martedì, 31 luglio 2007
E' una decina di giorni che nel mio corpo ha ripreso a circolare una sana rabbia, il che non vuol dire che vado in giro sperando che qualcuno mi provochi...... ma diciamo che all'occorrenza ci metto un nano secondo ad infiammarmi e di conseguenza bruciare chi ho davanti.
Sta sera dopo mezzanotte festeggerò tre avvenimenti, tre vittorie differenti con un peso differente, una sorta di "personal new years's day".
Se la migliore difesa è l'attacco, qual'è la differenza tra vendetta e difesa?
Apparentemente non c'è differenza, la vendetta va servita fredda, ma anche una buona difesa ha bisogno di tempo per essere elaborata.
La differenza c'è nel perché, nel motivo che ti spinge a reagire in un certo modo. Esiste una sottile linea che separa la difesa dall'offesa, sapersi fermare su questo confine senza eccedere vuol dire riuscire ad essere corretti. Sapersi fermare al limite non è cosa semplice, soprattutto quando si avrebbero tutti i motivi di questo mondo per infierire.
Superare il limite vuol dire offendere, vuol dire vendicarsi, e quando ti vendichi ti leghi all'oggetto della tua vendetta con un attaccamento morboso che non ti rende più libero.
Io voglio essere libero e voglio riuscire a guardarmi nello specchio ogni giorno, senza ombre, senza compromessi..... ho imparato a fermarmi sul limite, arrivare fino al bordo, sporgersi

per guardare giù ma senza cadere..... e questa cosa mi piace molto.
lunedì, 30 luglio 2007

Yo la tengo - Instrumental - 2006 Im Not Afraid Of You And I Wil


Strano. Strano per l'ennesima volta. Strano in modo diverso dalle altre volte.
Strano è quello che sento, come mi pongo nei confronti del resto. Il panorama è ancora cambiato e forse ora è ancora un po' più nudo, più reale.
Mi sto rendendo conto di altre cose, un po' per merito mio, un po' grazie a certi libri azzeccati. Altro che leggerezza...... qui c'è da scavare, senza dimenticarsi di vivere il presente, ma c'è da scavare tanto. E' difficile mandare giù certe cose, ancora di più quando ti rendi conto che c'è veramente tanto da mandare giù.
Mi trovo a vivere in modo diverso.
E' che innanzi tutto ho cercato di riconoscere la compulsione in tutte le forme in cui poteva presentarsi: sentirla, riconoscerla e separarsi da essa, eliminarla alla fonte.
Tolta la compulsione bisogna affrontare certe cose... ed un giorno alla volta, piano, piano, lo sto facendo: imparare ad ascoltarsi realmente.
Un impulso compulsivo lo senti, è un bisogno, ma serve solo a distrarti dai veri bisogni, dal vedere la realtà. Adesso come adesso, senza compulsione è già molto meglio. Sento, vedo le cose un po' di più per quello che sono, nel bene e nel male. Alcune volte soffro di più, altre gioisco di più, ma comunque sono più tranquillo perché ho ripreso ad apprendere.
E' difficile mettere in ordine tutto ora, ci sono troppe cose nuove, mi ci vorrà del tempo e tanto impegno.
E' strano che sto vivendo come quando sono in vacanza, sto vivendo al cento per cento.
Sono giorni diversi, fatti di cose nuove, sensazioni, emozioni nuove..... leggere all'aperto godendosi il sole, suonare la chitarra per ore, scoprire nelle persone che già conoscevo lati diversi...... molte cose mi appaiono ora diverse.
sabato, 28 luglio 2007
The Chemical Brothers - Saturate - 2007 We are the night

La mattina è il momento peggiore della giornata, ci sono giornate in cui mi sveglio e c'è che non mi voglio alzare. Mi chiedo perchè alzarmi? ..... non trovo una risposta valida.
Questo essere così consumato la mattina fa parte della depressione...... infatti dopo mi alzo e passa tutto.
Ho passato anni in cui, anche se in teoria avevo tutto quello che uno poteva desiderare di avere, stavo di merda. Dalla mattina fino alla notte.... e la notte era il momento del bilancio, pensare alla giornata e sapere che non andava.... non andava la giornata, non andava quella vita...... senza sapere perché.
Mercoledì mi sono svegliato e stavo particolarmente demoralizzato. Stavo nel letto e pensavo che mi dovevo alzare perché avevo da fare.... cose serie e importanti. Come ogni giorno ho messo da parte l'impulso compulsivo mattiniero di non alzarmi e mi sono buttato giù dal letto.
In teoria quel giorno avrei dovuto discutere la tesi, ma per l'ennesima volta avevo rinviato. Avevo un po' il timore di prendermi ulteriormente male. Ero già un po' preso male perché non vedevo la mia relatrice da un paio di mesi.
..... insomma alla fine ho pensato che non potevo scappare (non esiste) e che era il momento di rifarsi vivo ed ho affrontato la giornata.
Ultimamente andare in università mi porta bene.
Con la prof è andato tutto bene, mi è bastata una frase per farle capire come stavo attualmente..... ci siamo aggiornati sul da farsi.... ed ecco che a poco, a poco, sono tornato alla mia realtà universitaria.
Mercoledì per una serie di cose accadute è stata una gran bella giornata, ho recuperato un altro pezzo della mia vita.

