sabato, 30 dicembre 2006
Ogni volta che rivedo il video di Oceans mi vengono i brividi.... Anche questo è un post outsider, ho poco tempo e domani parto per festeggiare il capodanno in montagna, quindi colgo l'occasione per fare gli auguri.
Spero veramente che il 2007 sia un anno migliore rispetto al 2006 e dedico a tutti High Hopes dei Pink Floyd:

Caso mai il video non fosse più disponibile cliccare qui.
High Hopes Grandi speranze

Beyond the horizon of the place we lived
when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun

Along the Long Road and on down the Causeway
Do they still meet there by the Cut

There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures
trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay

The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder

Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide

At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed of world

Encumbered forever by desire and ambition
There's a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we've been so many times

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

Forever and ever

Oltre l'orizzonte dei luoghi in cui vivevamo
quando eravamo giovani
In un mondo di magneti e miracoli
I nostri pensieri si smarrivano con sconfinata costanza
La campana della divisione già suonava

Per la Lunga Strada e giù per il Sentiero
Si incontrano ancora vicino al Canale?

C'era una banda cenciosa che seguiva i nostri passi
Correndo prima che il tempo ci portasse via i nostri sogni
Lasciando la miriade di piccole creature
a provare a legarci al suolo
A una vita consumata da una lenta decadenza

L'erba era più verde
La luce era più brillante
Circondati da amici
Le notti di meraviglia

Guardando oltre le braci dei ponti che bruciavano dietro di noi
Fino ad un'apparizione fugace del verde sull'altra sponda
Passi avanti ma da sonnambuli tornati all'indietro
Trascinati dalla forza di qualche marea interiore

Ad un'altezza maggiore a bandiere spiegate
Raggiungevamo le folli vette di quel mondo sognato

Oppressi per sempre da desiderio e ambizione
C'è una fame ancora non soddisfatta
I nostri occhi vuoti ancora vagano all'orizzonte
Sebbene per questa strada siamo scesi tante volte.

L'erba era più verde
La luce più brillante
Il gusto più dolce
Circondati da amici
Le notti di meraviglia
La rugiada lucente
L'acqua corrente
Il fiume senza fine

Per sempre e sempre


Pink Floyd - 1994 The division Bell

Bye

By Iraz scritto alle ore 20:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, video, pink floyd, iraz
venerdì, 29 dicembre 2006
Bene per fortuna il 28 dicembre è finito, oggi è il 29 e infatti si respira un'aria decisamente più leggera. Ringrazio tutti i miei amici che c'erano ieri sera e anche quelli che non c'erano fisicamente, ma che ci sono con l'anima. Grazie a tutti.

Questo è un post outsider rispetto a quelli che ho programmato quindi non ci sarà un tema specifico, sono solo contento di aver passato anche quest'altro giorno.... la "settimana fantastica" è quasi finita.

Nelle settimane prima del 18, ci sono state delle parole che mi hanno fatto ricordare chi ero, una frase in particolare vorrei ricordare:

"In questa vita bisogna essere gli eroi di noi stessi."

Questa è una piccola verità da non dimenticare mai.
.... e mi ha fatto tornare in mente una canzone, anzi "La canzone" che mi ha fatto conoscere, quattordici anni fa, i Pearl Jam:


Oceans

Hold on to the thread
The currents will shift
Glide me towards...
You know something's left
And we're all allowed
To dream of the next
Oh, ohh the next, time we touch...

Oooh... (4x)

You don't have to stray
The oceans away
Waves roll in my thoughts
Hold tight the ring...
The sea will rise...
Please stand by the shore...
Oh, oh, oh, I will be...
I will be there once more...

Oooh... (4x)
Uh huh, oh yeah... (2x)

Oceani


Aggrappato al filo
Le correnti mi trascineranno
Mi condurranno verso...
Tu sai che qualcosa è rimasto
E che a tutti noi è permesso
Sognare la prossima
Oh sì, la prossima volta che ci toccheremo

Ooh... ooh... ooh... ooh...

