrivi qualcosa o qualcuno capace di mettergli davanti uno specchio, capace di incrinare il piccolo mondo di cartapesta costruito in tanti anni di faticosa menzogna.
Tornato da Bologna, potevo anche fare finta di non avere accusato il minimo colpo. Potevo anche provare a mentire..... e dirmi che era per qualcos'altro, che la mia ex non c'entrava....
..... mi sono mentito per 27 anni, ora mi interessa capire, comprendermi, non devo difendere più nessun mondo di cartapesta.... il mio s'è rotto il giorno che ho toccato il fondo e non ho nessuna intenzione di sostituirlo, preferisco la realtà...... e la realtà, a volte, è tremendamente dura, ma ha molto da insegnare ed io ho molto da imparare.
La realtà è anche rendersi conto che io non ho mai amato nessuna delle persone che pensavo, e dicevo, di amare. La verità è che la loro presenza leniva il dolore e il vuoto che portavo dentro, il mio era un attaccamento uguale a quello dell'alcolizzato con la bottiglia. La verità è che io ho usato, se pur incosapevolmente, le persone che credevo di amare. Quello che provavo io era l'euforia della sbornia, non era amore.
A questo ci sono arrivato da solo e se qualcuno mi avesse sbattuto in faccia queste parole, probabilmente lo avrei ringraziato. Di certo non lo avrei fatto subito, ma non mi sarei girato dall'altra parte, facendo finta di niente e continuando a non cambiare nulla nella mia vita.
Non ho avuto la fortuna di incontrare qualcuno che riuscisse a leggermi dentro. Non sono stato così fortunato.... io....

Wearing the inside out - Pink Floyd - 1994 The division bell





  From morning to night I stayed out of sight
Didn't recognise I'd become
No more than alive I'd barely survive
In a word . . . overrun

Won't hear a sound (He's curled into the corner)
From my mouth (But still the screen is flickering)
I've spent too long (With an endless stream of garbage to)
On the inside out ( ... curse the place)
My skin is cold (In a sea of random images)
To the human touch (The self-destructing animal)
This bleeding heart's (Waiting for the waves to break)
Not beating much

I murmured a vow of silence and now
I don't even hear when I think aloud
Extinguished by light I turn on the night
Wear its darkness with an empty smile

I'm creeping back to life
My nervous system all awry
I'm wearing the inside out


Look at him now
He's paler somehow
But he's coming round
He's starting to choke
It's been so long since he spoke
Well he can have the words right from my mouth


And with these words I can see
Clear through the clouds that covered me
Just give it time then speak my name
Now we can hear ourselves again
I'm holding out (He's standing on the threshold)
For the day (Caught in fiery anger)
When all the clouds (And hurled into the furnace he'll)
Have blown away ( . . . curse the place)
I'm with you now (He's torn in all directions)
Can speak your name (And still the screen is flickering)
Now we can hear (Waiting for the flames to break)
Ourselves again

 Da mattina a sera stavo nascosto
Non m'ero accorto d'esser diventato
Poco più che vitale sopravvivevo a stento
In una parola... sopraffatto

Non sentirete un suono (Si torceva in un angolo)
Dalle mie labbra (Ma tuttavia la difesa vacillava)
Ho passato troppo tempo (Con un infinito getto di rifiuti a )
Rovesciato (... maledire il posto)
La mia pelle è fredda ( In un mare di immagini a caso)
Al tocco umano (L'autodistruzione animale)
Questo cuore è sanguinante (Aspettando l'infrangersi delle onde)
Non batte granchè

Ho mormorato un voto di silenzio e adesso
Non sento neanche più quel che penso ad alta voce
Estinto dalla luce accendo la notte
Indosso la sua oscurità con un sorriso vuoto

Torno strisciando alla vita
Il sistema nervoso di traverso
Vestito capovolto


Guardatelo adesso
E' in qualche modo più pallido
Ma sta arrivando
Comincia a tossire
E' passato tanto tempo dalla sua ultima parola
Bene può avere le parole direttamente dalla mia bocca


