sabato, 31 marzo 2007
L'importanza che si da all'amore non è uguale per tutti, ma varia da persona a persona. Ci sono persone per cui l'amore è molto importante, ci sono persone che riescono a guardare l'amore da una certa distanza senza farsi risucchiare in gorghi mortali.
L'importanza che si da all'amore non è uguale per tutti. Si da per scontato che l'importanza che si da, sia uguale all'importanza che danno le altre persone, ma non è così.
Ognuno nell'amore ci vede qualcosa, ognuno dall'amore si aspetta qualcosa.......
volevo quindi riportare parte di una testimonianza (tratta dal sito www.maldamore.it - © tutti i diritti riservati):

[...] Attorno a me sento gente d’ogni sesso, affermare di cercare l’amore. Mi sono andata a cercare libri, riviste, definizioni psicologiche e poetiche su questo sentimento, a cui ognuno dà una connotazione: vaga, personale, evanescente, clinica. La prima risposta che mi sono data è che non esiste un solo tipo di amore, ve ne sono un infinità e che ad ogni particolare tipo corrisponde una motivazione. Quindi per deduzione se voglio trovare “amore”, la prima cosa che devo chiedermi è: perché? Mi spiego meglio, lo voglio: per combattere la solitudine? Per formare una famiglia? Per farmi sorreggere nei momenti di crisi? Per cambiare la mia vita? Per sentirmi protetta e rassicurata? Riuscire a darsi una risposta secondo me, già vuol dire aver preso coscienza di un bisogno urgente e inderogabile di noi stessi. Ma purtroppo non è così facile rispondere. Qualcuno di voi dirà che è per tutti i motivi suesposti, ma è davvero così?
A venti anni quando mi sono innamorata per la prima volta, io non avevo nessuna voglia di pensare di farmi una famiglia, né di pensare che il ragazzo di cui ero innamorata fosse il mio compagno per la vita. Non ci volevo pensare, avevo altre urgenze. Quando durava da un po’ di anni sono stati gli altri a costringermi a pensarci anche se poi non mi aiutavano a chiarirmi. Il messaggio inconscio era: il tempo di percorrenza rispondeva dell’affidabilità del rapporto. Ma non mi bastava; tanto è che ad un certo punto cercai in ogni modo di ottenere cose che chiaramente l’altro non era pronto a darmi, non mi aveva scelto con quell’intento. L’intento a venti anni era di vivere l’emozione, accompagnarsi con qualcuno che ci renda più facile crescere, che ci metta al riparo dalla vita, dalle delusioni. Inconsapevolmente, ci eravamo scelti per questo entrambi. E qui ho scoperto un’altra cosa, la reciprocità. Non è possibile provare alcunché per chi non sente altrettanto per noi, l’altro o noi possiamo non esserne consapevoli o non accettarlo (e a meno che non si tratti di un sentimento malato, nato nei sogni e lontano dal nostro mondo) e quindi decidere di non vederlo o di non corrisponderlo; ma la corrente dell’energia e le sensazioni sono reciproche tra le persone.
Rispondere anche ad una sola domanda sul perché si voglia l’amore, non è facile, vi è la necessità di avere un buon rapporto con se stessi, saper tirar fuori anche quello che teniamo nascosto a noi stessi.
Nella vita pratica le domande avvengono nell’inconscio e noi facciamo le scelte che solo più tardi ci spiegheremo (sempre che lo vogliamo).
Ecco perché, anche come ci è stato insegnato ad amare, è molto importante e la dice lunga su ciò che ci aspettiamo da questo sentimento. Spesso ciò che cerchiamo è un sentimento rassicurante che ci ricordi l’affetto esclusivo della madre o meritorio del padre. Ed è anche per questo che la nostra storia affettiva d’origine ha molta importanza e spiega il nostro modo di amare e di essere amati. Le instabilità affettive hanno origine dal modo in cui abbiamo digerito più o meno il modo in cui siamo stati amati nell’infanzia. Se ci siamo sentiti amati e se abbiamo accettato il modus amandi dei nostri genitori, sapremo trovare il nostro modo per amare e sentirci amati. [....]

Cosa vediamo nell'amore? Cosa ci aspettiamo? Ed infine, soprattutto: perché? Perché certe cose e non altre?
venerdì, 30 marzo 2007
In teoria dovrei studiare, ma visto che ho le palle girate per tutta una serie di motivi e sto andando in overburn..... ho deciso che farò ciò che è meglio per me: fermarmi e scrivere.
E' un periodo che sto scrivendo poco per mancanza di tempo, ma i pensieri si rincorrono incessantemente. Così capita, perfino, che la notte non riesco a dormire.....  devo accendere la luce, prendere il quaderno o il registratore, e buttare fuori qualcosa.