Non devi allontanare
Gli oceani altrove
Le onde dondolano nei miei pensieri
Stringo forte il bordo...
Il mare si alzerà...
Per favore attendi sulla spiaggia...
Io ci sarò
Io ci sarò ancora una volta...

 




Bye
By Iraz scritto alle ore 22:25 | Permalink | commenti
categoria:musica, ringraziamenti, video, stati danimo, rivolta, iraz
giovedì, 28 dicembre 2006
Dato che oggi è la mia festa, ho deciso di dedicare la giornata a me stesso: niente studio. E visto che ho voglia di scrivere, dopo la parentesi etilica di questa notte, continuo con il mio progetto..... e si perchè questo blog è un progetto a tutti gli effetti, è una sorta di diario della mia nuova vita ma non è solo questo, è più una sorta di autobiografia, un testamento, un solco da lasciare per chi un giorno ne avesse bisogno, o per chi un giorno si chiederà chi ero.

Oggi si parla del suicidio:

" Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia. Il resto - se il mondo abbia tre dimensioni o se lo spirito abbia nove o dodici categorie - viene dopo. Questi sono giochi: prima bisogna rispondere."

(Albert Camus - Il mito di sisifo)

Se non ci fosse la morte, la vita non avrebbe nessun senso: perchè mangiare? Perchè lavorare? Per quale motivo alzarsi dal letto la mattina?
Probabilmente il dolore è un po' come la morte, se non ci fosse non esisterebbe neanche la gioia di vivere, se non ci fosse non potremmo mai capire quando stiamo sbagliando. Se metti la mano sopra il fuoco, soffri e magari la prossima volta non lo fai più..... forse il dolore serve ad avvertirci, una sorta di campanello.
Il problema nasce quando la sofferenza si dilata nel tempo, attanagliandoti in una morsa che non lascia respiro.
Personalmente ritengo che alla domanda perchè ci si uccide, la risposta sia una sola: perchè la vita così com'è non ti lascia altre possibilità..... e il suicidio viene visto come l'unica via di uscita.
Ultimamente mi è capitato di porre questa domanda: quand'è stata la prima volta che hai pensato al suicidio?
Normalmente le reazioni sono di tre tipi:
1- C'è chi rimane sorpreso, senza parole, e incomincia a guardarti con una faccia sconvolta come per chiederti: perchè? Come si fa a pensare al suicidio? Dopo di che vedi cambiare il suo sguardo da normale a tenero e un po' triste, di chi per quanto non comprenda cosa vuole dire pensare al suicidio, comunque ti vuole essere vicino.
2- C'è chi si blocca, senza sapere come reagire e soprattutto senza sapere cosa dire..... magari c'ha pensato ma non gli va di rispondere, magari sa che tu sai che c'ha pensato e si sente scoperto.
3- Ed infine c'è chi ne parla tranquillamente.

Essendo capace di fare una domanda del genere in pubblico, rientro nella terza tipologia.

Qualche settimana fa, quando stavo male forte, ci ho pensato abbastanza spesso, ovviamente mai seriamente. L'ovviamente c'è perchè non ho avuto le palle di farlo otto anni fa, quando c'ho pensato per un anno intero, figuriamoci s'è trovavo il coraggio ora.
Poi è difficile trovare un modo efficace che non comporti danni per altre persone (escludendo il dolore dei cari che per forza di cose è inevitabile).
Comunque la mia prima volta è stata a nove anni, in piedi sul davanzale della finestra del bagno, solita giornata grigia del cazzo, guardo avanti, guardo giù e penso: "sto al primo piano e se rimango paralizzato? Da paralizzato sarebbe difficile suicidarsi, inoltre se l'aspetterebbero.....uhm" poi ho pensato a mia madre, ho pensato a quanto dolore avrebbe sofferto e c'ho ripensato..... facendomi una promessa che da quel momento in poi non avrei mai mollato.
Chi ha avuto la fortuna di non trovarsi mai a pensare al suicidio, non può capire perchè si arriva a quel punto e difficilmente potrà capire cosa vuol dire.

