Dato che oggi è la mia festa, ho deciso di dedicare la giornata a me stesso: niente studio. E visto che ho voglia di scrivere, dopo la parentesi etilica di questa notte, continuo con il mio progetto..... e si perchè questo blog è un progetto a tutti gli effetti, è una sorta di diario della mia nuova vita ma non è solo questo, è più una sorta di autobiografia, un testamento, un solco da lasciare per chi un giorno ne avesse bisogno, o per chi un giorno si chiederà chi ero.
Oggi si parla del suicidio:
" Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia. Il resto - se il mondo abbia tre dimensioni o se lo spirito abbia nove o dodici categorie - viene dopo. Questi sono giochi: prima bisogna rispondere."
(Albert Camus - Il mito di sisifo)
Se non ci fosse la morte, la vita non avrebbe nessun senso: perchè mangiare? Perchè lavorare? Per quale motivo alzarsi dal letto la mattina?
Probabilmente il dolore è un po' come la morte, se non ci fosse non esisterebbe neanche la gioia di vivere, se non ci fosse non potremmo mai capire quando stiamo sbagliando. Se metti la mano sopra il fuoco, soffri e magari la prossima volta non lo fai più..... forse il dolore serve ad avvertirci, una sorta di campanello.
Il problema nasce quando la sofferenza si dilata nel tempo, attanagliandoti in una morsa che non lascia respiro.
Personalmente ritengo che alla domanda perchè ci si uccide, la risposta sia una sola: perchè la vita così com'è non ti lascia altre possibilità..... e il suicidio viene visto come l'unica via di uscita.
Ultimamente mi è capitato di porre questa domanda: quand'è stata la prima volta che hai pensato al suicidio?
Normalmente le reazioni sono di tre tipi:
1- C'è chi rimane sorpreso, senza parole, e incomincia a guardarti con una faccia sconvolta come per chiederti: perchè? Come si fa a pensare al suicidio? Dopo di che vedi cambiare il suo sguardo da normale a tenero e un po' triste, di chi per quanto non comprenda cosa vuole dire pensare al suicidio, comunque ti vuole essere vicino.
2- C'è chi si blocca, senza sapere come reagire e soprattutto senza sapere cosa dire..... magari c'ha pensato ma non gli va di rispondere, magari sa che tu sai che c'ha pensato e si sente scoperto.
3- Ed infine c'è chi ne parla tranquillamente.
Essendo capace di fare una domanda del genere in pubblico, rientro nella terza tipologia.
Qualche settimana fa, quando stavo male forte, ci ho pensato abbastanza spesso, ovviamente mai seriamente. L'ovviamente c'è perchè non ho avuto le palle di farlo otto anni fa, quando c'ho pensato per un anno intero, figuriamoci s'è trovavo il coraggio ora.
Poi è difficile trovare un modo efficace che non comporti danni per altre persone (escludendo il dolore dei cari che per forza di cose è inevitabile).
Comunque la mia prima volta è stata a nove anni, in piedi sul davanzale della finestra del bagno, solita giornata grigia del cazzo, guardo avanti, guardo giù e penso: "sto al primo piano e se rimango paralizzato? Da paralizzato sarebbe difficile suicidarsi, inoltre se l'aspetterebbero.....uhm" poi ho pensato a mia madre, ho pensato a quanto dolore avrebbe sofferto e c'ho ripensato..... facendomi una promessa che da quel momento in poi non avrei mai mollato.
Chi ha avuto la fortuna di non trovarsi mai a pensare al suicidio, non può capire perchè si arriva a quel punto e difficilmente potrà capire cosa vuol dire.
Comunque la domanda: quand'è stata la prima volta che hai pensato al suicidio? Non è fine a sé stessa, non è un modo "brillante" per esordire e fare sfoggio della propria stranezza, qui non si gioca a fare il personaggio, qui si cerca di essere veramente sé stessi.
In questo periodo sto divorando libri di psicologia, sulla depressione e sulla dipendenza affettiva, uno dei sintomi della depressione è il pensiero del suicidio..... è difficile, se non impossibile, che chi è depresso (inteso come affetto da depressione) non pensi al suicidio.
Ora non voglio dire che chiunque pensi al suicidio, o si suicidi, sia affetto da depressione, ma è un semplice indizio che può aiutare ad identificare chi potrebbe essere depresso.
Approfondendo meglio l'argomento depressione mi è sorto il dubbio che potrei aver avuto una depressione bipolare fin da quando avevo nove anni.
Nella depressione bipolare o disturbo bipolare c 'è un alternanza di periodi di depressione a periodi di esaltazione, ossia periodi in cui sei super attivo e penseresti a tutto tranne che puoi essere ammalato di depressione.
Questo è un forte dubbio che ho e a cui, forse, un giorno mi risponderà lo psicologo.
Pensare che potrei aver passato i due terzi della mia vita, diciotto anni, convivendo con una malattia di cui non mi ero accorto e che ha influenzato il mio modo di essere, il mio rapportarmi alla vita e non so quante altre cose ancora...... mi fa molta impressione. Grazie tanto che adesso vedo tutto diverso e mi sento leggermente confuso sul chi sono io, chi non lo sarebbe?