30 marzo. Oggi è il 101 esimo giorno della mia nuova vita.
In questi giorni m'è capitato di guardare in dietro e osservare, riflettere su tutto quello che è passato, su tutto quello che mi ha attraversato. Il tempo scorre piano, pianissimo..... oppure le cose avvengono ad una velocità vertiginosa. E' come se fosse passato un anno ma in realtà sono solo quattro mesi.
E così capita che incomincio a fare i confronti tra come ero prima e come sono adesso. Non sono mai stato così.
Durante gli otto anni di depressione ho sperato di ritornare me stesso. Nei primi due anni mi sono letteralmente bruciato per cercare il bando della matassola, ma niente. I rimanenti sei anni li ho passati arrangiandomi, sapendo di non essere a posto ma non potendo fare altro che cercare di sopravvivere.
Non pensavo che sarei tornato me stesso..... tanto meno come lo sono adesso.
Durante gli anni precedenti, quelli in cui pensavo di stare bene, ogni tanto, c'erano periodi di estrema lucidità, apici in cui la mente compieva balzi lunghissimi, spropositati...... periodi, che come arrivavano passavano. In quei momenti riuscivo a capire di più la vita, riuscivo a stare bene.
Io della vita non avevo mai capito un cazzo.
Giusto per la cronaca: essere intelligente, se non riesci a stare bene, se non riesci ad essere felice, non serve a niente. Meglio essere stupido e felice.
Accade che ora sono felice. Non è che nella mia vita le cose vadano tutte bene, anzi il gioco s'è fatto molto più duro. Però è cambiato il modo di prendere le cose.
Una volta c'erano dei momenti di estrema lucidità, ora quei momenti si sono ricuciti assieme al mio presente..... un filo tiene assieme tutti i pezzi, e tutto è collegato. Il mio presente è un continuo stato di lucidità estrema, ed è così da 101 giorni. Pensavo che sarebbe finito, pensavo fosse un periodo un po' più lungo, mi sa che mi sbagliavo..... è uscita e continua ad uscire troppa roba su cui riflettere.
Lo so che questo post sembra molto autocelebrativo....... ma in realtà, il punto a cui volevo arrivare è:
ma come cazzo è che dal 18 dicembre sono cambiate così tante cose?
Perché va bene che posso essermi impegnato molto, ma adesso è troppo..... c'è troppa differenza tra me e gli altri miei "colleghi".
Mi da fastidio non sapere perché io sto bene e gli altri no, quindi è da un po' che ci sto riflettendo. Ci sono persone a cui tengo troppo per potermene fottere, giusto perché ora sto bene.
Durante gli otto anni in cui ero depresso ho sempre continuato a riflettere, ma non concludevo nulla. Il diciotto dicembre ha cambiato qualcosa.... si, ho scoperto la dipendenza affettiva, ok. Ma si deve essere innescato qualcos'altro.....
Di tutti i dipendenti affettivi che conosco, sono l'unico che, dopo esser venuto a conoscenza di aver quel problema, ha reagito così bene. Gli altri sanno di averlo, ma è semplicemente come se c'avessero messo su un etichetta diversa: non è cambiato nulla. Prima si rendevano conto di avere un problema, poi gli hanno dato un nome, ma la cosa è finita li. L'influenza se la chiami Giovanna non ti passa...... e continua ad essere un'influenza.
Continuo a sentire storie di persone che amano ma soffrono...... essere intelligenti non serve a niente se non ti torna utile per stare bene e lo stesso principio vale per qualsiasi altra cosa: amare, se poi non stai bene non serve a niente.
In questo modo di fare c'è un meccanismo masochistico..... non ci vuole tanto per vederlo..... un meccanismo masochistico non è nulla di buono e non porta a nulla di buono.
E un'altra volta ancora...... per la cronaca: fino a sei mesi fa c'ero dentro anch'io.
Ora mi sembra assurdo...... ma perché?
Perché per me prima era normale e adesso è assurdo?
Che cos'è la normalità?
Non accetto la solita risposta che la normalità non esiste...... stronzate. Tutti abbiamo un nostro concetto di normalità, (se no infanzia e adolescenza a cosa servono?)  tutti ci siamo fatti un'idea di che cos'è l'amore. Nel nostro dizionario, il dizionario che ognuno ha scritto per sé, qual'è la definizione di amore?
Tutto quello che facciamo viene costantemente confrontato con il nostro concetto di normale.
Il 18.12.06 ho scoperto che la mia definizione d'amore era sbagliata, la dipendenza affettiva non è sinonimo di amore. La dipendenza affettiva sta tra le malattie.
Il 18.12.06 ho scoperto che dovevo cancellare la definizione d'amore e riscriverne il contenuto.
Non avrei mai immaginato che il mio dizionario poteva essere sbagliato. Fino ad allora, per me, era normale che il mio dizionario fosse normale......
A questo punto se c'era una parola sbagliata ce ne potevano essere altre....... ed è incominciata la revisione totale del dizionario.

Perché il mio cervello da 101 giorni a questa parte conclude? Semplicemente perché ora so che per una vita mi sono basato anche su informazioni più o meno errate, sbagliando.  Ora verifico tutto e gli errori stanno saltando fuori.