Comunque la domanda: quand'è stata la prima volta che hai pensato al suicidio? Non è fine a sé stessa, non è un modo "brillante" per esordire e fare sfoggio della propria stranezza, qui non si gioca a fare il personaggio, qui si cerca di essere veramente sé stessi.
In questo periodo sto divorando libri di psicologia, sulla depressione e sulla dipendenza affettiva, uno dei sintomi della depressione è il pensiero del suicidio..... è difficile, se non impossibile, che chi è depresso (inteso come affetto da depressione) non pensi al suicidio.
Ora non voglio dire che chiunque pensi al suicidio, o si suicidi, sia affetto da depressione, ma è un semplice indizio che può aiutare ad identificare chi potrebbe essere depresso.
Approfondendo meglio l'argomento depressione mi è sorto il dubbio che potrei aver avuto una depressione bipolare fin da quando avevo nove anni. Nella depressione bipolare o disturbo bipolare c 'è un alternanza di  periodi di depressione a periodi di esaltazione, ossia periodi in cui sei super attivo e penseresti a tutto tranne che puoi essere ammalato di depressione.
Questo è un forte dubbio che ho e a cui, forse, un giorno mi risponderà lo psicologo.

Pensare che potrei aver passato i due terzi della mia vita, diciotto anni, convivendo con una malattia di cui non mi ero accorto e che ha influenzato il mio modo di essere, il mio rapportarmi alla vita e non so quante altre cose ancora...... mi fa molta impressione. Grazie tanto che adesso vedo tutto diverso e mi sento leggermente confuso sul chi sono io, chi non lo sarebbe?
By Iraz scritto alle ore 18:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:riflessioni, depressione, suicidio, camus, iraz, essere sé stesso
giovedì, 28 dicembre 2006
La mezzanotte è passata, indi per cui è il 28 dicembre.... incredibile ma è il mio compleanno, l'ultimo.
Sono tornato a casa ora ubriaco.... abbastanza da ridacchiare da solo per tutto il viaggio, ma non troppo da schiantarmi, come chi conosco io, contro un semaforo..... e chi ha orecchie per intendere, intenda.
In quest'ultima frase forse sono stato un po' stronzo, anche perchè il soggetto in particolare è una povera anima come tanti che a parte essere eccessivamente coglione quando ubriaco, altre colpe non ha.... caso mai ha la sfiga di tanti di avere i genitori separati.
Lo so che questo discorso non ha molto senso, ma sono ubriaco..... quindi accontentatevi perchè è già tanto che sono riuscito ad arrivare fino a casa........e riesco a scrivere in modo + o - comprensibile.
Oggi è l'ultima volta che festeggio il mio compleanno il 28 dicembre. Io odio il 28 dicembre..... quanti giorni dell'anno non hanno una santo? Ve lo siete mai chiesto? Tutti i santi, tutti i morti, tutti giù per terra..... e santissimi martiri ossia la strage degli innocenti, il 28 dicembre, l'unica colpa che può avere afflitto Gesù (x approfondimenti vedere "La caduta" di Albert Camus)....... a parte le divagazioni, parto di un 27enne ubriaco, il 28 dicembre è un giorno del cazzo per una serie di motivi, quali:
- sta a metà tra capodanno e natale = non ti caga nessuno, e per nessuno intendo quelli della tua famiglia
- è in un periodo dell'anno in cui il buio predomina (sono luce-sensibile)
- sparte odio il freddo e amo l'estate
Quindi in definitiva ho deciso che dal 2007 festeggierò il mio compleanno il 21 giugno, il giorno in cui sarei voluto nascere. Questa è un'idea che non è nata mentre ero ubriaco, in realtà me l'ha suggerita mia madre (alcune volte mi stupisce, e non è una cosa tanto semplice)...... oh dio lei non si aspettava che sparassi una data opposta alla mia, il fatto è che da anni pensavo che avrei voluto nascere nel giorno + lungo dell'anno: il 21 giugno, il solstizio estivo........ da un po' di anni pensavo che avrei voluto sposarmi in quel giorno ma la vita m ha smentito...... mai fare troppi proggetti, più vai in alto e più ti fai male quando cadi.
Comunque questa sera ero da Piero, dicesi anche Bar 500, ...... mi hanno riempito di alcool, ho ricevuto auguri da persone che non mi sarei aspettato..... è stato bello. Il 28 dicembre continua a non piacermi, ma questa serata è stata bella, soffro un po' ma mi passerà.
Non è tanto semplice mandare giù che gli ultimi quattro anni della tua vita sono stati un'illusione.