E con quelle parole posso vedere
Chiaro attraverso le nubi che mi coprivano
Date tempo poi dite il mio nome
Ora riusciamo di nuovo a sentirci
Ora resisto (Lui stà in piedi sulla soglia)
Per la giornata (Preso da un'ardente collera)
Ora che le nubi (E gettandosi nella fornace lui)
Si sono dissolte ( . . . maledirà il posto)
Ora sono con te (Straziato in tutte le direzioni)
Riesco a dire il tuo nome (E tuttavia la difesa vacillava)
Ora possiamo(Aspettando che le fiamme si esauriscano)
Di nuovo sentirci


lunedì, 24 dicembre 2007
L'inizio del giorno più corto dell'anno
L'inizio del giorno più corto dell'annoDopo aver annunciato, quattro mesi fa, la conclusione del blog.... magari è un po' un colpo basso uscirsene con un "non si conclude qua".....
Il fatto è che ad agosto, mi sembrava che non ci fosse nient'altro a cui io potevo arrivare.
Altro da imparare, da capire, c'è e ci sarà sempre..... è impossibile essere omniscienti. Solo che, allora, mi è sembrato che non ci fossero altre strade utili, le colonne di Ercole mi sembravano ampiamente superate....

Buttando un occhio in dietro, osservo che è passato un anno da quel 18 dicembre 2006..... ora è iniziato l'anno 2.
In un anno son successe tante cose..... ma veramente tante.... non ci provo neanche a ripercorrerle tutte.
Passando al setaccio, volendo riassumere, mi rendo conto che c'è un elemento determinante che è  mutato: la mia capacità di cambiare, di reagire in modo differente, di tentare nuove strade, è cresciuta esponenzialmente.
E' difficile cambiare la propria vita, se non si cambia qualcosa nel proprio essere..... e visto che nessuno conosce a priori qual'è il modo giusto per cambiare, l'unica possibilità é tentare..... magari usando un minimo la testa.
Non si cambia per paura, lo stesso meccanismo che ci porta a commettere gli stessi errori, a rivivere situazioni analoghe. La paura di andare incontro a qualcosa di ingestibile, qualcosa che alla fine ci schiacci. La paura dell'ignoto.... con la conseguente ossessione verso il controllo.


Perché voler avere il controllo?
In fin dei conti, la vita è caratterizzata da un assoluta mancanza di certezze, non c'è niente di stabilito. Per alcune persone questo può essere una cosa  negativa, per altri no.
Immaginatevi una vita dove tutto è stabilito....... nessuna sorpresa, nessuna novità, nessun timore, nessun riscatto, nessuna lotta, nessuna soddisfazione e probabilmente nessuna gioia.
Il bello della vita è che non c'è niente di stabilito. Se le cose vanno sempre nello stesso modo, è che sei tu che vuoi che vadano sempre allo stesso modo.
La vita di suo è imprevedibile.
lunedì, 17 dicembre 2007
Prima di concludere il blog dovrei tirare una conclusione.... ma prima di concludere devo aggiungere qualche nota.
La parte finale del blog è stata prima scritta completamente (tra settembre e novembre) e poi pubblicata (dal 20/11 al 7/12 ). Si basa sulle riflessioni a cui sono arrivato a fine agosto.
In questi tre mesi, dalla fine di agosto fino ad oggi, ho cercato di tradurre le riflessioni in azioni, ho cercato di passare dalla teoria alla pratica, ho cercato di verificare se c'era qualcosa di buono o se erano solo un mucchio di stronzate.
In questi tre mesi sono passato ai fatti.
Qualcosa di buono c'è, anzi a dire il vero fila tutto.... ma, c'è un ma: non è tutto qui, manca ancora qualcosa.

In questa parte finale ho riordinato buona parte dei concetti già espressi precedentemente, evidenziando i punti essenziali e sorvolando su quelli marginali.
Per avere un quadro complessivo, era necessario inalzarsi molto di più e includere altri elementi. Era l'unico modo per comprendere certe relazioni..... un po' come osservare una città, più ti elevi, più riesci a comprendere in che modo è strutturata, che sviluppo ha avuto, etc, etc.
Dando un'occhiata in dietro, mi rendo conto che ora è tutto molto più chiaro. E' decisamente chiaro anche il perchè ora posso dire di stare bene ed essere stabile.
Otto mesi fa ero capace di guardare il passato e comprenderne le dinamiche, sedici mesi fa tutto questo non avveniva. Otto mesi fa ero incapace di comprendere gli effetti di quello che mi accadeva nel presente, ora ci riesco..... Non è che ci sia molto da dire, è qualcosa che bisogna provare, è vivere tutto in presa diretta, senza filtri: sei molto più sensibile, ma contemporaneamente sei anche molto più forte.
Qualcuno potrebbe pensare che per "stare bene" intenda il "non provare dolore", "non soffrire". In questi quattro mesi di serenità non c'è stato un giorno in cui non abbia sofferto, non c'è stato un giorno in cui non abbia provato rabbia, non sono sparite queste emozioni..... ma non c'erano solo loro, c'era anche dell'altro.
Provare dolore, provare rabbia (entro certi limiti) è normale..... e meno male che li si prova, non provarli vorrebbe dire essere insensibili, in pratica non vivi.
Settimana scorsa sono andato a Bologna e ad un certo punto ho sofferto, il dolore è continuato per qualche giorno anche dopo esser tornato. Il dolore aveva qualcosa da dire, aveva qualcosa da farmi notare:
una persona riesce a deluderti, a farti arrabbiare, a soffrire, fin quando hai nei suoi confronti ancora una briciola di stima.....
Il dolore m'ha fatto capire che c'è dell'altro ancora, di preciso, cosa? Non so. Ci vorrà del tempo per capirlo.....
.....ci vuole sempre del tempo per combinare qualcosa di buono..... motivo per cui è buona cosa diffidare dei cambiamenti repentini, sopratutto quando sono accompagnati da stati euforici improvvisi.