La maggior parte di quello che crediamo di sapere c'è stato insegnato, in particolar modo tutto quello che è "normale". Partendo da questo assunto bisogna rendersi conto che anche il miglior insegnante a volte sbaglia....... quindi siete tanto convinti che non ci sia nessun termine sbagliato nel vostro dizionario?
giovedì, 29 marzo 2007
Un rapido regalino pomeridiano.... su cui riflettere:

So cruel - U2 - 1991 Achtung Baby




So cruel
Così crudele
We crossed the line
Who pushed who over?
It doesn't matter to you
It matters to me

We're cut adrift
But still floating
I'm only hanging on
To watch you go down ... my love

I disappeared in you
You disappeared from me
I gave you everything you ever wanted
It wasn't what you wanted

The men who love you, you hate the most
They pass right through you like a ghost
They look for you but your spirit is in the air
Baby ... you're nowhere

You say in love there are no rules
Sweetheart
You're so cruel

Desperation is a tender trap
It gets you every time
You put your lips to her lips
To stop the lie

Her skin is pale like God's only dove
Screams like an angel for your love
Then she makes you watch her from above
And you need her like a drug

You say in love there are no rules
Sweetheart
You're so cruel

She wears my love
Like a see-through dress
Her lips say one thing
Her movements something else
Oh love
Like a screaming flower
Love
Dying every hour

You don't know if it's fear or desire
Danger the drug that takes you higher?
Head of heaven
Fingers in the mire

Her heart is racing ... you can't keep up
The night is bleeding like a cut
Between the horses of love and lust
We are trampled underfoot

You say in love there are no rules
Sweetheart
You're so cruel

To stay with you I'd be a fool
Sweetheart
You're so cruel
Abbiamo  passato il segno
Chi ha spinto l'altro?
A te non importa
Importa a me

Siamo alla deriva
Ma ancora galleggiamo
Sto tenendo duro solo
Per vederti affogare ... amor mio

Sono scomparso in te
Tu sei scomparsa da me
Ti ho dato tutto ciò che hai sempre voluto
Non era quello che volevi

Gli uomini che ti amano, li odi al massimo
Ti passano attraverso come ad un fantasma
Loro ti cercano ma il tuo spirito è nell'aria
Baby ... sei inesistente

Dici che in amore non ci sono regole
Tesoro
Sei così crudele

La disperazione è una trappola gentile
Ti prende ogni volta
Che metti le tue labbra su quelle di lei
Per fermare la bugia

La sua pelle è pallida come lo è solo la colomba di Dio
Grida come un angelo per il tuo amore
Poi lei fa che tu la guardi dall'alto
E tu hai bisogno di lei come di una droga

Dici che in amore non ci sono regole
Tesoro
Sei così crudele

Lei indossa il mio amore
Come un abito trasparente
Le sue labbra dicono una cosa
I suoi movimenti un'altra
Oh amore
Come un fiore che urla
Amore
Che muore ogni ora

Tu non sai se è paura o desiderio
Rischio per la droga che ti tiene su?
La testa in cielo
Dita nel fango

Il suo cuore sta gareggiando ... non puoi tenergli testa
La notte sta sanguinando come un taglio
Tra i cavalli dell'amore e della lussuria
Finiamo calpestati

Dici che in amore non ci sono regole
Tesoro
Sei così crudele

Per star con te impazzirei
Tesoro
Sei così crudele
Bye
By Iraz scritto alle ore 15:48 | Permalink | commenti
categoria:musica, riflessioni, dedica, stati danimo, rivolta, dipendenza affettiva, iraz
martedì, 27 marzo 2007
George Gray

Molte volte ho studiato
La lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

(Edgar Lee Masters)
By Iraz scritto alle ore 13:56 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, vita, viaggio, bellezza, morte, dedica, rivolta, iraz
martedì, 27 marzo 2007
" I miti non hanno vita per sé stessi.
  Attendono che noi li incarniamo."
(Albert Camus)

Qualsiasi parola è vuota se non incarna qualcosa che è dentro di noi.
Le parole che leggiamo fuori servono a, farci vedere, mettere a fuoco le parole che abbiamo dentro di noi.... quelle incise nella carne.
Se non si è in contatto con quello che c'è dentro di sé nessuna parola e nessun avvenimento darà qualcosa.
E' una questione di risveglio.
Parole, avvenimenti, risvegliano qualcosa dentro di sé. Non si diventa un'altra persona........ non si può.
Si può solo riscoprire lati di sé dimenticati.

Le parole danno una forma, danno voce a quel qualcosa dentro di sé.
L'uomo anela ad esistere, nonostante tutto, nonostante l'inevitabile disfatta, nonostante la morte.
Esistere vuol dire affermare sé stesso, manifestare sé, esprimersi. L'uomo ha bisogno di esprimere sé stesso.
Si sta bene con le persone con cui si riesce ad essere sé stesso, con le persone con cui si è LIBERI  di essere sé stessi.
Che cosa rende l'uomo felice? Stare bene.
E quando uno sta bene? Quando riesce ad essere sé stesso e ad autoesprimersi.
Felicità ed autoespressione sono intimamente connessi.


U2 - Window In The Skies