Approfittate di questo momento, perchè per quanto possa voler essere sincero, non sarò mai sincero quanto lo sono quando sono ubriaco.

E' tutta la sera che ho in testa la canzone degli Afterhours di cui ho trascritto il testo nel post precedente..... e continuo a chiedermi com'è che non mi ero mai accorto quanto fosse vera (x me).
La vita passa e la lasci passare per paura.... chi più, chi meno evitiamo di affrontare certe questioni, ma senza vita cosa ci rimane?

Sono felice di essere così sensibile, sono felice di non essere così vulnerabile come prima del 18 dicembre, e sono veramente felice di sentirmi vivo come non mi sono sentito mai, anche se ogni tanto soffro...... meglio così, preferisco morire da uomo libero piuttosto che soffocato da una placenta.

Placenta

Ecco, tutto arriva morbido e mite

ed io sono protetto, tranquillo,

quasi indifferente.

La vita filtra lieve e

manca un po' l'aria,

chiuso in questa placenta

sembra quasi di collassare.

Ho bisogno d'aria,

ho bisogno della vita,

ho bisogno di farmi male.

Non voglio andarmene intorpidito,

spento a poco, a poco

nel calore di questa aria rarefatta.

Devo assolutamente rompere questa placenta.


17-5-1999 By Iraz


Ovviamente non me la sono inventata adesso. (visto lo stato in cui riverso)..... semplicemente che alcune cose, se non affrontate e risolte, tornano attuali come lo erano sette anni fa....... non si scappa da sè.

Buona notte.

"[...]  Non sai, non sai che l'amore
E' una patologia
Saprò come estirparla via

Torneremo a scorrere
Torneremo a scorrere  [...]"

By Iraz scritto alle ore 02:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, riflessioni, stati danimo, iraz, rabbia di vivere
mercoledì, 27 dicembre 2006
E' quello che sai che ti uccide
O è quello che non sai
A mentire alle mani
Al cuore, ai reni

Lasciandoti fottere forte
Per spingerti presagi
Via dal cuore e su in testa
Sopprimerli

Non sai, non sai che l'amore
E' una patologia
Saprò come estirparla via

Torneremo a scorrere
Torneremo a scorrere

Eroe del mio inferno privato
Sei un giro di routine
Indossi il vuoto con classe
Ma è tutto ciò che avrai

Perché quando il dolore è più grande
Poi non senti più
E per sentirmi vivo
Ti ucciderò

Vedrai, vedrai se il mio amore
E' una patologia
Saprò come estirparla via

Torneremo a scorrere
Torneremo a scorrere

Lo so, lo so che il mio amore
E' una patologia
Vorrei che mi uccidesse ora

(Afterhours - 2005 Ballate per piccole iene)
By Iraz scritto alle ore 16:23 | Permalink | commenti
categoria:musica, afterhours, dipendenza affettiva, iraz