Arrivando alle conclusioni:
c'è che non c'è una conclusione....
...... quindi, alla prossima.
Anzi, al prossimo post.
lunedì, 10 dicembre 2007
1.30
Sono appena tornato a casa.
Avrei voglia di suonar la chitarra, ma sta volta non posso... non credo riuscirei a suonar piano.
Ho una specie di amaro in bocca...... sono appena tornato da Bologna.

Ufficialmente sono andato per rivedere alcuni amici, di fatto tornare lì significava prendere un coltello, incidere la cicatrice e vedere se sotto la superficie, la ferita era veramente guarita.
Che sarebbe stato diverso, me l'aspettavo, ma non sapevo in che termini......
 Per due giorni sono tornato nel teatro della mia precedente vita.... ed eccomi camminare in giro, riconoscere luoghi, angoli, particolari..... non è cambiato nulla o quasi, non è stato spostato nulla....
Cammino e osservo, vedo il presente e il passato..... si continuano a sovrapporre immagini reali e ricordi. In teoria dovrei sentirmi male. In teoria dovrei avere nostalgia. In teoria la città dovrebbe trasudare dolore, io dovrei essere investito da questo dolore, il mio dolore..... violento come il sole negli occhi, quella macchia che rimane impressa anche se chiudi gli occhi.
Continuo a camminare, incontro i soliti fattoni, le solite scene di euforia etilica, schivo le immancabili merde spalmate sui pavimenti alla palladiana dei portici e continuo ad essere investito dai ricordi. Non c'è niente che riesce a deviare il mio passo.... è un teatrino di cui non faccio più parte... ne li, ne altrove.
Per la prima volta riesco a vedere Bologna per quello che è, senza associarla a nessuna persona: sensazione positiva.
Cammino e a poco, a poco, la ripulisco dal dolore depositato in quattro anni della mia vita. Mi piace ridarle un'identità più vera, più reale.
Alla fine rimane il solito paese dei balocchi, che tutto promette e poco mantiene... per certe cose non è cambiata per niente.
Se fosse tutto qui, non avrei l'amaro in bocca.

 Bologna è fatta anche delle persone che ci vivono, in particolare dalle persone che frequentavo..... non pensavo che potessero essere cambiate così tante cose durante questo mio anno di assenza.
Mi si è piantato un macigno sul petto.
Venire a sapere che la persona con cui ho diviso quattro anni della mia vita è diventata un essere ignobile, un mostro.
La fantasia non mi manca, ma mai avrei immaginato che si potesse comportare così male.... ad un certo punto ho creduto fosse uno scherzo: state scherzando?
No, non era uno scherzo.
Mi sono vergognato.
Mi sono chiesto: come ho fatto a non accorgermi, non vedere, non conoscere totalmente la persona che ogni notte si addormentava con la testa sul mio petto? Come ho fatto a non intravvedere minimamente questo Mr. Hide?
Non si può cambiare così tanto, in così poco tempo, partendo da zero. Se nasci quadrato non puoi diventare tondo da un giorno all'altro..... a meno che non eri un tondo travestito da quadrato.
Non si può diventare così vigliacchi da un giorno all'altro..... voltare le spalle a tutte le persone che per anni ti hanno sostenuto....
....ma che persona sei diventata? Chi sei veramente?
Voli di fiore in fiore prendendo tutto..... come fanno i parassiti..... e in tanto non mostri a nessuno chi sei veramente.
Non c'è peggior prigione che non essere sé stessi. Eppure le persone, di continuo, scelgono per la propria vita questo tipo di dimora. Vittime e carnefici.
Come se ci fossero infinite possibilità, come se ci fosse più di una vita, come se ci fosse sempre dell'altro tempo.