La mia politica attuale è quella di limitare al minimo la mia compulsività e ripartire dal sistemare quello che ho. Non serve a niente pensare a quello che non si ha più, a quello che si vorrebbe avere, a quello che era prima o a quello che accadrà. L'unica cosa importante è vivere il presente e non cercare continuamente di scappare verso un'altra situazione, verso un'altra condizione. Vivo, godo, quello che sono e quello che sto facendo adesso.
Basta con i progetti futuri che ti portano a sacrificarti nel presente. I progetti a lungo termine li faccio, ma non mi dimentico di vivere adesso. Il mio benessere prima di tutto.

Sto ricostruendo la mia vita partendo dal basso, a poco, a poco, un giorno alla volta, un gradino alla volta. Sto ricostruendo una base che sia estesa e solida, una base che sia il più stabile possibile. Mi sono scocciato di continuare a demolire e ricominciare a costruire.
Se sono arrivato a stare male, se sono arrivato ad avere una ricaduta nella depressione è solo colpa mia. Non dico questo per addossarmi tutte le colpe, è che è semplicemente così. Io devo avere cura della mia vita, non può farlo qualcun altro al posto mio, quindi ne prendo le responsabilità nel bene e nel male.
Adesso la sera il bilancio è più vario e positivo, c'è tanto da fare ancora ma questa volta non ho fretta.
giovedì, 26 luglio 2007
Qualche settimane fa' scrivevo della mia eccessiva emotività. Scrivevo che volevo un ammortizzatore, un freno. E' da nove anni che sono emotivo, prima non lo ero, ed in questi ultimi mesi per un certo periodo non lo sono stato. Da cosa dipende l'emotività? E' una caratteristica propria? E' qualcosa che fa parte di sé? Questo sentirsi senza pelle, questo essere carne viva sensibile anche ad un raggio di sole.....dolorante per qualsiasi cosa, perfino per le cose belle...... da dove nasce?
Mia madre è sempre stata una persona molto emotiva, soprattutto quando ero piccolo......
A parte Co.Da. esistono molti gruppi di mutuo aiuto basati sul metodo dei dodici passi degli A.A.. Esistono anche gli Emotivi Anonimi, pensavo di ritrovarmici e invece sento che non è così. Sarà un caso che la maggior parte delle persone conosciute in EA sono persone depresse?
La depressione ha tutta una serie di sintomi, una volta che li conosci è abbastanza semplice capire se sei affetto da depressione o se la persona che hai davanti lo è.
Sarà un caso che ho incominciato ad essere emotivo da quando ho incominciato a soffrire di depressione? Sarà un caso se mia madre quando ero piccolo soffriva di depressione?
L'eccessiva emotività è un regalo della depressione e quando uno sta così è inutile, anzi è dannoso, cercare di sdrammatizzare la situazione.
By Iraz scritto alle ore 19:41 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, depressione, dolore, paura, ansia, iraz, rabbia di vivere
domenica, 22 luglio 2007
Non si sale su una montagna per sapere quanto è alta......

Per tutta la salita mi sono chiesto come mi era venuto di andare in montagna, l'escursione è stata devastante. Per ben due volte mi stavano venendo i crampi (non mi capita mai). Da un certo punto in poi ho sentito solo il cuore battere in testa, il sudore scendere in rivoli e il respiro affannato. Da un certo punto in poi pensavo solo al ritmo da tenere, a quando fare pausa..... non esisteva più niente, non si parlava, non si pensava, l'unica era andare fino in fondo.
Siamo arrivati in vetta verso le 14 e c'era un vento allucinante, lassù faceva freddo. Ero talmente stanco da non riuscire a mangiare. Il primo panino me lo sono cacciato dentro a forza, del secondo ho mangiato solo il ripieno. Fuori, seduti per terra, leggermente riparati dal vento, sotto il sole, vicino ai bagni del rifugio Brioschi (Lecco - Grigna 2410m slm), ogni tanto arrivava un po' di puzza.... ma chi se ne frega, ero svaccato per terra, distrutto, ma ce l'avevo fatta, non avevo mollato.

14:30 siamo dentro il rifugio a prendere un the caldo, è il 20 luglio c'è un sole che spacca le pietre e noi abbiamo freddo..... a poco, a poco, ci siamo ripresi.....c'è una chitarra, mi metto a suonacchiare un po'..... poi ci mettiamo a parlare, guardare le foto nel rifugio, chiacchierare con i gestori...... siamo in vetta, la parte difficile è andata, ci siamo ripresi..... ora è tutta discesa.